Azure Stack HCI: l’innovazione dell’infrastruttura IT che riduce l’impatto ambientale

L’era dell’innovazione tecnologica ha il dovere di fondersi con la sostenibilità ambientale, e Microsoft Azure Stack HCI rappresenta un significativo passo avanti in questa direzione. Nel frenetico mondo dell’IT aziendale, le organizzazioni sono costantemente alla ricerca di soluzioni che non solo offrano prestazioni eccellenti ed innovazione, ma che contribuiscano anche a ridurre l’impatto ambientale delle proprie infrastrutture IT. Azure Stack HCI si pone come una soluzione all’avanguardia che coniuga l’eccellenza tecnologica con l’impegno verso la sostenibilità ambientale. In questo articolo, esploreremo le implicazioni positive per l’ambiente che derivano dell’adozione di Azure Stack HCI.

 

Riduzione del consumo energetico

In un’infrastruttura hyper-converged (HCI), diversi componenti hardware vengono sostituiti dal software, il quale unisce i livelli di elaborazione, storage e rete in una singola soluzione. Azure Stack HCI è la soluzione di Microsoft che consente di realizzare un’infrastruttura hyper-converged (HCI), in cui risorse di calcolo, storage e networking vengono consolidate in una piattaforma unica. Ciò elimina la necessità di dispositivi separati, come appliance, storage fabric e SAN, portando a una riduzione complessiva del consumo energetico. Inoltre, i sistemi Azure Stack HCI sono appositamente progettati per operare in modo efficiente, sfruttando al massimo le risorse disponibili. Questa eliminazione dei dispositivi separati e l’ottimizzazione delle risorse contribuiscono a ridurre la quantità di energia richiesta per il mantenimento e per il raffreddamento dell’infrastruttura, contribuendo così alla diminuzione delle emissioni di carbonio.

Figura 1 – “Three Tier” Infrastructure vs Hyper-Converged Infrastructure (HCI)

Utilizzo intelligente delle risorse

Azure Stack HCI consente di scalare le risorse in modo flessibile in base alle esigenze dei carichi di lavoro e permette di estendere le sue funzionalità con i servizi cloud di Microsoft Azure, tra i quali:

  • Azure Site Recovery per implementare scenari di disaster recovery;
  • Azure Backup per una protezione offsite della propria infrastruttura;
  • Update Management che consente di effettuare una valutazione degli aggiornamenti mancanti e procedere con la distribuzione corrispondente, sia per macchine Windows sia per sistemi Linux, indipendentemente dalla loro posizione geografica;
  • Azure Monitor che offre un modo centralizzato per monitorare e tenere sotto controllo ciò che accade a livello applicativo, di rete e nell’infrastruttura hyper-converged, utilizzando analisi avanzate basate sull’intelligenza artificiale;
  • Defender for Cloud che garantisce funzionalità di monitoraggio e rilevamento delle minacce di sicurezza sui workload in esecuzione nell’ambiente Azure Stack HCI;
  • Cloud Witness per utilizzare lo storage account di Azure come quorum del cluster.

Inoltre, esiste la possibilità di modernizzare e rendere più efficiente anche il file server, che rimane un componente strategico e ampiamente utilizzato nei datacenter, mediante l’adozione della soluzione Azure File Sync. Tale soluzione consente di centralizzare le cartelle di rete dell’infrastruttura in Azure Files, garantendo al contempo la flessibilità, le prestazioni e la compatibilità di un tradizionale file server Windows. Nonostante sia possibile mantenere una copia completa dei dati in ambiente on-premises, Azure File Sync trasforma Windows Server in una “cache” che consente un accesso rapido ai contenuti presenti in una specifica Azure file share: in tal caso, tutti i file risiedono nel cloud, mentre solo i file più recenti sono conservati anche nel file server on-premises. Questo approccio consente di ridurre significativamente lo spazio di archiviazione necessario nel proprio datacenter.

Figura 2 – Integrazione della piattaforma con soluzioni cloud

Figura 2 – Integrazione della piattaforma con soluzioni cloud

Grazie alla virtualizzazione, all’allocazione dinamica delle risorse e all’adozione di soluzioni in ambiente cloud, è possibile utilizzare on-premises solo le risorse necessarie, evitando sprechi di energia. Questo approccio all’infrastruttura riduce l’impatto ambientale derivante dalla produzione, dalla gestione e dallo smaltimento dei componenti hardware obsoleti.

Ottimizzazione dello spazio fisico

Consolidando le risorse in un’unica piattaforma Azure Stack HCI si riduce la necessità di spazio fisico per l’installazione dei server, dei dispositivi storage e degli apparati di rete. Questo si traduce in una significativa riduzione della superficie occupata nei locali server, consentendo una gestione dello spazio più efficiente e una maggiore densità di calcolo. A sua volta, la riduzione dello spazio occupato comporta minori esigenze di raffreddamento e di illuminazione, contribuendo così al risparmio energetico complessivo.

Conclusioni

L’adozione di Microsoft Azure Stack HCI offre significativi benefici in termini di sostenibilità ambientale. La riduzione del consumo energetico, l’ottimizzazione delle risorse, l’uso intelligente dello spazio fisico e l’ampia flessibilità contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale dei data center e delle infrastrutture IT. Azure Stack HCI rappresenta un passo avanti verso l’adozione di soluzioni IT più sostenibili, consentendo alle organizzazioni di ottimizzare le risorse, ridurre le emissioni di carbonio e promuovere una gestione più efficiente ed ecologicamente consapevole delle risorse IT.

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