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OMS e System Center: novità di Agosto 2018

Nel mese di agosto sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

Come già annunciato nell’articolo La gestione di Log Analytics dal portale Azure Microsoft ha scelto di abbandonare il portale OMS, a favore del portale Azure. La data annunciata per il ritiro definitivo del portale OMS è il 15 gennaio 2019. Come conseguenza di questa scelta anche la creazione di nuovi workspace di Azure Log Analytics potrà essere effettuata solamente dal portale Azure. Tentando di creare un nuovo workspace dal vecchio portale OMS si verrà ridiretti al portale Azure per completare l’operazione. Non sono invece state apportate modifiche alle REST API e a PowerShell per la creazione dei workspace.

Anche il portale Advanced Analytics viene inglobato nel portale Azure. Al momento risulta possibile accedere a questo portale accedendo alla sezione Logs (preview) disponibile nel workspace di Log Analytics.

Figura 1 – Advanced Analytics disponibile nella sezione Logs (preview) dal portale Azure

 

Azure Automation

La gestione degli aggiornamenti tramite Azure Automation Update Management vede l’aggiunta di una nuova opzione per il deployment degli update. In fase di creazione o di modifica di un update deployment è ora presente l’opzione Reboot, che consente di controllare se e quando effettuare il riavvio dei sistemi. Per maggiori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione tecnica ufficiale.

Figura 2 – Reboot option disponibile nell’update deployment

Nella funzionalità di Change Traking sono stati apportati i seguenti cambiamenti:

  • Per rilevare le modifiche ed effettuare l’inventory dei file in ambiente Windows è ora possibile utilizzare: ricorsione, wildcards, e variabili d’ambiente. In Linux è già presente da tempo il supporto per la ricorsione e i wildcards.
  • Per quanto riguarda le modifiche che avvengo nei file, sia in ambiente Windows che in ambiente Linux, è stata introdotta la possibilità di visualizzare il contenuto delle modifiche apportate.
  • Introdotta la possibilità di ridurre la frequenza con la quale vengono collezionati i servizi di Windows (la frequenza è espressa in secondi e va da un minimo di 10 secondi a un massimo di 30 minuti).

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce una versione aggiornata per diversi componenti core, che ne aumentano la stabilità, la sicurezza e migliorano il processo di installazione. Tra le varie novità viene introdotto il supporto per Ubuntu 18.04. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-163. Nel caso l’agente OMS per sistemi Linux sia stato installato utilizzando l’Azure Extension e se è attivo il relativo update automatico, questo aggiornamento sarà installato in autonomia.

Figura 3 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 27 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.18.4946.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3550.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9125.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.14.0000.0 o successiva.
  • Site Recovery Provider (with System Center VMM): version 3.3.x.x o successiva.
  • Site Recovery Provider (for replication without VMM): version 5.1.3100.0 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider: version 4.6.x.x o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4055712.

 

In Azure Site Recovery è stato introdotto il supporto per abilitare scenari di disaster recovery Cross-subscription, per macchine virtuali IaaS, purché appartenenti allo stesso tenant Azure Active Directory. Questa funzionalità è molto utile perché spesso si hanno ambienti che utilizzano subscription Azure differenti, create principalmente per avere avere un maggior controllo dei costi. Grazie a questo nuovo supporto si possono raggiungere più facilmente i requisiti di business continuity creando piani di disaster recovery senza alterare la topologia delle subscription del proprio ambiente Azure.

Figura 4 – Configurazione replica VM verso una subscription target differente

 

Azure Site Recovery ora può integrarsi con Veritas Backup Exec Instant Cloud Recovery (ICR) con la versione di Backup Exec 20.2. Utilizzando ICR, gli utenti di Backup Exec sono in grado di configurare la replica delle VMs on-premises verso Azure e di azionare facilmente il proprio paino di DR in caso di necessità, riducendo il Recovery Point Objective (RPO) e il Recovery Time Objective (RTO). Instant Cloud Recovery richiede la presenza di una subscription Azure e supporta macchine virtuali VMware ed Hyper-V. Per ulteriori dettagli e riferimenti è possibile consultare l’annuncio specifico.

Azure Backup

In questo interessante articolo viene riportata la procedura per monitorare tutti i workloads protetti da Azure Backup utilizzando Log Analytics.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1806 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Tra le principali novità di questo aggiornamento emerge la nuova funzionalità chiamata CMPivot. Si tratta di una nuova utility disponibile nella console di Configuration Manager in grado di fornire informazioni in tempo reale riguardanti i dispositivi connessi nel proprio ambiente. Su queste informazioni è possibile applicare dei filtri e dei raggruppamenti, per poi svolgere determinate azioni.

Figura 5 – Caratteristiche e benefici della funzionalità CMPivot

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

 

Rilasciata la versione 1808 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Questo aggiornamento introduce la possibilità di effettuare un rilascio graduale dei software update in modo automatico. Il pulsante che consente di configurare questa operazione è riportato nella figura seguente e si trova nei nodi della console All Software Updates, All Windows 10 Updates, e Office 365 Updates.

Figura 6 – Pulsante di creazione del Phased Deployment

Per maggiori informazioni sulla configurazione dei Phased Deployments in Configuration Manager è possibile consultare la relativa documentazione tecnica Microsoft.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

 

System Center Operations Manager

Rilasciata la versione aggiornata del Microsoft System Center 2016 Management Pack per Microsoft Azure (versione 1.5.20.18).

Si segnalano inoltre le seguenti novità:

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

System Center: guida alla scelta della versione e roadmap

Per i prodotti System Center si ha la possibilità di scegliere due differenti release: Long-Term Servicing Channel (LTSC) oppure Semi-Annual Channel. In questo articolo saranno riportate le caratteristiche di ciascun modello di rilascio e quali aspetti è opportuno tenere in considerazione per effettuare la scelta più corretta. Sarà inoltre riportata la roadmap prevista per i rilasci dei prodotti System Center.

Caratteristiche della Semi-Annual Channel

Il canale di rilascio definito Semi-Annual Channel è caratterizzato da questi elementi:

  • Vengono rilasciate indicativamente due release dei prodotti ogni anno. In queste release sono incluse nuove funzionalità, miglioramenti e risoluzione di problematiche.
  • Le versioni sono identificate da un numero a quattro cifre, due per l’anno e due per il mese. Ad oggi sono già state rilasciate due versioni, la 1801 (gennaio 2018) e la 1807 (luglio 2018).
  • Visti i rapidi cicli di rilascio, non sono previsti Update Releases (UR) per i prodotti appartenenti a questo canale di rilascio.
  • I rilasci del Semi-Annual Channel hanno un supporto di 18 mesi a partire dalla data di pubblicazione.
  • Possono aderire all’utilizzo dei prodotti rilasciati nel Semi-Annual Channel solamente i clienti Microsoft con un contratto di Software Assurance.

Considerando i costanti rilasci e il periodo di supporto non particolarmente lungo ne consegue che questo canale è adatto per i clienti con l’obiettivo di innovarsi in modo costante e veloce, per stare al passo con i tempi rapidi di evoluzione del cloud.

Caratteristiche della Long-Term Servicing Channel (LTSC)

Il modello di rilascio definito Long-Term Servicing Channel (LTSC) ha le seguenti caratteristiche:

  • Viene rilasciata una nuova major version di System Center approssimativamente ogni due o tre anni. La versione più aggiornata attualmente è System Center 2016 e la futura release sarà System Center 2019.
  • Nel LTSC i prodotti ricevono aggiornamenti, comprensivi degli aggiornamenti di security, tramite Update Releases (UR). Le Update Releases (UR) non contengono le nuove funzionalità incluse nei rilasci appartenenti alla Semi-Annual Channel, le quali saranno inglobate nel successivo rilascio nel Long-Term Servicing Channel.
  • I prodotti appartenenti alla LTSC hanno di 5 anni di mainstream support e ulteriori 5 anni di extended support.
  • I prodotti appartenenti al Long-Term Servicing Channel (LTSC) possono essere adottati dai clienti indipendentemente dal modello di licensing a cui si è aderito (non è richiesta la Software Assurance).

L’utilizzo dei prodotti nel Long-Term Servicing Channel (LTSC) è opportuno nel caso si desideri avere un periodo di servizio più lungo dei prodotti e una maggiore stabilità delle funzionalità erogate.

Ulteriori considerazioni

In termini di compatibilità, salvo diverse comunicazioni, i requisiti minimi per utilizzare i prodotti System Center appartenenti al Semi-Annual Channel sono gli stessi della versione più recente del prodotto System Center rilasciato nel Long-Term Servicing Channel.

I clienti con contratto di Software Assurance possono effettuare l’upgrade dei prodotti di System Center 2016 oppure 2012 R2 ai prodotti di System Center rilasciati secondo il modello Semi-Annual Channel. L’aggiornamento da release del Semi-Annual Channel verso release appartenenti al LTSC non è supportato.

Roadmap di System Center

Per i prodotti System Center è stata annunciata da parte di Microsoft la seguente roadmap:

Figura 1 – System Center Roadmap

Nella figura sottostante sono elencate le versioni attualmente disponibili dei prodotti System Center, con un riepilogo delle principali funzionalità introdotte.

Figura 2 – Attuali versioni di System Center e principali funzionalità introdotte

Oltre che all’imminente rilascio dell’Update Release 6 di System Center 2016, nel prossimo anno sarà rilasciato System Center 2019 e la nuova release appartenente al Semi-Annual Channel. Questi rilasci introdurranno nuove funzionalità per fornire l’integrazione e il supporto totale di Windows Server 2019. In seguito, sono riporti i prossimi rilasci programmati per System Center:

Figura 3 – Prossimi rilasci di System Center e principali funzionalità introdotte

Altri riferimenti utili

Conclusioni

Con questo modello di rilascio delle nuove versioni dei prodotti System Center è opportuno effettuare una scelta accurata stabilendo il più idoneo per le proprie esigenze e per il proprio modello di business. Per farlo nel migliore dei modi è opportuno avere la consapevolezza delle caratteristiche di ciascun modello e di tutto ciò che ne consegue da questa scelta.

OMS e System Center: novità di Luglio 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Come di consueto la nostra community rilascia questo riepilogo mensile che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

La possibile integrazione di Azure Data Factory (ADF) con Azure Monitor consente di inviare le metriche di utilizzo verso Operations Management Suite (OMS). La nuova solution Azure Data Factory Analytics, disponibile nell’Azure marketplace, può fornire una panoramica sullo stato di salute del proprio Data Factory, consentendo di andare nel dettaglio delle informazioni raccolte. Questo può risultare molto utile in particolare per operazioni di troubleshooting. Risulta inoltre possibile collezionare le metriche provenienti da diverse data factories verso lo stesso workspace di OMS Log Analytics. Per i dettagli sulla configurazione necessaria per utilizzare questa solution, è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Figura 1 – Overview della nuova solution Azure Data Factory Analytics

Nell’esecuzione delle query di Log Analytics è stata introdotta la possibilità di selezionare facilmente il workspace sul quale eseguire le interrogazioni:

Figura 2 – Selezione del workspace su cui effettuare le query di Log Analytics

La stessa possibilità è stata introdotta anche in Azure Application Insights Analytics. Tale funzionalità risulta utile in quanto in ogni query tab è possibile selezionare il workspace specifico, evitando di dover aprire Log Analytics in tab differenti del browser.

Nel caso vengano collezionati custom logs in Azure Log Analytics, è stata creata una categoria separata denominata “Custom Logs”, dove vengono raggruppati.

Figura 3 – Raggruppamento dei custom logs nella categoria specifica

Per i workspace di Log Analytics presenti nelle region di West Europe, East US, e West Central è stata annunciata la disponibilità in public preview dei Metric Alerts per i logs. I Metric alerts per i logs consentono di utilizzare i dati provenienti da Log Analytics come metriche di Azure Monitor. La tipologia dei log supportati è stata estesa e la lista completa è disponibile a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Azure Backup

In Azure Pricing Calculator, lo strumento ufficiale Microsoft per stimare i costi dei servizi Azure, è stata introdotta la possibilità di ottenere una stima più accurata dei costi di Azure Backup, consentendo di specificare il range di retention dei vari Recovery Point.

Figura 4 – Nuovi parametri per effettuare una stima più accurata dei costi di Azure Backup

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 26 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.17.4897.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3400.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9122.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.13.000.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider versione 5.1.3000 o successiva.
  • Hyper-V Recovery Manager 3.4.486 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider 4.6.660 o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4344054.

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation è stata introdotta la possibilità di configurare gli Hybrid Runbook Workers in modo che possano eseguire solamente runbook digitalmente firmati (l’esecuzione di runbook unsigned non andrà a buon fine). La procedura da seguire è riportata in questa sezione dell’articolo Microsoft.

System Center

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, questo mese è stata rilasciata la nuova update release, System Center 1807.

L’update release 1807 introduce nuove funzionalità per Virtual Machine Manager e Operations Manager, mentre per Data Protection Manager, Orchestrator e Service Manager contiene fix per problemi noti (includendo i bug fixes presenti nell’UR5 di System Center 2016, rilasciata in aprile).

Novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807
  • Supports selection of CSV for placing a new VHD
  • Display of LLDP information for networking devices
  • Convert SET switch to logical switch
  • VMware host management: VMM 1807 supports VMware ESXi v6.5 servers in VMM fabric
  • Support for S2D cluster update
  • Support for SQL 2017
Novità introdotte in Operations Manager 1807
  • Configure APM component during agent install or repair
  • Linux log rotation
  • HTML5 Web console enhancements
  • Support for SQL Server 2017
  • Operations Manager and Service Manager console coexistence

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft:

System Center 1807 è possibile scaricarlo dal System Center Evaluation Center.

Per tutti i prodotti System Center (DPM, SCORCH, SM, VMM e SCOM) è ora possibile aggiornare i deployment esistenti passando da SQL server 2016 a SQL server 2017.

Si ricorda infine che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1807 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La novità principale presente in questo rilascio è l’introduzione del nuovo community hub, attraverso il quale è possibile condividere scripts, reports, configuration items ed altro, relativamente a Configuration Manager. Attraverso il community hub, accessibile dalla console di SCCM, è possibile introdurre nel proprio ambiente soluzioni messe a disposizione dalla community.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo inoltre:

  • Improvements to third-party software updates
  • Co-managed device activity sync from Intune
  • Approve application requests via email
  • Repair applications
  • Admin defined offline operating system image servicing drive
  • Improvements to run scripts

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Per poter configurare la connessione tra Operations Management Suite (OMS) e System center Operations Manager è necessario importare i seguenti nuovi management packs, specifici per versione:

Questa modifica ai MPs è stata resa necessaria per consentire la corretta comunicazione con le nuove APIs di OMS Log Analytics, introdotte in seguito allo spostamento verso il portale Azure di Log Analytics.

Figura 5 – Wizard di SCOM per l’onboarding di OMS

Si riporta la nuova wave dei management packs di System Center Operations Manager rilasciati per SQL Server, ora allineati alla versione 7.0.7.0:

Nel mese di Luglio sono inoltre stati rilasciati i seguenti Management Packs per software Open Source, versione 7.7.1129.0, che comprendono le seguenti novità:

Apache HTTP Server

  • Supports Apache HTTP Server version 2.2 and 2.4
  • Provides monitoring of busy and idle workers
  • Provides monitoring of resource usage – memory and CPU
  • Provides statistics for virtual hosts such as “Requests per Minute” and “Errors per Minute”
  • Provides alerting for SSL Certificate expiration

MySQL Server

  • Supports MySQL Server version 5.0, 5.1, 5.5, 5.6, and 5.7
  • Supports MariaDB Server version 5.5, and 10.0
  • Provides monitoring of databases
  • Provides monitoring of disk space usage for server and databases
  • Provides statistics for Key Cache, Query Cache, and Table Cache
  • Provides alerting for slow queries, failed connections, and full table scans

Sono stati inoltre rilasciati da parte di Microsoft i seguenti nuovi MPs:

  • MP per Active Directory Federation Services versione 0.2.0
  • MP per Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 1.10172.1
  • MP per Microsoft Azure versione 5.20.18

Si segnala inoltre la nuova versione community (1807) del Management Pack di Azure, rilasciata da Daniele Grandini.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Giugno 2018

Nel mese di giugno sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community, tramite questi articoli rilasciati mensilmente, vuole fornire una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Recentemente è stato ufficialmente annunciato che il portale OMS sarà deprecato, a favore del portale Azure. In questo articolo vengono esaminati gli aspetti legati a questo cambiamento e cosa è bene sapere per non farsi cogliere impreparati.

Figura 1 – Notifiche presenti nel portale OMS

Azure Backup

Azure Backup si arricchisce con una nuova importante funzionalità che consente di proteggere in modo nativo i workload SQL, in esecuzione sulle macchine virtuali IaaS che risiedono su Azure. In questo articolo vengono riportati i benefici introdotti e le caratteristiche di questa nuova funzionalità.

Figura 2 – Protezione con Azure Backup di SQL Server su VMs Azure

Rilasciata una versione aggiornata dell’Azure Backup agent (MARS), la quale la si può ottenere accedendo a questo indirizzo.

Utilizzando Azure Backup c’è la possibilità di generare la reportistica necessaria per poter facilmente controllare lo stato di protezione delle risorse, i dettagli sui vari job di backup configurati, l’effettivo utilizzo dello storage e lo stato dei relativi alert. Il tutto è reso possibile grazie all’utilizzo di Power BI, che consente di avere un elevato grado di flessibilità nella generazione e nella personalizzazione della reportistica. In questo video, recentemente pubblicato, viene riportato come configurare un workspace Power BI per la condivisione dei reports di Azure Backup all’interno della propria organizzazione. Per analizzati gli step necessari per configurare la reportistica di Azure Backup è possibile consultare questo articolo.

Figura 3 – La condivisione di report PowerBI di Azure Backup

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere workloads in esecuzione in ambiente Azure Stack. I tenant che usufruiscono della soluzione Azure Stack possono quindi disporre di una protezione short term direttamente sull’ambiente Azure Stack e possono usufruire dei Recovery Service vault in Azure per la long term retention e per effettuare l’offsite. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio del rilascio.

Figura 4 – Azure Stack Tenant backup con Microsoft Azure Backup Server

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery (ASR) è stata annunciata in “general availability (GA)” la funzionalità che consente di configurare il Disaster Recovery (DR) di Azure Virtual Machines. Configurando la replica delle macchine virtuali in region differenti di Azure, si ha la possibilità di rendere le applicazioni resilienti ad eventuali guasti che interessano una specifica region di Azure. Questa funzionalità è disponibile in tutte le region Azure dove è possibile utilizzare ASR. Azure è il primo cloud pubblico a offrire una soluzione nativa di Disaster Recovery per le applicazioni in esecuzione in ambiente IaaS.

Durante il periodo di preview, Microsoft ha preso in considerazione i diversi feedback ricevuti dai client ed ha aggiunto alla soluzione le seguenti importati funzionalità:

Si segnalano questi utili riferimenti riguardanti questa soluzione:

Security e Audit

La solution Azure Network Security Group Analytics sarà sostituita da Traffic Analytics che è stato rilasciato in General availability (GA). Questa soluzione, totalmente cloud-based, consente di avere una visibilità complessiva sulle attività di rete che vengono intraprese nell’ambiente cloud. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo “Come monitora le attività di rete nel cloud Azure con Traffic Analytics

System Center

System Center Data Protectrion Manager

In ambienti dove System Center Data Protection Manager (SCDPM) è connesso al servizio Azure Backup è stata introdotta la possibilità di visualizzare tutti gli items protetti, i dettagli sull’utilizzo dello storage e le informazioni sui recovery point, direttamente dal portale Azure, all’interno dei Recovery Service vault. Questa funzionalità è supportata per SCDPM 2012 R2, 2016 e per Azure Backup Server v1 e v2, purché sia installata l’ultima versione dell’Azure Backup Agent (MARS).

Figura 5 – Informazioni provenienti da DPM riportate nel Recovery Service vault

System Center Configuration Manager

Solitamente viene rilasciata una technical preview al mese di Configuration Manager, ma questo mese, visto il numero considerevole di novità, ne sono state rilasciate due.

La prima è la versione 1806 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La principale novità introdotta da questo aggiornamento è l’aggiunta del supporto per il software update catalogs di terze parti. Dalla console di Configuration Manager si potrà facilmente effettuare la sottoscrizione al catalog degli update di partner software di terze parti, per poi pubblicare gli updates tramite il Software Update Point. Tali aggiornamenti potranno essere rilasciati ai client utilizzando il metodo classico di Configuration Manager per la distribuzione dei software update.

Figura 6 – Accesso al software update catalogs di terze parti dalla console di SCCM

Oltre a questa nuova funzionalità sono stati rilasciati aggiornamenti riguardanti:

  • Sync MDM policy from Microsoft Intune for a co-managed device
  • Office 365 workload transition in co-management
  • Configure Windows Defender SmartScreen settings for Microsoft Edge
  • Improvements to the Surface dashboard
  • Office Customization Tool integration with the Office 365 Installer
  • Content from cloud management gateway
  • Simplified client bootstrap command line
  • Software Center infrastructure improvements
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for OSD Boot Media
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for Task Sequences
  • Package Conversion Manager
  • Deploy updates without content
  • Currently logged on user information is shown in the console
  • Provision Windows app packages for all users on a device

La seconda è la versione 1806.2 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager, che include principalmente le seguenti novità relative al Phased deployment:

  • Possibilità di monitorare lo stato in modo nativo, dal Deployments node.
  • Possibilità di creare Phased deployment di applications e non solo per le task sequences.
  • Possibilità di effettuare un rollout graduale durante la fase di deployment.

Inoltre questa preview contiene aggiornamenti riguardanti:

  • Management Insights for proactive maintenance
  • Mobile apps for co-managed devices
  • Support for new Windows app package formats
  • New boundary group options for optimized P2P behaviors
  • Third-party software updates support for custom catalogs
  • Compliance 9 – Overall health and compliance (Report)

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Rilasciata una versione aggiornata del Management Pack per OS Windows Server 2016 e 1709 Plus che include diversi aggiornamenti e risoluzioni di problematiche. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare questo articolo.

Rilasciata la versione 8.2 del MP Author che include diversi miglioramenti. Per la lista delle novità incluse in questa nuova versione è possibile consultare l’annuncio ufficiale del rilascio.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Marzo 2018

Nel mese di marzo ci sono state diverse novità annunciate da parte di Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questa serie di articoli, che realizziamo con cadenza mensile, vengono elencate tutte le principali novità del mese corrente, accompagnate dai riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Automation

In Azure Automation sono state ufficialmente rilasciate le nuove funzionalità che consentono di:

  • Gestire la distribuzione degli aggiornamenti (Update management).
  • Raccogliere informazioni di inventario relative alle applicazioni installate sui sistemi (Inventory).
  • Tenere traccia delle modifiche apportare sulle macchine (Change tracking).

Il nostro articolo, pubblicato nei mesi scorsi, mostra come configurare l’Azure Automation Account per poter usufruire di queste nuove funzionalità e ne riporta le principali caratteristiche.

Figura 1 – Relative solution presenti in Log Analytics


Azure Backup

In Azure Backup sono state introdotte diverse novità che riguardano i seguenti aspetti:

  • Large disk support: possibilità di proteggere dischi di dimensione fino ai 4TB, sia di tipologia managed che unmanaged. Il limite in precedenza era di un 1TB.
  • Backup and Restore performance improvements: per ridurre i tempi di esecuzione dei backup e dei restore verranno mantenute le snapshot, effettuate durante il processo di backup, per 7 giorni.
  • Instant recovery point: i recovery point vengono resi disponibili istantaneamente nel momento della creazione della snapshot effettuata dal job di backup, in modo del tutto analogo ai checkpoint creati da Hyper-V oppure da VMware.
  • Distribute the disks of restored VM: durante i processi di restore viene fornita la possibilità di scegliere dove posizionare i dischi unmanaged delle macchine virtuali. Questo riduce le configurazioni, post attività di restore, che sarebbero necessarie mettendo tutti i dischi all’interno dello stesso storage account.

Per poter usufruire di questi improvements è necessario effettuare l’upgrade della subscription che detiene i Recovery Service Vault. L’upgrade può essere effettuato direttamente dal portale Azure (sarà presente una apposita notifica nella dashboard dei Recovery Service vault) oppure tramite comandi PowerShell. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale Microsoft.

Figura 2 – Avvio del processo di upgrade della subscription al nuovo stack

Microsoft ha inoltre annunciato che il servizio Azure Backup è ora disponibile anche nelle region Azure della Francia (France Central e France South).

 

System Center

Microsoft ha ufficializzato il rilascio di Windows Server 2019 che sarà disponibile al pubblico nella seconda parte del 2018. Contestualmente verrà reso disponibile anche System Center 2019 che avrà il pieno supporto per Windows Server 2019 fin dal primo giorno del rilascio.

System Center Configuration Manager

Nel corso del mese è stata rilasciata la versione 1802 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Queste in sintesi gli ambiti impattati da questo aggiornamento:

Modern Management

  • Endpoint Protection workload transition in co-management
  • Management insights
  • Co-management reporting

Figura 3 –  Co-management reporting

Microsoft 365 Adoption

  • Phased deployments
  • Windows AutoPilot Device Information report
  • Support for Windows 10 ARM64 devices
  • Surface Device Dashboard
  • Microsoft Edge browser policies
  • Report to show default browser for client machines
  • Windows 10 Servicing for a specific collection report
  • Improvements to Office 365 client management dashboard
  • Improvements for Windows Defender Exploit Guard
  • New settings for Windows Defender Application Guard

Streamlined Infrastructure

  • Configure Windows 10 Delivery Optimization to use Configuration Manager boundary groups
  • Add management points to your boundary group fallback relationships
  • Moving Distribution Points between sites

Improvements in Cloud Management Gateway

  • Cloud management gateway support for Azure Resource Manager
  • Install user-available applications on Azure AD-joined devices
  • Windows 10 in-place upgrade task sequence over the Internet

Improvements in Software Center

  • Approve application requests for users per device
  • Improvements to client settings for Software Center

Improvements in OSD

  • Improvements to Windows 10 in-place upgrade task sequence
  • Deployment Template for Task Sequences

Miscellaneous Improvements

  • Support for hardware inventory strings greater than 255 characters in length
  • Run scripts

Figura 4 –  Run Script status

Per consultare la lista completa delle nuove funzionalità e per avere maggiori dettagli a riguardo è possibile accedere alla documentazione ufficiale Microsoft.

L’aggiornamento verrà reso disponibile in queste settimane a livello globale e sarà riportato nel nodo “Updates and Servicing” della console di SCCM. Per forzare la disponibilità di questo aggiornamento è possibile utilizzare questo script PowerShell.

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1803 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte utili modifiche che possono migliorare l’infrastruttura di Configuration Manager. Inoltre, sono stati apportati interessanti miglioramenti riguardanti il Software Center. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1803 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Updates Publisher

System Center Updates Publisher (SCUP)  è la soluzione Microsoft che consente di gestire custom update di terze parti. Questo mese una nuova versione di SCUP è stata rilasciata ufficialmente e può essere scaricata a questo indirizzo. La nuova release introduce il supporto per Windows 10 e Windows Server 2016. Tutti i dettagli in merito a questo rilascio possono essere consultati nell’annuncio ufficiale.

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i prodotti System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e in seguito alla registrazione è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Febbraio 2018

Il mese di Febbraio è stato ricco di novità e diversi sono gli aggiornamenti che hanno interessato Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogati in modo sintetico per avere una visione globale e saranno presenti i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti a riguardo.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Tutti coloro che utilizzano Azure ExpressRoute saranno lieti di sapere che ora è possibile effettuarne il monitor utilizzando Network Performance Monitor (NPM). Tale funzionalità è stata in preview per alcuni mesi e ora è passata nello stato di general availability. Tra le caratteristiche di questa soluzione di monitor troviamo:

  • Possibilità di visualizzare in modo interattivo, tramite la topology view di NPM, i vari componenti (network on-premises, circuit provider edge, circuit ExpressRoute, edge Microsoft, e le Azure VMs) e la latenza misurata in ogni hop. Questo consente di indentificare facilmente eventuali problemi di performance nella connettività e di individuare rapidamente il segmento problematico della comunicazione.
  • Capacità di visualizzare l’utilizzo di banda del primary e del secondary circuit ExpressRoute. Grazie al drill-down è inoltre possibile intercettare l’utilizzo di banda per ogni singola vNet connessa ai circuit ExpressRoute.
  • Possibilità di creare query e visualizzazioni personalizzate grazie al fatto che tutti i dati della soluzione sono disponibili nel repository di Log Analytics e di conseguenza è possibile utilizzare le funzionalità native di ricerca e correlazione in base alle proprie esigenze.
  • Capacità di diagnosticare problemi vari di connettività presenti nei circuit ExpressRoute.

Figura 1 – Azure ExpressRoute Monitoring

Per maggiori informazioni su come configurare il monitor di ExpressRoute con NPM è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Inoltre in Network Performance Monitor (NPM) è stata introdotta la funzionalità di Service Endpoint Monitor che integra nel monitor e nella visualizzazione delle performance della propria applicazione anche le performance end-to-end della network. Questa funzionalità consente di creare differenti tipologie di test (HTTP, HTTPS, TCP e ICMP), che dovranno essere effettuati da punti chiave della propria infrastruttura di rete, in modo da poter identificare in modo rapido se il problema riscontrato è legato alla network oppure è relativo all’applicativo. Grazie all’utilizzo della network topology map il problema e la sua natura è inoltre facilmente localizzabile. Si tratta di una funzionalità in public preview le cui caratteristiche sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.4-210.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

In questo articolo viene descritto come costruire la propria soluzione di monitor in Log Analytics per Azure Backup. Tramite questa soluzione di monitor è possibile controllare i principali aspetti di Azure Backup come i job di backup e restore, backup alert e l’utilizzo dello storage in cloud. Il tutto è possibile farlo cross Recovery Service vault e cross subscription potendo trarre beneficio delle funzionalità integrate in Log Analytics, quali ad esempio l’apertura automatizzata di ticket tramite webhooks oppure grazie all’integrazione con ITSM. Si tratta di una soluzione community e ogni contribuito è ovviamente ben accetto.

Per quanto riguarda Azure Backup è stata annunciata (in general availability) la possibilità di realizzare backup consistenti a livello applicativo per le macchine virtuali Linux in esecuzione su Azure. Sui sistemi Windows questo avviene utilizzando il componente VSS, mentre per le VM Linux viene messo a disposizione uno scripting framework grazie al quale è possibile eseguire dei pre-script e dei post-script per controllare l’esecuzione dei backup.

Figura 3 – Meccanismo per la realizzazione di backup application consistent in VMs Linux su Azure

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale, mentre per ulteriori informazioni sulla protezione delle macchine virtuali Linux presenti in Microsoft Azure, utilizzando Azure Backup, è possibile prendere visione dell’articolo: Azure Backup: la protezione dei sistemi Linux in Azure.

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere in modo nativo Azure File Shares. Tale funzionalità al momento è in Public Preview e tra le caratteristiche principali troviamo:

  • Possibilità, accedendo ai Recovery Service vault, di effettuare il discovery degli storage acccount e di rilevare le file shares presenti e non protette.
  • Protezione su larga scala: c’è la possibilità di effettuare il backup di più file shares contenute in uno storage account e di applicare un policy di protezione comune.
  • Restore istantanei e granulari. La protezione è basata su file share snapshots e questo consente di effettuare in modo rapido il ripristino di file in modo selettivo.
  • Dal portale Azure è possibile esplorare i vari restore point presenti per individuare facilmente quali file ripristinare.

Figura 4 – Backup di Azure File Shares

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Questo mese è stato rilasciato un Mandatory Update per l’agente Microsoft Azure Recovery Services (MARS). Per tutti coloro che utilizzano Azure Backup è necessario installare quanto prima questo aggiornamento per evitare fallimenti nelle attività di backup e di recovery.

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stata resa disponibile un’attesa funzionalità, che consente di proteggere macchine virtuali aventi managed disk, nello scenario di replica tra differenti region di Azure, consentendo di avere una maggiore flessibilità per l’attivazione di scenari di Disaster Recovery con sistemi presenti in Azure.

Figura 5 – Attivazione replica di una VM con Managed Disks

System Center

Come annunciato nei mesi scorsi e come già avviene per il sistema operativo e per Configuration Manager, anche gli altri prodotti System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). Questo mese c’è stato il primo rilascio con la versione 1801 di System Center.

Figura 6 – Sintesi delle novità introdotte nella versione 1801 di System Center

Per conoscere i dettagli delle novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale. Si ricorda infine che per le release appartenenti al semi-annual channel è garantito un supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1802 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1802 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Questa release introduce un numero considerevole di novità su diversi ambiti, tra i quali: OSD, Cloud Management Gateway, funzionalità di Windows 10 e Office 365, Software Center e Site Server High Availability.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

La funzionalità definita “Updates and Recommendations”, introdotta in SCOM 2016 per i Management Pack di casa Microsoft, è utile per facilitare il processo di discovery dei MPs appropriati per effettuare il monitor dei differenti workload presenti nella propria infrastruttura e per mantenerli aggiornati. Questa funzionalità è abilitata per ben oltre 110 workload Microsoft. Microsoft ha annunciato che sta estendendo questa funzionalità anche per i MPs realizzati e offerti da terze parti. Nella release 1801 di Operations Manager sono al momento contemplati i MPs dei seguenti partner esterni:

Figura 7 – Funzionalità Updates and Recommendations con MPs dei partners

Come conseguenza del rilascio della versione 1801 di System Center sono stati resi disponibili anche i seguenti nuovi Management Pack di SCOM:

System Center Service Manager

Rilasciata una nuova versione del Service Manager Authoring Tool.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Gennaio 2018

Il nuovo anno è iniziato con diversi annunci da parte di Microsoft riguardanti novità relative a Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare maggiori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Il rilascio dell’IT Service Management Connector (ITSMC) per Azure consente di avere una integrazione bi-direzionale tra gli strumenti di monitor di Azure e le soluzioni di ITSMC come: ServiceNow, Provance, Cherwell, e System Center Service Manager. Grazie a questa integrazione è possibile:

  • Creare o aggiornare work-items (event, alert, incident) nelle soluzioni di ITSM sulla base degli alert presenti in Azure (Activity Log Alerts, Near Real-Time metric alerts and Log Analytics alerts).
  • Consolidare in Azure Log Analytics i dati relativi a Incident e Change Request.

Per configurare questa integrazione è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 1 – ITSM Connector dashboard della solution di Log Analytics

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve importanti bug introducendo anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Visto il numero importante di bug fix incluso in questa versione il consiglio è di valutare l’adozione di questo l’aggiornamento. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.3-174.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Durante la procedura di creazione delle macchine virtuali dal portale Azure è stata introdotta la possibilità di abilitarne la protezione tramite Azure Backup:

Figura 3 – Abilitazione del backup durante la creazione di una VM

Questa possibilità migliora in modo considerevole l’experience di creazione delle macchina virtuali dal portale Azure.

Azure Site Recovery

Azure Site Recovery consente di gestire diversi scenari per implementare piani di Disaster Recovery, tra cui la replica di macchine virtuali VMware verso Azure. In questa ambito sono state introdotte le seguenti importanti novità:

  • Rilascio di un template nel formato Open Virtualization Format (OVF) per effettuare il deployment del ruolo Configuration Server. Questo consente di effettuare il deployment del template nella propria infrastruttura di virtualizzazione ed avere un sistema dotato di tutto il software necessario già preinstallato, ad eccezione di MySQL Server 5.7.20 e della VMware PowerCLI 6.0, per velocizzare il deployment e la registrazione al Recovery Service Vault del Configuration Server.
  • Introdotto nel Configuration Server un portale web per pilotare le principali azioni di configurazione necessarie come le impostazioni del server proxy, i dettagli e le credenziali per accedere al server vCenter e la gestione delle credenziali per installare oppure aggiornare il Mobility Service sulle macchine virtuali coinvolte nel processo di replica.
  • Migliorata l’experience per effettuare il deployment del Mobility Service sulle macchine virtuali. A partire dalla versione 9.13.xxxx.x del Configuration Server vengono infatti utilizzati i VMware tools per installare ed aggiornare il Mobility Service su tutte le macchine virtuali VMware protette. Questo comporta che non è più necessario aprire le porte del firewall per i servizi WMI e File and Printer Sharing sui sistemi Windows, in precedenza utilizzati per effettuare l’installazione push del Mobility Service.

Le funzionalità di monitoring incluse in modo nativo in Azure Site Recovery sono state notevolmente arricchite per avere una visibilità completa ed immediata. Il pannello Overview dei Recovery Service Vault è ora strutturato, per la sezione Site Recovery, nel modo seguente:

Figura 4 – Azure Site Recovery dashboard

Queste le varie sezioni presenti, le quali si aggiornano in automatico ogni 10 minuti:

  1. Switch between Azure Backup and Azure Site Recovery dashboards
  2. Replicated Items
  3. Failover test success
  4. Configuration issues
  5. Error Summary
  6. Infrastructure view
  7. Recovery Plans
  8. Jobs

Per maggiori dettagli in merito alle varie sezioni è possibile consultare la documentazione ufficiale oppure visualizzare questo breve video.

Known Issues

Si segnala la seguente possibile problematica nell’esecuzione dei backup delle macchine virtuali Linux su Azure. L’error code restituito è UserErrorGuestAgentStatusUnavailable ed è possibile seguire questo workaround per risolvere la condizione di errore.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1801 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1801 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo:

  • Possibilità di importare ed eseguire signed scripts e di monitorare il risultato dell’esecuzione.
  • I distribution point possono essere spostati tra differenti primary site e da un secondary site ad un primary site.
  • Miglioramento nei client settings per il Software Center, con la possibilità di visualizzare una preview prima di farne il deployment.
  • Nuove impostazioni relative a Windows Defender Application Guard (a partire da Windows 10 versione 1709).
  • Possibilità di visualizzare una dashboard con le informazioni relative al co-management.
  • Phased Deployments.
  • Supporto per hardware inventory string di lunghezza superiore a 255 caratteri.
  • Miglioramenti relativi alle schedulazioni delle Automatic Deployment Rule.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Inoltre per System Center Configuration Manager current branch, versione 1710 è stato rilasciato un update rollup che contiene un numero considerevole di bug fix.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Dicembre 2017

Rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere nei mesi scorsi, durante il mese di dicembre, complice anche il periodo di festività, sono state annunciate da Microsoft un numero ridotto di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo ne verrà fatto un riepilogo accompagnato dai riferimenti necessari per effettuare ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

In Azure Monitor è stata inclusa la possibilità di visualizzare e definire alert di Log Analytics. Si tratta di una funzionalità in preview che consente di utilizzare Azure Monitor come punto centralizzato di gestione e visualizzazione degli alert.

Figura 1- Definizione di un alert di Log Analytics in Azure Monitor (preview)

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve in particolare un importante bug riguardante il package DSC (omsconfig) che a causa di un possibile hang impedisce l’invio dei dati verso il workspace OMS. In questa versione non sono state introdotte novità. Per ottenere la versione aggiornata è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.2-125.

Figura 2 – Elenco Bug Fix del nuovo agente OMS per Linux

Azure Automation

In Azure Monitor, all’interno degli Action Groups è stata introdotta la possibilità di definire un Azure Automation Runbook come action type. Si tratta di una ulteriore integrazione che consente di avere una efficace piattaforma di alerting in grado di intraprendere azioni non solo per workload in esecuzione su Azure, ma in modo indipendente dalla loro location.

Figura 3 – Definizione di una action basata su un Automation Runbook

Protezione e Disaster Recovery

Azure Backup ha introdotto il supporto per la protezione delle macchine virtuali Azure con dischi, managed o unmanaged, criptati utilizzando Bitlocker Encryption Key (BEK). Questa funzionalità estende le possibilità di protezione delle macchine virtuali criptate, già supportate in precedenza nello scenario Bitlocker Encryption Key (BEK) e Key Encryption Key (KEK), consentendo di avere con estrema facilità un elevato livello di sicurezza in questi scenari di protezione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Figura 4 – Protezione di VM criptata utilizzando Bitlocker Encryption Key (BEK)

Microsoft ha rilasciato Azure Site Recovery Deployment Planner un utilissimo strumento che può essere utilizzato quando si ha intenzione di implementare un piano di Disaster Recovery verso Azure tramite Azure Site Recovery (ASR). ASR Deployment Planner è in grado di effettuare un assessment dettagliato dell’ambiente on-premises, mirato all’utilizzo di ASR, e fornisce gli elementi necessari da prendere in considerazione per poter contemplare in modo efficace le varie operazioni richieste dal piano di DR (replica, failover e DR-Drill delle macchine virtuali). Lo strumento funziona sia in presenza di Hyper-V che di VMware e comprende anche una stima dei costi per l’utilizzo di ASR e delle risorse Azure necessarie per la protezione delle macchine virtuali presenti on-premises. Questo strumento al momento può risultare utile anche per fare le dovute valutazioni quando si ha la necessità di affrontare veri e propri scenari di migrazione da Hyper-V verso Azure. Questo perché lo strumento Azure Migrate, pensato appositamente per valutare scenari di migrazione, consente ad oggi di effettuare l’assessment solo di ambienti VMware. Il supporto per Hyper-V in Azure Migrate verrà introdotto nei prossimi mesi. ASR Deployment Planner può essere scaricato a questo indirizzo e comprende le seguenti funzionalità:

  • Effettua una stima della banda di rete richiesta per il processo di replica iniziale (initial replication) e per la delta replication.
  • Riporta la tipologia di Storage (standard oppure premium) richiesta per ogni VM.
  • Indica il numero totale di storage account (standard e premium) necessari.
  • Per ambienti VMware, indica il numero di Configuration Server e Process Server che è necessario implementare on-premises.
  • Per ambienti Hyper-V, fornisce indicazioni sullo storage aggiuntivo necessario on-premises.
  • Per ambienti Hyper-V, indica il numero di VMs che possono essere protette in parallelo (tramite batch) e il relativo ordine da seguire al fine di attivare con successo la replica iniziale.
  • Per ambienti VMware, specifica il numero di VMs che possono essere protette in parallelo per completare la replica iniziale in un dato momento.
  • Stima il throughput raggiungibile da ASR (on-premises verso Azure).
  • Esegue un assessment, delle macchine virtuali supportate, fornendo dettagli in merito ai dischi (numero, relativa dimensione e IOPS) e alla tipologia del SO.
  • Stima i costi di DR, specifici per l’utilizzo di una determinata region Azure.

Per informazioni dettagliate sull’utilizzo del tool è possibile consultare la documentazione ufficiale relativa allo specifico scenario:

Figura 5 – Report di esempio generato da ASR Deployment Planner

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1712 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Miglioramenti nella dashboard Surface Device, che consente di visualizzare anche la versione del firmware dei dispositivi Surface, oltre che la versione del sistema operativo.
  • Miglioramenti nella dashboard Office 365 client management.
  • Installazione multipla di application accedendo al Software Center.
  • Possibilità di configurare i client per rispondere a richieste PXE senza aggiungere un ruolo distribution point (Client-based PXE).

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Microsoft consente di testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) accedendo a questa pagina e selezionando la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

OMS e System Center: novità di Novembre 2017

Nel mese di novembre ci sono state diverse novità annunciate da Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Come già annunciato a partire dal 30 ottobre 2017 Microsoft ha avviato il processo di upgrade dei workspace OMS non ancora aggiornati manualmente. A questo proposito è stata rilasciato questo utile documento che riporta le differenze tra un workspace OMS legacy e un workspace OMS aggiornato, con i riferimenti per ottenere maggiori dettagli.

Solutions

Coloro che utilizzano circuit ExpressRoute saranno lieti di sapere che Microsoft ha annunciato la possibilità di effettuarne il monitor tramite Network Performance Monitor (NPM). Si tratta di una funzionalità al momento in preview che consente di monitorare la connettività e le performance tra l’ambiente on-premises e le vNet in Azure in presenza di circuit ExpressRoute. Per maggiori dettagli sulle funzionalità annunciate è possibile consultare l’articolo ufficiale.

Figura 1 – Network map che mostra i dettagli della connettività ExpressRoute

Agente

Come di consueto è stata rilasciata una nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux che ormai da tempo avviene con cadenza mensile. In questo rilascio sono stati risolti bug riguardanti la diagnostica durante la fase di onboarding degli agenti. Non sono stare introdotte ulteriori novità. Per ottenere la versione aggiornata è possibile consultare la pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.2-124.

Protezione e Disaster Recovery

Azure Backup ha sempre protetto i backup effettuati dal mondo on-premises verso Azure tramite encryption che avviene utilizzando la passphrase definita in fase di configurazione della soluzione. Per la protezione delle macchine virtuali in Azure la raccomandazione per avere maggiore sicurezza nei backup era di utilizzare VM con disk-encrypted. Ora Azure Backup utilizza Storage Service Encryption (SSE) per fare l’encryption dei backup delle macchine virtuali su Azure, consentendo di avere in modo integrato nella soluzione un meccanismo per la messa in sicurezza dei backup. Questo avverrà anche per i backup esistenti in modo automatico e tramite attività in background.

Microsoft, al fine di far maggiore chiarezza in merito al pricing ed al licensing di Azure Site Recovery, ha aggiornato le FAQ che è possibile consultare nella pagina ufficiale del pricing della soluzione.

System Center

Come già avviene per il sistema operativo e per System Center Configuration Manager, anche gli altri prodotti  System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). L’obiettivo è di fornire rapidamente nuove funzionalità e di garantire una pronta integrazione con il mondo cloud, il che diventa fondamentale vista la velocità con cui si evolve. Nel mese di novembre è stata annunciata la preview di System Center versione 1711 che è possibile scaricare a questo indirizzo.

Figura 2 – Sintesi delle novità introdotte nella preview di System Center versione 1711

Per conoscere i dettagli delle le novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager current branch versione 1706 è stato rilasciato un importante update rollup che è consigliabile applicare in quanto risolve un numero considerevole di problematiche.

Rilasciata la versione 1710 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto. Tra le principali novità di questo aggiornamento emergono sicuramente le possibilità offerte dal Co-management che ampliano le possibilità di gestione dei device utilizzando sia System Center Configuration Manager che Microsoft Intune.

Figura 3 – Caratteristiche e benefici del Co-management

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Rilasciata la versione 1711 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Miglioramenti nel nuovo Run Task Sequence step.
  • User interaction in fase di installazione di applicazioni nel contesto System anche durante l’esecuzione di una task sequence.
  • Nuove opzioni, nello scenario di utilizzo di Configuration Manager connesso con Microsoft Intune, per gestire policy di compliance per device Windows 10 in relazione a Firewall, User Account Control, Windows Defender Antivirus, e OS build versioning.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Rilasciata una versione aggiornata del Configuration Manager Client Messaging SDK.

System Center Operations Manager

Rilasciata la nuova wave dei Management Pack di SQL Server (versione 7.0.0.0):

I Management Pack relativi a SQL Server 2017 possono essere utilizzati per il monitor di SQL Server 2017 e di release successive (version agnostic), questo consente di evitare di dover gestire differenti MP per ogni versione di SQL Server. I controlli per le versioni di SQL Server precedenti alla 2014 sono inclusi nel MP generico “Microsoft System Center Management Pack for SQL Server”.

System Center Service Manager

Microsoft ha pubblicato una serie di accorgimenti e di best practices da seguire in fase di Authoring di Management Pack di System Center Service Manager (SCSM).

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

OMS e System Center: novità di Ottobre 2017

In questo articolo vengono riportate le principali novità annunciate nel mese di ottobre riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Si tratta di un riepilogo sintetico che contiene i riferimenti necessari per eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

In Log Analytics nel mese di agosto è stato pubblicato un importante aggiornamento che introduce diversi cambiamenti, come il nuovo e potente linguaggio per la creazione delle query, l’introduzione del nuovo portale Advanced Analytics e una maggiore integrazione con Power BI. Per maggiori approfondimenti è possibile consultare l’articolo specifico Log Analytics: un importante aggiornamento evolve la soluzione. Nel corso del mese Microsoft ha annunciato che a partire dal 30 ottobre 2017 viene avviato in modo automatico il processo di upgrade dei workspace OMS non ancora aggiornati manualmente. Il tutto sarà effettuato in modo graduale per region secondo lo scheduling riportato in seguito:

Figura 1 – Schedulazione prevista per il rollout dell’upgrade di Log Analytics

Inoltre a partire dal 16 ottobre 2017 i nuovi workspace di OMS vengono già crearti nella nuova modalità e non c’è più la possibilità di creare workspace legacy. Per ulteriori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo Azure Log Analytics workspace upgrades are in progress.

Solutions

Grazie alla solution Azure Log Analytics Container Monitoring per la Service Fabric in ambiente Linux è ora possibile:

  • Centralizzare e correlare log relativi ai containers.
  • Per containers e nodi visualizzare pressoché in real-time le metriche relative a CPU, memoria, storage e utilizzo della network.
  • Identificare containers con un utilizzo eccessivo di risorse.
  • Controllare l’utilizzo di risorse a livello di processo (Docker container top).
  • Visualizzare un inventario del container node che contiene informazioni relative all’orchestrazione.

Figura 2 – Container Monitoring solution per Linux Service Fabric

La presenza di un Azure Resource Manager (ARM) template che consente di creare un nuovo workspace Log Analytics e di installare durante il deployment l’agente OMS su tutti i nodi del cluster Service Fabric facilita l’abilitazione del monitor. Al termine del deployment del cluster è sufficiente aggiungere al workspace Log Analytics la solution Container Monitoring disponibile nell’Azure Marketplace e in pochi minuti saranno disponibili in Log Analytics le informazioni relative alla Service Fabric. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo Azure Log Analytics Container Monitoring solution for Linux Service Fabric.

 Tramite gli Azure Action Groups è possibile utilizzare la solution di Log Analytics IT Service Management Connector Solution per aprire in modo automatico incident nel proprio prodotto o servizio di IT Service Management (ITSM), se propriamente supportato, a fronte di alert generati nell’ambiente Azure. La procedura per configurare questa nuova funzionalità è documentata nell’annuncio Send your Azure alerts to ITSM tools using Action Groups.

Agente

Rilasciata una nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux che principalmente ha risolto alcuni bug e ha introdotto alcuni utili miglioramenti. Per maggiori dettagli e per ottenere la versione aggiornata consultare la pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux GA v1.4.1-123

Figura 3 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation sono state annunciate, attualmente in preview, nuove interessanti funzionalità:

  • Update management: consente di avere visibilità sulla compliance degli update sia per sistemi Windows che Linux, indipendentemente dallo loro location (Azure, on-premises oppure altri cloud). Consente inoltre di schedulare il deployment per l’installazione degli update all’interno di una specifica finestra di manutenzione. Tra le funzionalità offerte c’è la possibilità di escludere dal deployment aggiornamenti specifici e di recuperare log relativi ai deployment utili a fini di troubleshooting.
  • Inventory: consente di recuperare informazioni di inventory relative alle applicazioni installate all’interno dei sistemi. Il tutto può essere consultato facilmente direttamente dal portale Azure.
  • Track changes: utile per monitorare modifiche apportate ai sistemi relative a servizi, daemons, software, registry e file. Tale funzionalità può risultare molto utile per diagnosticare problemi specifici e per abilitare segnalazioni a fronte di cambiamenti non attesi.

Figura 4 – Nuove funzionalità in preview di Azure Automation

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico What’s New in Azure Automation: Inventory, Change Tracking e Update Management.

Azure Automation introduce inoltre la possibilità di implementare runbook scritti in Python 2 e aggiunge il supporto per il ruolo Hybrid Runbook Worker in ambiente Linux. Si tratta di funzionalità al momento in public preview.

System Center

L’Update Rollup 4 per Microsoft System Center 2016 è stato rilasciato.

Questi i prodotti System Center interessati dall’aggiornamento che risolve diverse problematiche e introduce alcuni miglioramenti:

L’Update rollup 4 introduce il supporto per il protocollo di sicurezza TLS 1.2 per tutte le comunicazioni criptate. Le versioni precedenti di TLS e SSL non vengono considerati meccanismi di criptografia con un elevato livello di sicurezza, per questo motivo Microsoft ha deciso di introdurre anche per i seguenti prodotti System Center il supporto ufficiale per il protocollo di sicurezza TLS 1.2:

  • System Center Operations Manager (SCOM)
  • System Center Virtual Machine Manager (SCVMM)
  • System Center Data Protection Manager (SCDPM)
  • System Center Orchestrator (SCO)
  • Service Management Automation (SMA)
  • Service Provider Foundation (SPF)
  • System Center Service Manager (SM)

L’abilitazione del protocollo TLS 1.2 richiede che vengano seguiti i seguenti macro step:

  1. Installare gli update di sicurezza per Windows Server, .NET 4.6 e SQL Server.
  2. Installare l’Update Rollup 4 di System Center 2016 sui diversi componenti. Per quanto riguarda Service Management Automation (SMA) e Service Provider Foundation (SPF) è comunque necessario applicare l’ultimo Update Rollup disponibile. Inoltre per SMA è necessario aggiornare il relativo Management Pack.
  3. Cambiare le impostazioni per abilitare il protocollo TLS1.2 nell’ambiente Windows su tutti i componenti System Center.
  4. Adeguare le impostazioni specifiche dei singoli component System Center che lo prevedono (SCOM, SCDPM e SCO).

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile seguire la deployment guide specifica.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1709 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1709 for Configuration Manager Technical Preview Branch – Available Now!

Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Co-management: soluzione che consente la gestione dei device utilizzando sia System Center Configuration Manager che Microsoft Intune. Grazie a Windows 10 Fall Creators Update c’è infatti la possibilità di effettuare la join del device contemporaneamente sia al dominio Active Directory (AD) on-premises che ad Azure AD nel cloud. Questo consente di ampliare le possibilità di management dei dispositivi utilizzando sia l’agente di Configuration Manager che il cliente MDM di Intune.

Figura 5 – Impostazioni Co-Management dalla console di SCCM

  • Miglioramento riguardante l’utilizzo di SCCM connesso a Intune per la gestione dei dispositivi mobile per quanto riguarda le impostazioni dei profili VPN. Con questo aggiornamento infatti durante la creazione di un nuovo profilo VPN vengono mostrate solamente le impostazioni appropriate per la piattaforma che si intende configurare. Maggiori dettagli a riguardo è possibile recuperarli in questo articolo.

Rilasciata inoltre anche la versione 1710 sempre per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Le numerose novità introdotte con questo aggiornamento sono consultabili nell’annuncio Update 1710 for Configuration Manager Technical Preview Branch – Available Now!.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM 2016:

Le novità introdotte da questi nuovi MP possono essere consultate nell’articolo DHCP 2016 and 2012 R2 Management Pack release.

  • Microsoft Advanced Threat Analytics Management Pack versione 8.1.1
  • Rilasciati due Management Packs per SQL Server in public preview:
  • Si segnala il rilascio di un MP supplementare per migliorare il monitor di Office 365 che tramite delle transazioni sintetiche è in grado di controllare il mail flow e il licensing.
  • Rilasciato il nuovo PowerShell Monitoring Management Pack. Si tratta di un MP open sorce disponibile gratuitamente a questo link che aggiunge il supporto per PowerShell nel ramo Authoring della console di SCOM.
  • Nuovi Management Pack per Orchestrator e Orchestrator – Service Management Automation.

System Center Orchestrator

Rilasciata la versione aggiornata dell’Integration Pack per System Center 2016.

Per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.