L’integrazione tra Service Map e System Center Operations Manager

Service Map è una soluzione che è possibile attivare in Operations Management Suite (OMS) in grado di effettuare in automatico il discovery dei componenti applicativi, presenti sia su sistemi Windows che Linux, e di creare una mappa che riporta pressoché in tempo reale le comunicazioni presenti tra i vari servizi. Il tutto consente di visualizzare i server come sistemi tra di loro interconnessi che erogano dei servizi.

In System Center Operations Manager (SCOM) c’è la possibilità di definire delle Distributed Application per fornire una visuale complessiva dello stato di salute di un’applicazione costituita da oggetti differenti.  Le Distributed Application non forniscono delle funzionalità di monitor aggiuntive, ma si limitano a mettere in relazione lo stato di oggetti presenti nel sistema di monitor per fornire lo stato di salute globale dell’applicativo.

Grazie all’integrazione tra Service Map e System Center Operations Manager è possibile creare in automatico in SCOM i diagrammi che rappresentano le Distributed Application sulla base delle dipendenze rilevate dalla soluzione Service Map.

In questo articolo verrà esaminata la procedura da seguire per attivare questa integrazione riportandone le caratteristiche principali.

Prerequisiti

Questo tipo di integrazione è possibile nel caso siano verificati i seguenti requisiti:

  • Ambiente System Center Operations Manager 2012 R2 o successivo.
  • Workspace OMS con la soluzione Service Map abilitata.
  • Presenza di un Service Principal con accesso alla subscription Azure che contiene il workspace OMS.
  • Presenza di sistemi server gestiti da Operations Manager e che inviano dati a Service Map.

Sono supportati sia sistemi Windows che Linux, ma con una importante distinzione.

Per i sistemi Windows è possibile valutare l’utilizzo dello scenario di integrazione tra SCOM e OMS, come descritto nell’articolo Integrazione tra System Center Operations Manager e OMS Log Analytics e aggiungere semplicemente il Dependencing Agent di Service Map sui vari server.

Per i sistemi Linux invece non è possibile collezionare in modo diretto i dati degli agenti gestiti da Operations Manager in Log Analytics. Sarà quindi sempre necessaria la presenza sia dell’agente di SCOM che dell’agente di OMS. Al momento, in ambiente Linux, i due agenti condividono alcuni binari, ma si tratta di agenti distinti che possono coesistere sulla stessa macchina purché l’agente di SCOM sia almeno della versione 2012 R2. L’installazione dell’agente di OMS su un sistema Linux gestito da Operations Manager comporta l’aggiornamento dei package OMI e SCX. Si consiglia di installare sempre prima l’agente di SCOM e successivamente quello di OMS, in caso contrario è necessario modificare il file di configurazione di OMI (/etc/opt/omi/conf/omiserver.conf) aggiungendo il parametro httpsport=1270. Dopo la modifica è necessario riavviare il componente OMI Server tramite il seguente comando: sudo /opt/omi/bin/service_control restart.

Processo per attivazione l’integrazione

Il primo step richiesto è l’importazione dalla console di System Center Operations Manager dei seguenti Management Pack (al momento in Public Preview), contenuti all’interno del bundle che è possibile scarica a questo indirizzo:

  • Microsoft Service Map Application Views.
  • Microsoft System Center Service Map Internal.
  • Microsoft System Center Service Map Overrides.
  • Microsoft System Center Service Map.

Figura 1 – Avvio importazione del Management Pack

Figura 2 – Installazione del Management Pack per l’integrazione con Service Map

Dopo aver completato l’installazione del Management Pack verrà visualizzato il nuovo nodo Service Map, nel workspace Administration, all’interno della sezione Operations Management Suite. Da questo nodo è possibile avviare il wizard di configurazione dell’integrazione:

Figura 3 – Configurazione del workspace OMS dove è presente la soluzione Service Map

Allo stato attuale è possibile configurare l’integrazione con un solo workspace OMS.

Il wizard richiede di specificare un Service Principal per accedere in lettura alla subscription Azure che contiene il workspace OMS, con la soluzione Service Map attivata. Per la creazione del Service Principal è possibile seguire la procedura riportata nella documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 4 – Parametri di connessione al workspace OMS

Sulla base dei permessi assegnati al Service Principal vengono mostrate le subscription Azure e i relativi workspace OMS associati:

Figura 5 – Selezione subscription Azure, OMS Resource Group e OMS workspace

A questo punto viene richiesto di selezionare quali gruppi di macchine presenti in Service Map si desidera sincronizzare in Operations Manager:

Figura 6 – Selezione dei Service Map Machine Group da sincronizzare in SCOM

Nella schermata successiva viene richiesto di selezionare quali server presenti in SCOM sincronizzare con le informazioni recuperate da Service Map.

Figura 7 – Selezione degli items di SCOM

A questo proposito per poter fare in modo che questa integrazione sia in grado di creare il diagramma della Distributed Application per un server, questo deve essere gestito da SCOM, da Service Map e deve essere presente all’interno del gruppo Service Map precedentemente selezionato.

In seguito viene richiesto opzionalmente di selezionare un Management Server Resource Pool per la comunicazione con OMS e se necessario un proxy server:

Figura 8 – Configurazione opzionale di un Management Server Resource Pool e di un proxy server

La registrazione richiede alcuni secondi al termine dei quali compare la schermata seguente e Operations Manager effettua la prima sincronizzazione di Service Map, prelevando i dati dal workspace OMS.

Figura 9 – Aggiunta del workspace OMS completata con successo

La sincronizzazione dei dati di Service Map avviene di default ogni 60 minuti, ma è possibile cambiare questa frequenza andando ad agire con un override sulla rule denominata Microsoft.SystemCenter.ServiceMapImport.Rule.

Risultato dell’integrazione tra Service Map e SCOM

Il risultato di questa integrazione è visibile dalla console di Operations Manager nel pannello Monitoring. Viene infatti creata una nuova folder Service Map che contiene:

  • Active Alerts: eventuali alert attivi riguardanti la comunicazione tra SCOM e Service Map.
  • Servers: lista dei server sotto monitor per i quali vengono sincronizzate le informazioni provenienti da Service Map.

Figura 10 – Server con informazioni sincronizzate da Service Map

  • Machine Group Dependency Views: viene visualizzata una Distributed Application per ogni gruppo Service Map selezionato per la sincronizzazione.

Figura 11 – Machine Group Dependency View

  • Server Dependency Views: viene mostrata una Distributed Application per ogni server per il quale vengono sincronizzate le informazioni da Service Map.

Figura 12 – Server Dependency View

 

Conclusioni

Molte realtà che hanno intenzione di utilizzare oppure che hanno già implementato la soluzione Service Map hanno anche on-premises un ambiente System Center Operations Manager (SCOM). Grazie a questa integrazione si vanno ad arricchire le informazioni contenute in SCOM consentendo di avere una visibilità completa delle applicazioni e delle dipendenze dei vari sistemi. Questo è un esempio di come è possibile utilizzare le potenzialità fornite da OMS anche in realtà con SCOM, senza dover rinunciare agli investimenti fatti sullo strumento, come ad esempio la possibile integrazione con soluzioni di IT service management (ITSM).

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