Archivi categoria: Virtual Machine Manager

Azure management services e System Center: novità di Settembre 2019

Anche nel mese di settembre sono state annunciate da parte di Microsoft novità riguardanti gli Azure management services e System Center. La nostra community pubblica mensilmente questo riepilogo per fornire una panoramica complessiva di queste novità. In questo modo è possibile rimanere sempre aggiornati su tali argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Azure Site Recovery

Nuovo Update Rollup

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 40 che risolve diverse problematiche e introduce alcuni miglioramenti. I relativi dettagli e la procedura da seguire per l’installazione è consultabile nella KB specifica.

Azure Backup

Supporto per dischi fino a 30 TB

Per Azure Backup è stato annunciato il supporto in public preview per dischi Managed di grandi dimensioni, fino a 30TB. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare questo articolo.

System Center

Nuovo Update Rollup per System Center 2016

Microsoft ha rilasciato l’Update Rollup 8 (UR8) per System Center 2016. Si tratta del secondo update rollup dell’anno e include aggiornamenti per i seguenti prodotti, prevalentemente rivolti alla risoluzione di problematiche:

System Center Configuration Manager

Nuovi rilasci per il Technical Preview Branch

Per Configuration Manager è stato rilasciato l’update 1909 che tra le principali novità prevede la possibilità di creare dei gruppi di orchestrazione, per meglio controllare il deployment dei software updates. Gli Orchestration Groups sono pensati per dare una maggiore flessibilità in fase di aggiornamento dei dispositivi, prevedendo anche la possibilità di eseguire degli script PowerShell prima e dopo la fase di update deployment.

Per verificare i dettagli riguardanti le novità incluse in questi aggiornamenti è possibile consultare questo documento.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Valutazione di Azure e System Center

Per testare e valutare in modo gratuito i servizio offerti da Azure è possibile accedere a questa pagina, mentre per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

Azure management services e System Center: novità di Marzo 2019

Nel mese di marzo ci sono state diverse novità annunciate da parte di Microsoft riguardanti gli Azure management services e System Center. In questo riepilogo, che riportiamo con cadenza mensile, vengono elencate tutte le principali novità, accompagnate dai riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Azure Monitor

Disponibilità in Central Canada e UK South

Il nuovo servizio che consente di effettuare il monitor delle macchine virtuali, chiamato Azure Monitor for VMsè disponibile anche in Central Canada e UK South.

Azure Log Analytics

Disponibilità in nuove region

Azure Log Analytics è ora disponibile anche nelle region di Azure China, Australia East e Australia Central. Inoltre risulta disponibile in Public Preview nelle seguenti region: France Central, Korea Central e North Europe.

Azure Site Recovery

Supporto per gli storage account protetti con regole firewall

In Azure Site Recovery è stato introdotto il supporto per gli storage account configurati con regole firewall per le Virtual Network, in scenari di replica da VMware o di sistemi fisici verso Azure.

Supporto per managed disks in scenari di replica con VMWare e con sistemi fisici

Azure Site Recovery supporta ora il disaster recovery di macchine virtuali VMware e di sistemi fisici, replicandole direttamente verso dei managed disks. Questo consente di evitare la creazione e la gestione di diversi storage account target per la replica di questi sistemi. I dati presenti on-premises vengono spediti verso uno storage account cache nella region target e scritti all’interno di managed disk da Site Recovery.

Nuovo Update Rollup

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 35 che risolve diverse programmatiche e introduce alcuni miglioramenti. I relativi dettagli e la procedura da seguire per l’installazione è consultabile nella KB specifica 4494485.

Azure Backup

In Azure Backup è  stato rilasciata ufficialmente la funzionalità che consente di eseguire il backup di SQL Server installati in macchine virtuali Azure IaaS.

Figura 1  – Caratteristiche di Azure Backup per SQL Server in VMs Azure

Tra i benefici di questa soluzione troviamo:

  • Recovery Point Objective (RPO) di 15 minuti
  • Point-in-time restores: per rendere facili e rapide le operazioni di ripristino dei DB.
  • Long-term retention: possibilità di mantenere i backup per anni.
  • Protezione di encrypted databases: possibilità di fare il back-up SQL di encrypted databases e di mettere in sicurezza i backup tramite una encryption at rest integrata nella soluzione. Tutte le operazioni di backup e restore sono gestite dal meccanismo di Role-Based Access Control.
  • Auto-protection: viene gestito in modo automatico il rilevamento e la protezione dei nuovi database.
  • Management e monitoring: consente di effettuare una gestione centralizzata e di monitorare lo stato di protezione dei sistemi.
  • Risparmio sui costi: non sono richiesti costi di infrastruttura e permette di scalare facilmente in base alle proprie esigenze.

System Center

Rilasciato System Center 2019

La principale novità riguardante System Center è il rilascio in general availability della major release di System Center 2019. Si tratta della release appartenente al long term servicing channel (LTSC) che sarà supportata per 10 anni e che introduce il pieno supporto per Windows Server 2019.

A partire da questa release Microsoft ha deciso di cambiare le politiche di rilascio dei prodotti System Center. Non ci saranno più rilasci nel Semi-Annual Channel (SAC) e le nuove funzionalità, prima della prossima release Long-Term Servicing Channel (LTSC), sarà possibile ottenerle tramite Update Rollup.

System Center 2019 supporta l’upgrade dai due ultimi rilasci del Semi-Annual Channel (SAC), System Center 1801 e System Center 1807 oltre che da System Center 2016.

I clienti che hanno una licenza valida di System Center 2019 possono effettuarne il download dal Volume Licensing Service Center (VLSC).

Tra le principali funzionalità di System Center 2019 troviamo:

Virtual Machine Manager

  • Integration in VMM with Azure Update Management simplifies patching of virtual machines
  • Dynamic Storage Optimization in VMM enables higher availability of workloads
  • VMM now provides health and operational status of storage disks in Hyper Converged as well as disaggregated deployment
  • New RBAC role in VMM ensures that IT admins can be provided access commensurate with their role and no more
  • Support for latest versions of VMware in VMM (to enable migration to Hyper-V)

Operations Manager

  • SCOM supports integration with Azure services – Dependency Map (Service Map) provides comprehensive visibility of dependencies across servers along with health.
  • Azure Management Pack integrates alerts and performance metrics for Azure resources in SCOM
  • Along with modernized and extensible SCOM web console, subscriptions and notifications are now modernized with support for HTML based email
  • Maintenance schedules in SCOM with SQL server AlwaysOn
  • Update and recommendations for Linux workloads enables discovery of up-to-date MPs for Linux environments
  • Linux monitoring is now resilient to SCOM management server failover
  • All Windows Server Management Packs now support Windows Server 2019

Data Protection Manager

  • Faster backups with DPM with a 75% increase in speed and a monitoring experience for key backup parameters via Log Analytics.
  • DPM further supports backup of VMWare VMs including to tape

Altre novità

  • Orchestrator supports PowerShellv4+
  • Service Manager has an enhanced AD connector
  • Support for service logon across the System Center suite aligning with security best practice

Maggiori informazioni a riguardo è possibile consultarle nell’articolo System Center 2019 is now in general availability.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1902 per il Current Branch

Molte sono le novità introdotte in questa versione rivolte ad arricchire e migliorare diverse funzionalità della soluzione. Per ottenere la lista completa delle nuove funzionalità introdotte con questa build, è possibile consultare questo documento ufficiale. Il passaggio alla versione 1902 è possibile farlo seguendo la checklist di installazione, al termine della quale è opportuno proseguire con la checklist post-update.

System Center Operations Manager

Management Packs

In seguito, si riportano le novità riguardanti i seguenti Management Pack di SCOM:

  • System Center Management Pack per Message Queuing versione 7.1.10242.0
  • System Center Management Pack per Microsoft Azure Stack versione 1.0.3.11
  • System Center Management Pack per SharePoint Server 2019 versione 16.0.11426.3000

Valutazione di Azure e System Center

Per testare e valutare in modo gratuito i servizio offerti da Azure è possibile accedere a questa pagina, mentre per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Dicembre 2018

Nel mese di dicembre sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero importante di novità riguardanti gli Azure management services e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Azure Monitor

Il servizio Azure Monitor per containers è ora disponibile per monitorare lo stato di salute e le performance di cluster Kubernetes ospitati su Azure Kubernetes Service (AKS). Azure Monitor per containers consente di avere una visibilità completa sulle prestazioni, raccogliendo delle metriche sulla memoria e sul processore dei controllers, dei nodi e dei containers. Vengono raccolti inoltre anche i log dei container. Dopo aver abilitato il monitor dei cluster di Kubernetes, le metriche e i log vengono raccolti automaticamente tramite una versione per container dell’agente di Log Analytics per Linux e vengono archiviati in un workspace di Log Analytics.

Nel corso degli ultimi mesi le soluzioni di monitoring, management e sicurezza, usufruibili dal portale di Operations Management Suite (OMS), sono state incorporate nel portale Azure. A partire dal 15 gennaio 2019 il portale OMS sarà definitivamente ritirato e sarà necessario utilizzare il portale Azure. Prima di questa data è opportuno portare a termine le seguenti operazioni:

Per maggiori dettagli è possibile fare riferimento a questo documento Microsoft.

Azure Log Analytics, ora parte di Azure Monitor, è ora disponibile anche nella region Azure di West US 2.

Nel mese di gennaio selezionando viste e solution Log Analytics, sarà utilizzata la nuova Azure Monitor Logs UX, che consente di ottenere un editor di query più funzionale e miglioramenti nelle viste.

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 31 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup (version: 9.20.5051.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (version 5.1.3700.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services Agent (version 2.0.9144.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è possibile su tutti i sistemi con installato Microsoft Azure Site Recovery Service Provider, includendo:

  • Microsoft Azure Site Recovery Provider per System Center Virtual Machine Manager (3.3.x.x).
  • Microsoft Azure Site Recovery Hyper-V Provider (4.6.x.x).
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (5.1.3300.0) e versioni successive.

L’Update Rollup 31 per Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup si applica a tutti i sistemi che hanno installato la versione 9.16.4860.1 o successive.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4478871.

In Azure Site Recovery è stata inoltre introdotta la possibilità di aggiornare in automatico il Mobility Agent installato a bordo delle macchine virtuali di Azure, nello scenario di replica di VMs in Azure. Considerando che Azure Site Recovery rilascia mensilmente un aggiornamento che introduce miglioramenti e nuove funzionalità, la possibilità di mantenere l’infrastruttura aggiornata in automatico risulta particolarmente comoda. Questi aggiornamenti non richiedono il riavvio delle macchine virtuali e non hanno impatti sulla replica dei sistemi. Abilitando l’update automatico, il processo avviene tramite un runbook, all’interno di un automation account, creato nella stessa subscription del vault. Di dafult il runbook viene eseguito alle 12:00 AM, ma la schedulazione può essere modificata a piacimento.

Figura 1 – Abilitazione dell’update automatico in fase di attivazione

Figura 2 – Abilitazione dell’update automatico a livello di Revovery Service vault

Un’altra importante funzionalità introdotta in Azure Site Recovery è la possibilità di replicare ed effettuare il failover verso altre region di macchine virtuali che appartengono ad Availability Zones. Tale funzionalità è stata resa disponibile per tutte le region Azure che supportano le Availability Zones.

Azure Backup

In Azure backup è stata semplifica la procedura per effettuare i restore di macchine virtuali, introducendo la funzionalità In-Place restore of disks, che consente di ripristinare i dischi di una macchina virtuale, senza la necessità di creare un nuovo sistema. Per farlo è sufficiente selezionare la seguente opzione in fase di ripristino:

Figura 3 – In-Place restore dal portale Azure

Al momento questa funzionalità è supportata solo per le VMs managed unencrypted. Non c’è al momento il supporto per le generalized VMs e per le VMs create utilizzando custom images, ma tale funzionalità è sicuramente destinata ad aumentare le funzionalità.

In Azure Backup c’è la possibilità di attivare la protezione di SQL Server installato a bordo di una macchina virtuale Azure. In questo ambito è stata aggiunta la funzionalità di auto-protection che, se attivata, consente di fare il discovery e la protezione di tutti i database che saranno aggiunti su quella istanza di SQL Server, standalone oppure in un Always On availability group.

Figura 4 – Auto-protect SQL databases con Azure Backup

System Center

System Center Virtual machine Manager

L’installazione dei seguenti aggiornamenti ‘KB4467684‘, ‘KB4478877‘, ‘KB4471321‘ oppure ‘KB4483229’ su un host Windows Server 2016 gestito da SCVMM, può comportare che SCVMM non sia più in grado di enumerare oppure gestire i Logical Switch configurati sull’host. Il problema è dato dal fatto che gli aggiornamenti sopra citati rimuovono la registrazione di classi WMI utilizzate dall’agente di SCVMM per enumerare e gestire i Logical Switch dell’host. La soluzione è di registrare le classi nel repository WMI, come riportato da questo articolo.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1811 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager.

Tra le principali novità di questa release troviamo la possibilità di inserire del codice PowerShell come step di una Task Sequence, eliminando così la necessità di dover creare e distribuire dei package per l’esecuzione di comandi PowerShell.

Figura 5 – Inserimento di codice PoerShell in una Task Sequence

In questo rilascio vengono contemplati ulteriori novità che possono essere consultati in questo documento.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1812. Tutte le novità introdotte in questa release possono essere consultate in questo documento Microsoft. Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM, in modo da poterle approfondire ed eventualmente fornire feedback al team di prodotto. Questi aggiornamenti è consigliato applicarli solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano le novità riguardanti i seguenti Management Pack di SCOM:

Valutazione di Azure e System Center

Per testare e valutare in modo gratuito i servizio offerti da Azure è possibile accedere a questa pagina, mentre per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

System Center: guida alla scelta della versione e roadmap

Per i prodotti System Center si ha la possibilità di scegliere due differenti release: Long-Term Servicing Channel (LTSC) oppure Semi-Annual Channel. In questo articolo saranno riportate le caratteristiche di ciascun modello di rilascio e quali aspetti è opportuno tenere in considerazione per effettuare la scelta più corretta. Sarà inoltre riportata la roadmap prevista per i rilasci dei prodotti System Center.

Caratteristiche della Semi-Annual Channel

Il canale di rilascio definito Semi-Annual Channel è caratterizzato da questi elementi:

  • Vengono rilasciate indicativamente due release dei prodotti ogni anno. In queste release sono incluse nuove funzionalità, miglioramenti e risoluzione di problematiche.
  • Le versioni sono identificate da un numero a quattro cifre, due per l’anno e due per il mese. Ad oggi sono già state rilasciate due versioni, la 1801 (gennaio 2018) e la 1807 (luglio 2018).
  • Visti i rapidi cicli di rilascio, non sono previsti Update Releases (UR) per i prodotti appartenenti a questo canale di rilascio.
  • I rilasci del Semi-Annual Channel hanno un supporto di 18 mesi a partire dalla data di pubblicazione.
  • Possono aderire all’utilizzo dei prodotti rilasciati nel Semi-Annual Channel solamente i clienti Microsoft con un contratto di Software Assurance.

Considerando i costanti rilasci e il periodo di supporto non particolarmente lungo ne consegue che questo canale è adatto per i clienti con l’obiettivo di innovarsi in modo costante e veloce, per stare al passo con i tempi rapidi di evoluzione del cloud.

Caratteristiche della Long-Term Servicing Channel (LTSC)

Il modello di rilascio definito Long-Term Servicing Channel (LTSC) ha le seguenti caratteristiche:

  • Viene rilasciata una nuova major version di System Center approssimativamente ogni due o tre anni. La versione più aggiornata attualmente è System Center 2016 e la futura release sarà System Center 2019.
  • Nel LTSC i prodotti ricevono aggiornamenti, comprensivi degli aggiornamenti di security, tramite Update Releases (UR). Le Update Releases (UR) non contengono le nuove funzionalità incluse nei rilasci appartenenti alla Semi-Annual Channel, le quali saranno inglobate nel successivo rilascio nel Long-Term Servicing Channel.
  • I prodotti appartenenti alla LTSC hanno di 5 anni di mainstream support e ulteriori 5 anni di extended support.
  • I prodotti appartenenti al Long-Term Servicing Channel (LTSC) possono essere adottati dai clienti indipendentemente dal modello di licensing a cui si è aderito (non è richiesta la Software Assurance).

L’utilizzo dei prodotti nel Long-Term Servicing Channel (LTSC) è opportuno nel caso si desideri avere un periodo di servizio più lungo dei prodotti e una maggiore stabilità delle funzionalità erogate.

Ulteriori considerazioni

In termini di compatibilità, salvo diverse comunicazioni, i requisiti minimi per utilizzare i prodotti System Center appartenenti al Semi-Annual Channel sono gli stessi della versione più recente del prodotto System Center rilasciato nel Long-Term Servicing Channel.

I clienti con contratto di Software Assurance possono effettuare l’upgrade dei prodotti di System Center 2016 oppure 2012 R2 ai prodotti di System Center rilasciati secondo il modello Semi-Annual Channel. L’aggiornamento da release del Semi-Annual Channel verso release appartenenti al LTSC non è supportato.

Roadmap di System Center

Per i prodotti System Center è stata annunciata da parte di Microsoft la seguente roadmap:

Figura 1 – System Center Roadmap

Nella figura sottostante sono elencate le versioni attualmente disponibili dei prodotti System Center, con un riepilogo delle principali funzionalità introdotte.

Figura 2 – Attuali versioni di System Center e principali funzionalità introdotte

Oltre che all’imminente rilascio dell’Update Release 6 di System Center 2016, nel prossimo anno sarà rilasciato System Center 2019 e la nuova release appartenente al Semi-Annual Channel. Questi rilasci introdurranno nuove funzionalità per fornire l’integrazione e il supporto totale di Windows Server 2019. In seguito, sono riporti i prossimi rilasci programmati per System Center:

Figura 3 – Prossimi rilasci di System Center e principali funzionalità introdotte

Altri riferimenti utili

Conclusioni

Con questo modello di rilascio delle nuove versioni dei prodotti System Center è opportuno effettuare una scelta accurata stabilendo il più idoneo per le proprie esigenze e per il proprio modello di business. Per farlo nel migliore dei modi è opportuno avere la consapevolezza delle caratteristiche di ciascun modello e di tutto ciò che ne consegue da questa scelta.

Le novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, nel mese di giugno è stata rilasciata la nuova update release: System Center 1807. In questo articolo saranno approfondite le nuove funzionalità introdotte in System Center Virtual Machine Manager (SCVMM) dall’update release 1807.

Networking

Informazioni relative alla rete fisica

SCVMM 1807 ha introdotto un importante miglioramento in ambito network. Infatti, utilizzando il Link Layer Discovery Protocol (LLDP), SCVMM è in grado di fornire informazioni per quanto riguarda la connettività alla rete fisica degli host Hyper-V. Questi i dettagli che SCVMM 1807 è in grado di recuperare:

  • Chassis ID: Switch chassis ID
  • Port ID: Porta dello Switch alla quale la NIC è connessa
  • Port Description: Dettagli relative alla porta, come ad esempio il Type
  • System Name Manufacturer: Manufacturer e dettagli sulla versione Software
  • System Description
  • Available Capabilities: Funzionalità disponibili del sistema (come ad esempio switching, routing)
  • Enabled Capabilities: Funzionalità abilitate sul sistema (come ad esempio switching, routing)
  • VLAN ID: Virtual LAN identifier
  • Management Address: Indirizzo IP di management

La consultazione di queste informazioni può avvenire tramite Powershell oppure accedendo alla console di SCVMM: View > Host > Properties > Hardware Configuration > Network adapter.

Figura 1 – Informazioni fornite da SCVMM 1807 in merito alla connettività fisica degli host Hyper-V

Questi dettagli risultano molto utili per avere visibilità sulla rete fisica e per facilitare le operazioni di troubleshooting. Tali informazioni saranno rese disponibili per gli host Hyper-V che rispettano i seguenti requisiti:

  • Sistema operativo Windows Server 2016 o successivo.
  • Feature DataCenterBridging e DataCenterBridging-LLDP-Tools abilitate.

Conversione SET in Logical Switch

SCVMM 1807 consente di convertire un Virtual Switch di Hyper-V, creato nella modalità Switch Embedded Teaming (SET), in un logical switch, utilizzando direttamente la console di SCVMM. Nelle precedenti versioni di SCVMM tale operazione era fattibile solamente tramite comandi PowerShell. Questa conversione può risultare utile per generare un Logical Switch, utilizzabile come template su differenti host Hyper-V gestiti da SCVMM.  Per maggiori informazioni sui Switch Embedded Teaming (SET) vi invito a consultare l’articolo Windows Server 2016: La nuova modalità di creazione dei Virtual Switch in Hyper-V

Supporto per host VMware ESXi v6.5

SCVMM 1807 ha introdotto il supporto di host VMware ESXi v6.5 all’interno della propria fabric. Per quella che è la mia esperienza, anche in ambienti costituiti da più hypervisors, difficilmente si utilizza SCVMM per la gestione di host VMware. Tale supporto è però importante in quanto introduce la possibilità di convertire VMs ospitate su host VMWare ESXi 6.5 in VMs di Hyper-v.

 

Storage

Supporto per la selezione del CSV da utilizzare durante l’aggiunta di un nuovo disco

SCVMM 1807 consente di specificare, durante l’aggiunta di un nuovo disco virtuale a una VM esistente, in quale cluster shared volumes (CSV) posizionarlo. Nelle precedenti release di VMM non veniva fornita questa possibilità e i nuovi dischi virtuali di default venivano posizionati sullo stesso CSV dove erano presenti i dischi già associati alla macchina virtuale. In alcune circostanze, come ad esempio in presenza di CSV con poco spazio libero a disposizione, questo comportamento poteva risultare non adeguato e poco flessibile.

Figura 2 – Aggiunta di un nuovo disco a una VM selezionando su quale CSV posizionarlo

Supporto per l’update di cluster Storage Spaces Direct (S2D)

In Virtual Machine Manager 2016 è presente il supporto per effettuare il deployment di cluster Storage Spaces Direct (S2D). Con SCVMM 1807 è stata introdotta anche la possibilità di fare patching e update dei nodi di cluster Storage Spaces Direct, orchestrando l’intero processo di update, che sfrutterà le baseline configurate in Windows Server Update Services (WSUS). Questa funzionalità consente di gestire in modo più efficace l’ambiente Storage Spaces Direct, punto cardine del Software Defined Storage di casa Microsoft, che porta al raggiungimento del Software Defined Data Center.

 

Statement di supporto

Supporto per SQL Server 2017

In SCVMM 1807 è stato introdotto il supporto per SQL Server 2017 per ospitare il relativo database. Questo consente di effettuare l’upgrade da SQL Server 2016 a SQL Server 2017.

 

Conclusioni

L’update release 1807 introduce in Virtual Machine Manager diverse novità che lo arricchiscono notevolmente in termini di funzionalità. Inoltre, questo aggiornamento risolve anche una serie di problematiche riportate nella documentazione ufficiale Microsoft. Si consiglia quindi di valutare un aggiornamento delle implementazioni di Virtual Machine Manager, per avere una maggiore stabilità e per poter usufruire delle nuove features introdotte. Si ricorda che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

Per provare System Center Virtual Machine Manager è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Luglio 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Come di consueto la nostra community rilascia questo riepilogo mensile che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

La possibile integrazione di Azure Data Factory (ADF) con Azure Monitor consente di inviare le metriche di utilizzo verso Operations Management Suite (OMS). La nuova solution Azure Data Factory Analytics, disponibile nell’Azure marketplace, può fornire una panoramica sullo stato di salute del proprio Data Factory, consentendo di andare nel dettaglio delle informazioni raccolte. Questo può risultare molto utile in particolare per operazioni di troubleshooting. Risulta inoltre possibile collezionare le metriche provenienti da diverse data factories verso lo stesso workspace di OMS Log Analytics. Per i dettagli sulla configurazione necessaria per utilizzare questa solution, è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Figura 1 – Overview della nuova solution Azure Data Factory Analytics

Nell’esecuzione delle query di Log Analytics è stata introdotta la possibilità di selezionare facilmente il workspace sul quale eseguire le interrogazioni:

Figura 2 – Selezione del workspace su cui effettuare le query di Log Analytics

La stessa possibilità è stata introdotta anche in Azure Application Insights Analytics. Tale funzionalità risulta utile in quanto in ogni query tab è possibile selezionare il workspace specifico, evitando di dover aprire Log Analytics in tab differenti del browser.

Nel caso vengano collezionati custom logs in Azure Log Analytics, è stata creata una categoria separata denominata “Custom Logs”, dove vengono raggruppati.

Figura 3 – Raggruppamento dei custom logs nella categoria specifica

Per i workspace di Log Analytics presenti nelle region di West Europe, East US, e West Central è stata annunciata la disponibilità in public preview dei Metric Alerts per i logs. I Metric alerts per i logs consentono di utilizzare i dati provenienti da Log Analytics come metriche di Azure Monitor. La tipologia dei log supportati è stata estesa e la lista completa è disponibile a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Azure Backup

In Azure Pricing Calculator, lo strumento ufficiale Microsoft per stimare i costi dei servizi Azure, è stata introdotta la possibilità di ottenere una stima più accurata dei costi di Azure Backup, consentendo di specificare il range di retention dei vari Recovery Point.

Figura 4 – Nuovi parametri per effettuare una stima più accurata dei costi di Azure Backup

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 26 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.17.4897.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3400.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9122.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.13.000.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider versione 5.1.3000 o successiva.
  • Hyper-V Recovery Manager 3.4.486 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider 4.6.660 o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4344054.

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation è stata introdotta la possibilità di configurare gli Hybrid Runbook Workers in modo che possano eseguire solamente runbook digitalmente firmati (l’esecuzione di runbook unsigned non andrà a buon fine). La procedura da seguire è riportata in questa sezione dell’articolo Microsoft.

System Center

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, questo mese è stata rilasciata la nuova update release, System Center 1807.

L’update release 1807 introduce nuove funzionalità per Virtual Machine Manager e Operations Manager, mentre per Data Protection Manager, Orchestrator e Service Manager contiene fix per problemi noti (includendo i bug fixes presenti nell’UR5 di System Center 2016, rilasciata in aprile).

Novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807
  • Supports selection of CSV for placing a new VHD
  • Display of LLDP information for networking devices
  • Convert SET switch to logical switch
  • VMware host management: VMM 1807 supports VMware ESXi v6.5 servers in VMM fabric
  • Support for S2D cluster update
  • Support for SQL 2017
Novità introdotte in Operations Manager 1807
  • Configure APM component during agent install or repair
  • Linux log rotation
  • HTML5 Web console enhancements
  • Support for SQL Server 2017
  • Operations Manager and Service Manager console coexistence

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft:

System Center 1807 è possibile scaricarlo dal System Center Evaluation Center.

Per tutti i prodotti System Center (DPM, SCORCH, SM, VMM e SCOM) è ora possibile aggiornare i deployment esistenti passando da SQL server 2016 a SQL server 2017.

Si ricorda infine che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1807 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La novità principale presente in questo rilascio è l’introduzione del nuovo community hub, attraverso il quale è possibile condividere scripts, reports, configuration items ed altro, relativamente a Configuration Manager. Attraverso il community hub, accessibile dalla console di SCCM, è possibile introdurre nel proprio ambiente soluzioni messe a disposizione dalla community.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo inoltre:

  • Improvements to third-party software updates
  • Co-managed device activity sync from Intune
  • Approve application requests via email
  • Repair applications
  • Admin defined offline operating system image servicing drive
  • Improvements to run scripts

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Per poter configurare la connessione tra Operations Management Suite (OMS) e System center Operations Manager è necessario importare i seguenti nuovi management packs, specifici per versione:

Questa modifica ai MPs è stata resa necessaria per consentire la corretta comunicazione con le nuove APIs di OMS Log Analytics, introdotte in seguito allo spostamento verso il portale Azure di Log Analytics.

Figura 5 – Wizard di SCOM per l’onboarding di OMS

Si riporta la nuova wave dei management packs di System Center Operations Manager rilasciati per SQL Server, ora allineati alla versione 7.0.7.0:

Nel mese di Luglio sono inoltre stati rilasciati i seguenti Management Packs per software Open Source, versione 7.7.1129.0, che comprendono le seguenti novità:

Apache HTTP Server

  • Supports Apache HTTP Server version 2.2 and 2.4
  • Provides monitoring of busy and idle workers
  • Provides monitoring of resource usage – memory and CPU
  • Provides statistics for virtual hosts such as “Requests per Minute” and “Errors per Minute”
  • Provides alerting for SSL Certificate expiration

MySQL Server

  • Supports MySQL Server version 5.0, 5.1, 5.5, 5.6, and 5.7
  • Supports MariaDB Server version 5.5, and 10.0
  • Provides monitoring of databases
  • Provides monitoring of disk space usage for server and databases
  • Provides statistics for Key Cache, Query Cache, and Table Cache
  • Provides alerting for slow queries, failed connections, and full table scans

Sono stati inoltre rilasciati da parte di Microsoft i seguenti nuovi MPs:

  • MP per Active Directory Federation Services versione 0.2.0
  • MP per Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 1.10172.1
  • MP per Microsoft Azure versione 5.20.18

Si segnala inoltre la nuova versione community (1807) del Management Pack di Azure, rilasciata da Daniele Grandini.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Aprile 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo, che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Microsoft ha deciso di estendere gli Alerts presenti in Log Analytics dal portale OMS verso il portale Azure, facendoli confluire in Azure Monitor. Questo processo avverrà in modo automatico a partire dal 14 Maggio 2018 (la data è stata posticipata, inizialmente era prevista per il 23 Aprile), non comporterà nessun tipo di modifica alla configurazione degli Alerts e delle relative query, e non prevede nessun downtime per la sua attuazione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico “L’estensione degli Alerts di Log Analytics in Azure Monitor“.

Figura 1 – Notifica estensione alerts nel portale OMS

Per evitare situazioni dove, le risorse gestite in Log Analytics inviino in modo inaspettato un elevato volume dei dati verso il Workspace OMS, è stata introdotta la possibilità di fissare un Daily Volume cap. Questo consente di limitare la data ingestion giornaliera per il proprio workspace. Il Data volume cap è possibile configurarlo in tutte le regions, accedendo nella sezione Usage and estimated costs:

Figura 2 – Impostazione del Daily volume cap

Il portale mostra inoltre il trend del volume dei dati negli ultimi 31 giorni e il totale del volume dei dati, suddiviso per solution:

Figura 3 – Data ingestion per solution (ultimi 31 giorni e totale)

L’utilizzo della Log Search API, utilizzata dal vecchio linguaggio di query di Log Analytics, è stato deprecato a partire dal 30 Aprile 2018. La Log Search API è stata sostituita con l’Azure Log Analytics REST API, la quale supporta il nuovo linguaggio di query e introduce una maggiore scalabilità rispetto ai risultati che è in grado di restituire. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve un importante numero di bug e introduce nuove versioni dei vari componenti. Viene inoltre introdotto il supporto per Debian 9, AWS 2017 e Open SSL 1.1. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-42.

Figura 4 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Per quanto riguarda Azure Backup sono stati annunciati i seguenti miglioramenti nella scalabilità del servizio:

  • Possibilità di creare fino a 500 recovery services vaults in ogni subscription per region (in precedenza il limite era di 25).
  • Il numero di macchine virtuali che può essere registrato in ogni vault è aumentato a 1000 (precedentemente era 200).

Azure Backup, per la protezione delle Azure Iaas VM, ora supporta gli storage account messi in sicurezza utilizzando storage firewalls and Virtual Networks. Per maggiori dettali a riguardo è possibile consultare il blog ufficiale Microsoft.

Figura 5 – Protezione Azure Iaas VM in scenari di storage protetti

Cambiano le modalità previste per abilitare il backup long-term per gli Azure SQL Database. La procedura, per consentire di mantenere il backup degli Azure SQL DB fino a 10 anni, prevedeva il salvataggio all’interno di un Azure Recovery Service Vault. Grazie all’introduzione di questa nuova funzionalità, si ha la possibilità di mantenere il backup long-term direttamente all’interno di un Azure Blob Storage e viene a decadere l’esigenza di un Recovery Service Vault. Tutto ciò consente di avere più flessibilità e un maggiore controllo dei costi. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo SQL Database: Long-term backup retention preview includes major updates.

System Center

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1804 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte novità riguardanti l’OSD, il Software Center e l’infrastruttura di Configuration Manager. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1804 for Configuration Manager Technical Preview Branch. Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Microsoft ha rilasciato l’Update Rollup 5 (UR5) per System Center 2016 Long-Term Servicing Channel (LTSC). Questo aggiornamento non introduce nuove funzionalità, ma risolve diversi bug.

In seguito, si riportano i riferimenti, riguardanti questo aggiornamento, per ogni prodotto System Center:

Non sono presenti invece aggiornamenti riguardanti Service Provider Foundation.

System Center Operations Manager 1801 introduce il supporto per la Kerberos authentication quando il protocollo WS-Management viene utilizzato dal management server per la comunicazione con i sistemi UNIX e Linux. Questo consente di avere un maggiore Livello di sicurezza, eliminando la necessità di abilitare la basic authentication per Windows Remote Management (WinRM).

Inoltre in System Center Operations Manager 1801 sono stati introdotti i seguenti miglioramenti riguardanti la gestione del monitor dei file di log di Linux:

  • Supporto per caratteri Wild Card nel nome e nel percorso del file di log.
  • Supporto per nuovi match patterns che consentono ricerche personalizzate dei log.
  • Supporto per pluging Fluentd pubblicati dalla community fluentd.

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

  • MP per Windows Server Operating System 2016 e 1709 Plus 10.0.19.0
  • MP per SQL Server 2008-2012 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2014 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2016 7.0.4.0
  • MP per Microsoft Azure SQL Database 7.0.4.0
  • MP per SQL Server Dashboards 7.0.4.0
  • MP per UNIX e Linux 7.6.1085.0

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

Virtual Machine Manager 1801: il processo di upgrade e la possibile problematica

A partire da quest’anno per Virtual Machine Manager, così come per altri prodotti System Center, verrà rilasciata una versione aggiornata ogni 6 mesi (semi-annual channel). Nel mese di febbraio è stata annunciata la versione 1801 di System Center Virtual Machine Manager e l’aggiornamento è consigliato per poter usufruire delle nuove funzionalità introdotte e per avere una maggiore integrazione con Microsoft Azure. In questo articolo viene descritta una problematica che è possibile riscontrare in fase di upgrade, riportando nel dettaglio le cause e come è possibile risolverla.

Per poter passare alla versione 1801 di System Center Virtual Machine Manager (SCVMM 1801) non è possibile fare un upgrade in place, ma è necessario disinstallare completamente SCVMM mantenendo il database, ed effettuare una nuova installazione utilizzando il database esistente. La procedura dettagliata è descritta in questo documento Microsoft e richiede una attenta verifica preliminare dei requisiti oltre che di disporre, a fini precauzionali, di un backup del database di SCVMM. Nel caso si stiano utilizzando più prodotti System Center è importante procedere con l’aggiornamento secondo la sequenza riportata nel documento.

Figura 1 – Step del Wizard di installazione con utilizzo del DB esistente di VMM

Durante il setup l’installazione di Virtual Machine Manager 1801 potrebbe fallire con il seguente errore: “Unable to connect to the VMM database because of a general database failure. Ensure that the SQL Server is running and configured correctly, then try the operation againg“.

Figura 2 – Errore in fase di upgrade alla versione 1801

Come si può notare si tratta di un errore generico e per ottenere maggiori dettagli è necessario consultare il log del Wizard (“C:ProgramDataVMMLogsSetupWizard.log“) che riporta i seguenti dettagli:

Figura 3 – Errore riportato nel log di installazione

L’errore rimanda a una problematica nota documentata nelle release notes di VMM 1801:

Figura 4 –  Problema noto documentato

Il problema viene generato se nell’attuale installazione di Virtual Machine Manager è stato modificato il nome di una delle port classification presenti di default. Nel caso specifico, controllando la tabella “[dbo].[tbl_NetMan_PortClassification]” del database di Virtual Machine Manager, risulta presente una entry, con l’ID riportato nell’errore, avente il nome “Management” anziché “Host management” (nome di default).

Figura 5 –  Entry con nome non di default nella tabella “tbl_NetMan_PortClassification”

La difficoltà quando si presenta questo errore è nel conoscere con precisione quali sono i nomi di default delle port classification. Per questo motivo si riportano in seguito le default port classification che è necessario che non siano modificate nel nome per consentire l’upgrade a SCVMM 1801.

Figura 6 – Port classification presenti di default

Se ci si trova in questa condizione è necessario modificare i nomi delle port classification, sopra riportate, portandoli tutti al default ed in seguito ripetere il setup di installazione di SCVMM 1801.

Al termine di questa operazione il setup di SCVMM 1801 non terminerà con l’errore precedentemente descritto.

Figura 7 – Upgrade di SCVMM 1801 completato con successo

La modifica alle port classification può essere temporanea e in seguito all’aggiornamento è possibile valutare se necessario di nominarle a proprio piacimento.

Conclusioni

Questa specifica condizione di errore si presenta in modo sistematico se ci si trova nella situazione descritta, quindi è bene considerarla se possibile prima di procedere con l’upgrade di SCVMM 1801, in modo da evitarla. Nel caso si dovesse riscontrare l’errore è comunque possibile risolverlo facilmente con le informazioni riportate nell’articolo.

OMS e System Center: novità di Febbraio 2018

Il mese di Febbraio è stato ricco di novità e diversi sono gli aggiornamenti che hanno interessato Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogati in modo sintetico per avere una visione globale e saranno presenti i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti a riguardo.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Tutti coloro che utilizzano Azure ExpressRoute saranno lieti di sapere che ora è possibile effettuarne il monitor utilizzando Network Performance Monitor (NPM). Tale funzionalità è stata in preview per alcuni mesi e ora è passata nello stato di general availability. Tra le caratteristiche di questa soluzione di monitor troviamo:

  • Possibilità di visualizzare in modo interattivo, tramite la topology view di NPM, i vari componenti (network on-premises, circuit provider edge, circuit ExpressRoute, edge Microsoft, e le Azure VMs) e la latenza misurata in ogni hop. Questo consente di indentificare facilmente eventuali problemi di performance nella connettività e di individuare rapidamente il segmento problematico della comunicazione.
  • Capacità di visualizzare l’utilizzo di banda del primary e del secondary circuit ExpressRoute. Grazie al drill-down è inoltre possibile intercettare l’utilizzo di banda per ogni singola vNet connessa ai circuit ExpressRoute.
  • Possibilità di creare query e visualizzazioni personalizzate grazie al fatto che tutti i dati della soluzione sono disponibili nel repository di Log Analytics e di conseguenza è possibile utilizzare le funzionalità native di ricerca e correlazione in base alle proprie esigenze.
  • Capacità di diagnosticare problemi vari di connettività presenti nei circuit ExpressRoute.

Figura 1 – Azure ExpressRoute Monitoring

Per maggiori informazioni su come configurare il monitor di ExpressRoute con NPM è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Inoltre in Network Performance Monitor (NPM) è stata introdotta la funzionalità di Service Endpoint Monitor che integra nel monitor e nella visualizzazione delle performance della propria applicazione anche le performance end-to-end della network. Questa funzionalità consente di creare differenti tipologie di test (HTTP, HTTPS, TCP e ICMP), che dovranno essere effettuati da punti chiave della propria infrastruttura di rete, in modo da poter identificare in modo rapido se il problema riscontrato è legato alla network oppure è relativo all’applicativo. Grazie all’utilizzo della network topology map il problema e la sua natura è inoltre facilmente localizzabile. Si tratta di una funzionalità in public preview le cui caratteristiche sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.4-210.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

In questo articolo viene descritto come costruire la propria soluzione di monitor in Log Analytics per Azure Backup. Tramite questa soluzione di monitor è possibile controllare i principali aspetti di Azure Backup come i job di backup e restore, backup alert e l’utilizzo dello storage in cloud. Il tutto è possibile farlo cross Recovery Service vault e cross subscription potendo trarre beneficio delle funzionalità integrate in Log Analytics, quali ad esempio l’apertura automatizzata di ticket tramite webhooks oppure grazie all’integrazione con ITSM. Si tratta di una soluzione community e ogni contribuito è ovviamente ben accetto.

Per quanto riguarda Azure Backup è stata annunciata (in general availability) la possibilità di realizzare backup consistenti a livello applicativo per le macchine virtuali Linux in esecuzione su Azure. Sui sistemi Windows questo avviene utilizzando il componente VSS, mentre per le VM Linux viene messo a disposizione uno scripting framework grazie al quale è possibile eseguire dei pre-script e dei post-script per controllare l’esecuzione dei backup.

Figura 3 – Meccanismo per la realizzazione di backup application consistent in VMs Linux su Azure

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale, mentre per ulteriori informazioni sulla protezione delle macchine virtuali Linux presenti in Microsoft Azure, utilizzando Azure Backup, è possibile prendere visione dell’articolo: Azure Backup: la protezione dei sistemi Linux in Azure.

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere in modo nativo Azure File Shares. Tale funzionalità al momento è in Public Preview e tra le caratteristiche principali troviamo:

  • Possibilità, accedendo ai Recovery Service vault, di effettuare il discovery degli storage acccount e di rilevare le file shares presenti e non protette.
  • Protezione su larga scala: c’è la possibilità di effettuare il backup di più file shares contenute in uno storage account e di applicare un policy di protezione comune.
  • Restore istantanei e granulari. La protezione è basata su file share snapshots e questo consente di effettuare in modo rapido il ripristino di file in modo selettivo.
  • Dal portale Azure è possibile esplorare i vari restore point presenti per individuare facilmente quali file ripristinare.

Figura 4 – Backup di Azure File Shares

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Questo mese è stato rilasciato un Mandatory Update per l’agente Microsoft Azure Recovery Services (MARS). Per tutti coloro che utilizzano Azure Backup è necessario installare quanto prima questo aggiornamento per evitare fallimenti nelle attività di backup e di recovery.

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stata resa disponibile un’attesa funzionalità, che consente di proteggere macchine virtuali aventi managed disk, nello scenario di replica tra differenti region di Azure, consentendo di avere una maggiore flessibilità per l’attivazione di scenari di Disaster Recovery con sistemi presenti in Azure.

Figura 5 – Attivazione replica di una VM con Managed Disks

System Center

Come annunciato nei mesi scorsi e come già avviene per il sistema operativo e per Configuration Manager, anche gli altri prodotti System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). Questo mese c’è stato il primo rilascio con la versione 1801 di System Center.

Figura 6 – Sintesi delle novità introdotte nella versione 1801 di System Center

Per conoscere i dettagli delle novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale. Si ricorda infine che per le release appartenenti al semi-annual channel è garantito un supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1802 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1802 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Questa release introduce un numero considerevole di novità su diversi ambiti, tra i quali: OSD, Cloud Management Gateway, funzionalità di Windows 10 e Office 365, Software Center e Site Server High Availability.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

La funzionalità definita “Updates and Recommendations”, introdotta in SCOM 2016 per i Management Pack di casa Microsoft, è utile per facilitare il processo di discovery dei MPs appropriati per effettuare il monitor dei differenti workload presenti nella propria infrastruttura e per mantenerli aggiornati. Questa funzionalità è abilitata per ben oltre 110 workload Microsoft. Microsoft ha annunciato che sta estendendo questa funzionalità anche per i MPs realizzati e offerti da terze parti. Nella release 1801 di Operations Manager sono al momento contemplati i MPs dei seguenti partner esterni:

Figura 7 – Funzionalità Updates and Recommendations con MPs dei partners

Come conseguenza del rilascio della versione 1801 di System Center sono stati resi disponibili anche i seguenti nuovi Management Pack di SCOM:

System Center Service Manager

Rilasciata una nuova versione del Service Manager Authoring Tool.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

System Center Virtual Machine Manager 1711: la gestione delle macchine virtuali in Azure

Come già avviene per il sistema operativo a partire dal prossimo anno anche per i prodotti System Center Microsoft rilascerà delle versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). L’obiettivo principale di rilasciare nuove versioni di prodotto con una maggiore frequenza è di migliorare il supporto per ambienti sempre più eterogenei, aumentando la user experience, le performance e la stabilità, e garantire una pronta integrazione con il mondo cloud.

Figura 1 – Cadenza di rilascio delle release dei prodotti System Center

L’unica eccezione è data da Configuration Manager che continuerà a rispettare il rilascio di 3 versioni ogni anno per meglio supportare l’integrazione con Intune.

System Center 1801 introdurrà nuove funzionalità per quanto riguarda Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager, mentre per Orchestrator \ SMA e Service Manager comprenderà solo degli aggiornamenti relativi alla security ed alla risoluzione di problematiche.

Nel mese di novembre è stata annunciata la preview della nuova versione di System Center (versione 1711) che è possibile scaricare a questo indirizzo per valutare in anteprima le nuove funzionalità che saranno introdotte con il prossimo anno.

In questo articolo verranno approfondite le novità apportate alla funzionalità presente in Virtual Machine Manager che consente di gestire dalla console di SCVMM le macchine virtuali Azure. Con la versione attuale di Virtual Machine Manager questa funzionalità risulta essere ormai limitata in quanto supporta solamente la gestione delle macchine virtuali create con il modello di deployment definito Azure Service Management (ASM) e solamente per le region di Azure pubbliche. Anche il processo di autenticazione deve avvenire necessariamente tramite management certificate. In SCVMM 1711 (Technical Preview) l’integrazione per gestire le macchine virtuali in Azure si estende introducendo le seguenti novità:

  • Supporto per le macchine virtuali create utilizzando il modello di deployment Azure Resource Manager (ARM).
  • Autenticazione in Azure Active Directory e non solo basata su certificati.
  • Gestione di subscription presenti non solo nelle region pubbliche di Azure, ma anche in specifiche region come Germania, Cina e US Government.

In seguito viene riportata la procedura da seguire per configurare questa integrazione utilizzando come processo di autenticazione e di autorizzazione Azure Active Directory. Questo metodo di autenticazione risulta necessario per poter gestire sia macchine virtuali Azure create nella modalità classic (ASM) che in modalità ARM. Per effettuare questa configurazione è necessario creare a priori una Azure AD Application e assegnare i permessi necessari di accesso alla subscription Azure. Per creare l’application è possibile seguire gli step riportati nel dettaglio nella documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 2 – Aggiunta di una nuova Azure Active Directory Application

Dopo aver creato l’Azure AD Application è opportuno prendere nota del relativo Application ID ed è necessario generare una nuova Application Key. Questi valori verranno richiesti dal wizard di configurazione di SCVMM:

Figura 3 – Application ID e generazione di una chiave di autenticazione

L’Azure AD Application dovrà appartenere a un ruolo che gli consenta di gestire le macchine virtuali della subscription Azure. Per questo motivo è necessario associare l’App appena creata al ruolo Virtual Machine Contributor sull’Azure subscription desiderata.

Figura 4 – Assegnazione del ruolo “Virtual Machine Contributor” all’Azure AD App

Accedendo alla console di Virtual Machine Manager, dal workspace VMs and Services è possibile aggiungere una o più subscription Azure:

Figura 5 – Aggiunta della subscription Azure dalla console SCVMM

La schermata di configurazione richiede l’inserimento dei dati relativi alla subscription e le informazioni per effettuare il processo di autenticazione tramite Azure AD App:

Figura 6 – Dati subscription e informazioni per l’autenticazione tramite Azure AD

Al termine di questa configurazione verranno mostrate nella console di Virtual Machine Manager le macchine virtuali presenti nella subscription Azure configurata. Su queste macchine virtuali al momento è possibile effettuare solamente i seguenti task basilari: Start, Stop, Stop e Deallocate, Restart e avvio della connessione RDP. Inoltre per ogni macchina virtuale vengono riportate alcune informazioni relative alla configurazione nell’ambiente Azure.

Figura 7 – Gestione delle macchine virtuali Azure dalla console di SCVMM

Conclusioni

Avere in un’unica console tutte le macchine virtuali, comprese quelle presenti in Azure, consente agli amministratori di gestire, anche solo con semplici task, in modo facile e con una maggiore rapidità ambienti ibridi. Al momento si tratta di una integrazione basilare ma grazie a un ciclo di rilascio sempre più rapido previsto anche per Virtual Machine Manager è molto probabile che questa integrazione possa essere ampliata sempre di più.