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Azure Stack HCI: la soluzione hyper-converged in continua evoluzione – edizione di novembre 2021

Azure Stack HCI è la soluzione che permette di realizzare una infrastruttura hyper-converged (HCI) per l’esecuzione di workload in ambiente on-premises e che prevede una strategica connessione a vari servizi di Azure. Anche Azure Stack HCI viene considerato come servizio hybrid di Azure e come tale è in continua evoluzione. Recentemente Microsoft ha introdotto una serie di nuove funzionalità che aprono la strada a nuovi scenari di adozione di Azure Stack HCI e che consentono di gestire al meglio la propria infrastruttura ibrida basata su questa soluzione. In questo articolo vengono riportati i principali aspetti che hanno subito un’evoluzione e le nuove funzionalità recentemente introdotte in Azure Stack HCI.

Nuovi workload e nuovi benefici

Il risultato che si intende perseguire con l’infrastruttura Azure Stack HCI è quello di poter eseguire in ambiente on-premises gli stessi carichi di lavoro del cloud pubblico con gli stessi vantaggi. Per raggiungerlo Microsoft sta portando i workload di Azure più popolari in Azure Stack HCI.

A partire dallo scorso anno è possibile attivare su Azure Stack HCI l’orchestratore Azure Kubernetes Service (AKS), che consente di automatizzare la distribuzione e la gestione delle applicazioni containerizzate in ambiente on-premises esattamente come avviene in Azure. Oltre a poter eseguire app Windows e Linux in conteniter, AKS rende disponibile l’infrastruttura per eseguire dei servizi selezionati della piattaforma Azure (PaaS) su Azure Stack HCI.

Le importanti novità annunciate in questo ambito sono le seguenti.

Figura 1 – Nuovi workload Azure e nuovi benefici in Azure Stack HCI

Azure Virtual Desktop per Azure Stack HCI (preview)

Attivando Azure Virtual Desktop nel cloud pubblico, gli utenti possono accedere ai propri desktop e alle proprie applicazioni da qualsiasi luogo, usufruendo della familiarità e della compatibilità garantita da Windows 10 e da Windows 11. Azure Virtual Desktop è un servizio ospitato e gestito da Microsoft, che non richiede la configurazione di una complessa infrastruttura VDI.

Esistono però situazioni dove le applicazioni risultano sensibili alla latenza, come ad esempio l’editing video, oppure scenari dove gli utenti hanno bisogno di usufruire di un sistema legacy presente on-premises che non può essere facilmente raggiunto. Per consentire di affrontare al meglio situazioni di questo tipo, Azure Virtual Desktop aggiunge una nuova opzione ibrida grazie ad Azure Stack HCI.

Azure Virtual Desktop per Azure Stack HCI usa lo stesso piano di gestione cloud del normale Azure Virtual Desktop, ma consente di creare pool di session host utilizzando macchine virtuali in esecuzione su Azure Stack HCI. Queste macchine virtuali possono eseguire Windows 10 e/o Windows 11 Enterprise multi-session. Collocando i desktop più vicini agli utenti, è possibile abilitare l’accesso diretto a bassa latenza e senza round trip, utilizzando una tecnologia chiamata RDP Shortpath.

Azure benefit per Windows Server

Microsoft offre vantaggi speciali quando si distribuisce Windows Server in ambiente Azure e gli stessi vantaggi, entro la fine di quest’anno, saranno disponibili anche su Azure Stack HCI.

Innanzi tutto, quando si distribuiscono macchine virtuali con Windows Server 2022, anche in ambiente Azure Stack HCI è possibile attivare l’edizione Azure Datacenter che offre funzionalità specifiche non disponibili nelle classiche edizioni Standard e Datacenter. Per approfondire le caratteristiche disponibili in questa edizione è possibile consultare questo articolo.

Inoltre, Azure Stack HCI versione 21H2 consente di:

  • Ottenere gratuitamente aggiornamenti di sicurezza estesi, proprio come in Azure. Questo vale per Windows Server 2008/R2 e verrà presto applicato anche a Windows Server 2012/R2 quando si raggiungerà la fine del supporto, oltre alle versioni corrispondenti di SQL Server.
  • Ottenere la licenza ed attivare le macchine Windows Server come in Azure. Azure Stack HCI oltre a consentire di utilizzare la propria licenza Datacenter per abilitare l’attivazione automatica delle macchine virtuali (Automatic VM Activation – AVMA), mette a disposizione l’opzione di pagare la licenza di Windows Server per i sistemi guest tramite la propria subscription Azure, proprio come avviene in ambiente Azure.

Innovazione dell’infrastruttura

In Microsoft vengono gestiti tra i più grandi data center del mondo e si vuole portare l’esperienza maturata e l’innovazione del cloud anche in Azure Stack HCI. Per queste ragioni Azure Stack HCI è un servizio in abbonamento che riceve aggiornamenti regolari delle funzionalità con l’obiettivo importante di poter sfruttare on-premises la tecnologia collaudata su larga scala nel cloud.

Figura 2 – Innovazione dell’infrastruttura in Azure Stack HCI

Grazie al rilascio dell’ultimo aggiornamento, noto come “versione 21H2” oppure come “feature update 21H2”, vengono introdotte le seguenti nuove funzionalità:

  • Gestione del quick restart con Kernel Soft Reboot: migliora le prestazioni di riavvio, saltando la sequenza di pre-avvio e l’autotest all’accensione dell’hardware. In questo modo si riduce anche il tempo complessivo di aggiornamento del cluster (disponibile solo su Azure Stack HCI Integrated Systems).
  • Utilizzo delle GPUs con VM clusterizzate: fornisce l’accelerazione GPU ai carichi di lavoro in esecuzione sulle VM in ambiente cluster. Ideale per workload in ambito AI/ML.
  • Dynamic CPU compatibility mode: la modalità di compatibilità del processore è stata aggiornata per sfruttare al meglio tutte le funzionalità dei processori in ambiente cluster. Infatti, è possibile combinare differenti generazioni di processori nello stesso cluster con un degrado minimo. Il cluster calcola in modo intelligente il più grande sottoinsieme comune di funzionalità del processore che possono essere esposte alle macchine virtuali.
  • Storage thin provisioning: migliora l’efficienza dello storage e semplificata la gestione mediante il thin provisioning.
  • Network ATC: semplifica la gestione della configurazione di rete degli host.
  • Velocità di riparazione dello storage regolabile: maggiore controllo sul processo di ri-sincronizzazione dei dati.
  • Supporto per la nested virtualization con processori AMD: migliore flessibilità per realizzare ambienti di test e valutazione grazie alla possibilità di attivare la nested virtualization anche in presenza di processori AMD.
  • Secured-Core Server: offre una sicurezza trasversale su hardware e firmware, integrata nelle funzionalità del sistema operativo, in grado di aiutare a proteggere i server da minacce avanzate.

Nuove funzionalità di gestione

Un altro risultato che si vuole ottenere con Azure Stack HCI è quello di poter gestire la propria infrastruttura come se fosse un’estensione del cloud pubblico. Azure Stack HCI si integra infatti in modo nativo con Azure Resource Manager e questo consente di proiettare il cluster come risorsa nel portale di Azure. In questo modo è possibile sfruttare gli stessi processi in tutti gli ambienti e gestire le risorse Azure Stack HCI proprio come le risorse cloud.

Figura 3 – Nuove funzionalità di gestione di Azure Stack HCI

Host server Arc-enabled ed extension

Dalla risorsa Azure Stack HCI è possibile individuare, aggiungere, modificare o rimuovere le extension, grazie alle quali è possibile accedere facilmente alle funzionalità di gestione. Con la disponibilità di Azure Stack HCI versione 21H2 il cluster abiliterà automaticamente ad Arc i server host, al momento della registrazione, per poter utilizzare fin da subito le extension disponibili.

Gestione delle VM Arc-enabled (preview)

Oltre che per gestire il cluster, ora è possibile utilizzare Azure Arc anche per eseguire il provisioning e la gestione delle macchine virtuali in esecuzione su Azure Stack HCI, direttamente dal portale di Azure. Le macchine virtuali e le loro risorse associate (immagini, dischi, e network) vengono proiettate in ARM come risorse separate mediante una nuova tecnologia multipiattaforma chiamata Arc Resource Bridge.

In questo modo è possibile:

  • ottenere una gestione coerente tra le risorse cloud e le risorse Azure Stack HCI;
  • automatizzare le distribuzioni delle macchine virtuali utilizzando i modelli ARM;
  • garantire un accesso self-service grazie al supporto ad Azure RBAC.

Azure Backup ed Azure Site Recovery

Con Azure Stack HCI versione 21H2 è stato introdotto il supporto ufficiale per Azure Backup ed Azure Site Recovery. Con MABS v3 UR2 o versioni successive è possibile eseguire il backup degli host e delle macchine virtuali attive in Azure Stack HCI. Inoltre, con Azure Site Recovery è possibile replicare le macchine virtuali da Azure Stack HCI ad Azure ed attivare scenari di disaster recovery.

Conclusioni

Grazie ad un costante miglioramento, all’introduzione continua di nuove funzionalità ed all’inclusione di nuovi scenari di utilizzo, la proposizione per scenari hyper-converged risulta sempre più completa, integrata e performante. Azure Stack HCI si integra perfettamente all’ambiente on-premises esistente ed offre un importante valore aggiunto: la possibilità di connettere Azure Stack HCI con altri servizi Azure per ottenere una soluzione hyper-converged ibrida. Questo aspetto in particolare la differenzia fortemente da altri competitor che offrono soluzioni in questo ambito.

Azure Stack HCI: la soluzione hyper-converged in continua evoluzione – edizione di giugno 2021

Azure Stack HCI è la soluzione che permette di realizzare una infrastruttura hyper-converged (HCI) per l’esecuzione di workload in ambiente on-premises e che prevede una strategica connessione a vari servizi di Azure. Recentemente Microsoft ha apportato una serie di nuove funzionalità che aprono nuovi scenari nell’adozione di questa soluzione e che consentono di gestire al meglio la propria infrastruttura ibrida basata su Azure Stack HCI. In questo articolo vengono riportati i principali aspetti che hanno subito un’evoluzione e le nuove funzionalità recentemente introdotte in Azure Stack HCI.

Azure Kubernetes Service in Azure Stack HCI

Una delle principali novità è la possibilità di attivare Azure Kubernetes Service (AKS) in Azure Stack HCI. Questo nuovo scenario di implementazione di AKS on-premises permette di automatizzare l’esecuzione su larga scala di applicazioni moderne basate su micro-servizi. Grazie ad Azure Stack HCI l’adozione di queste architetture applicative basate su container possono essere ospitate direttamente presso il proprio datacenter, adottando la stessa esperienza di gestione di Kubernetes che si ha con il servizio gestito presente nel cloud pubblico di Azure.

Figura 1 – Panoramica di AKS su Azure Stack HCI

Azure Monitor Insights per Azure Stack HCI (preview)

La soluzione Azure Stack HCI Insights è in grado di fornire informazioni dettagliate sull’integrità, sulle prestazioni e sull’utilizzo dei cluster Azure Stack HCI, versione 21H2 connessi ad Azure e registrati per il relativo monitoraggio. Azure Stack HCI Insights archivia i propri dati in un workspace di Log Analytics, avendo così la possibilità di utilizzare potenti aggregazioni e filtri per analizzare al meglio i dati raccolti nel tempo. Non sono previsti costi specifici per l’utilizzo di Azure Stack HCI Insights, ma il costo è calcolato in base alla quantità di dati inseriti nel workspace di Log Analytics e alle relative impostazioni di conservazione dei dati.

Si ha la possibilità di visualizzare i dati di monitor di un singolo cluster dalla pagina delle risorse Azure Stack HCI oppure è possibile utilizzare Azure Monitor per ottenere una visualizzazione aggregata di più cluster Azure Stack HCI con una panoramica dell’integrità del cluster, lo stato di nodi e delle macchine virtuali (CPU, memoria e consumo di storage), metriche delle prestazioni e altro ancora. Si tratta degli stessi dati forniti anche da Windows Admin Center, ma progettati per scalare fino a 500 cluster contemporaneamente.

Figura 2 – Pannello di controllo di Azure Monitor Insights per Azure Stack HCI

Semplificazione del networking con Network ATC (preview)

I deployment e le operations di Azure Stack HCI in ambito networking possono risultare complessi e soggetti ad errori. A causa della flessibilità che viene fornita nella configurazione dello stack di rete degli host che compongono il cluster Azure Stack HCI, ci sono diverse parti che possono essere configurate non nel migliore dei modi. Rimanere aggiornati con le ultime best practice è anche una sfida poiché vengono continuamente apportati miglioramenti alle tecnologie sottostanti. Inoltre, la coerenza della configurazione tra i nodi del cluster HCI è un aspetto importante in quanto consente di avere un ambiente stabile e più affidabile.

Network ATC semplifica la creazione e la gestione della configurazione di rete per i nodi Azure Stack HCI, aiutando a:

  • Ridurre i tempi, la complessità e gli errori di implementazione del networking degli host del cluster
  • Distribuire le ultime best practice convalidate e supportate da Microsoft
  • Garantire la coerenza della configurazione in tutto l’ambiente cluster

Attivazione automatica di macchine virtuali Windows

A partire dall’aggiornamento cumulativo di giugno 2021, Azure Stack HCI supporterà la popolare funzionalità di attivazione automatica delle macchine virtuali (Automatic VM Activation – AVMA) di Hyper-V per Windows Server. I clienti che dispongono di una chiave di attivazione Windows Server 2019 Datacenter Edition possono inserirle direttamente nell’host Azure Stack HCI utilizzando Windows Admin Center oppure PowerShell. In questo modo. le macchine virtuali ospitate in ambiente cluster che eseguono Windows Server erediteranno automaticamente l’attivazione dall’host, senza doverla gestire per ogni macchina virtuale.

Figura 3 – Automatic VM Activation (AVMA) da Windows Admin Center

Estensione del periodo di prova a 60 giorni

Azure Stack HCI offre un periodo di prova gratuito che consente di valutare a fondo la soluzione. La durata di questa prova viene estesa da 30 giorni a 60 giorni e inizierà da quando si completerà la registrazione dell’ambiente cluster. Questi cambiamenti sono stati applicati a tutte le prove a partire dal 3 maggio 2021.

Preview channel

A partire dall’aggiornamento cumulativo di giugno 2021, si ha la possibilità di aderire con ambienti cluster non di produzione al canale Preview, analogo al programma Windows Insider ma per Azure Stack HCI.  Si tratta di un programma che consente ai clienti di installare la versione successiva del sistema operativo prima del rilascio ufficiale (build pre-release). Questo permette di valutare le nuove funzionalità di Azure Stack HCI ed è a solo scopo di valutazione e test. L’adesione a questo programma non prevede nessun costo per Azure Stack HCI e l’ambiente cluster non potrà avere nessun tipo di supporto. Il canale Preview permetterà di condividere feedback sull’esperienza di partecipazione al canale, utili per arricchire e migliorare l’adozione di Azure Stack HCI.

Figura 4 – Adesione al canale Preview da Windows Admin Center

Disponibilità in Cina

Il team di Azure Stack HCI sta lavorando per rendere disponibile il proprio servizio in altre region ed ora è possibile attivarlo anche in Azure Cina. Si può infatti scaricare Azure Stack HCI da azure.cn, registrare il proprio cluster nella region China East 2 ed usufruire dei vantaggi della soluzione. I sistemi integrati per Azure Stack HCI sono disponibili in Cina per differenti vendor, da Lenovo e Dell, oltre che da partner regionali, garantendo una forte presenza locale in grado di fornire la migliore consulenza tecnica e il supporto necessario.

Conclusioni

Questa serie di nuove funzionalità introdotte dimostra un importante investimento da parte di Microsoft nella soluzione Azure Stack HCI. Grazie a un costante miglioramento, all’introduzione continua di nuove funzionalità e all’inclusione di nuovi scenari di utilizzo, la proposizione per scenari hyper-converged risulta sempre più completa, integrata e performante. Azure Stack HCI si integra perfettamente all’ambiente on-premises esistente ed offre un importante valore aggiunto: la possibilità di connettere Azure Stack HCI con i servizi Azure per ottenere una soluzione hyper-converged ibrida. Questo aspetto in particolare la differenzia fortemente da altri competitor che offrono soluzioni in questo ambito.