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Windows Server 2019: introduzione alle novità per l’ambiente cluster

Ottobre è il mese del rilascio ufficiale della versione definitiva di Windows Server 2019. Il nuovo sistema operativo server di casa Microsoft introduce, in diversi ambiti, delle importanti novità che consentono di ottenere infrastrutture Hyper-converged (HCI) maggiormente affidabili e flessibili. Per raggiungere questo obiettivo in Windows Server 2019 la soluzione cluster introduce una serie di cambiamenti che vengono riportati in questo articolo.

Cluster Sets

Cluster Sets è una nuova tecnologia di scale-out per l’ambiente cluster introdotta in Windows Server 2019. Grazie a questa funzionalità è possibile raggruppare più Failover Clusters in un’unica entità per ottenere una maggiore fluidità delle macchine virtuali tra i diversi cluster. Il tutto risulta particolarmente utile per attività di bilanciamento dei carichi e per operazioni di manutenzione, come ad esempio la sostituzione di interi cluster, senza impattare sull’esecuzione delle macchine virtuali. In termini di gestione è possibile governare il tutto utilizzando un unico namespace. Cluster Sets non stravolge i normali principi di funzionamento dell’ambiente cluster tradizionale (Preffered Owner, Node Isolation, Load Balancing, etc.), ma rimangono del tutto invariati, aggiungendo benefici quali Azure-like Fault Domains e Availability Sets tra cluster differenti.

Figura 1 – Cluster Sets overview

File share witness

In ambiente cluster si ha la possibilità di configurare come witness l’opzione “File Share Witness” (FSW), per la quale sono state introdotte le seguenti novità.

Viene bloccato l’utilizzo di share di tipologia Distributed File System (DFS). L’utilizzo di share DFS come File Share Witness (FSW) non è mai stata una configurazione supportata in quanto introduce potenziali instabilità nell’ambiente cluster. In Windows Server 2019 è stata introdotta una logica in grado di rilevare se una share utilizza DFS e in caso affermativo Failover Cluster Manager blocca la creazione del witness, visualizzando un messaggio di errore che riporta che si tratta di una configurazione non supportata.

Figura 2 – Messaggio di errore tentando di configurare il witness su share DFS

Per poter utilizzare una configurazione con FSW, prima dell’introduzione di Windows Server 2019, uno dei requisiti da rispettare era che il sistema Windows Server che ospitava la share doveva essere in join a un dominio e parte della stessa foresta Active Directory. Questo requisito era dato dal fatto che il Failover Cluster utilizzava l’autenticazione Kerberos con il Cluster Name Object (CNO) per autenticarsi e collegarsi alla share. In Windows Server 2019 è possibile creare un File Share Witness (FSW) senza utilizzare il CNO, viene infatti semplicemente utilizzato un account locale per connettersi al FSW. Per utilizzare File Share Witness non è quindi più necessaria l’autenticazione Kerberos, il Cluster Name Object e l’ambiente Active Directory. Ne consegue che si ampliano i possibili scenari di utilizzo per i FSW, ed è possibile contemplare l’utilizzo ad esempio di appliance NAS, sistemi Windows non in join al dominio, etc.

 

Spostamento del cluster in un dominio differente

Il cambio della membership di dominio di un Failover Cluster è sempre stata una operazione che richiedeva la distruzione e la ricreazione dell’ambiente, con un importante impatto in termini di tempo e nelle operations. In Windows Server 2019 è prevista una procedura specifica che consente di cambiare la membership ad un nuovo dominio Active Directory dei nodi del cluster, grazie all’introduzione di due nuovi comandi PowerShell:

  • New-ClusterNameAccount: crea in Active Directory un Cluster Name Account
  • Remove-ClusterNameAccount: rimuove da Active Directory un Cluster Name Account

La procedura richiede che i nodi vengano prima configurati in Workgroup e successivamente messi in Join al nuovo dominio Active Directory. Durante l’attività di migrazione è richiesto un fermo dei workloads ospitati dall’ambiente cluster.

Figura 3 – Step di migrazione di dominio di un cluster

 

Rimozione della dipendenza con l’autenticazione NTLM

Windows Server Failover Clusters non utilizza più in alcun modo l’autenticazione NTLM, ma utilizza esclusivamente l’autenticazione Kerberos e l’autenticazione basata sui certificati. Tutto ciò in Windows Server 2019 avviene in modo nativo, senza la necessità di dover fare particolari configurazioni, potendo così trarre i vantaggi conseguenti in termini di sicurezza.

 

Conclusioni

In Windows Server 2019 sono stati fatti importanti investimenti per ottenere un sistema operativo agile, adatto a scenari ibridi, maggiormente sicuro e che consente di implementare infrastrutture Hyper-converged con importanti caratteristiche in termini di scalabilità e performance. Novità come queste riportate in ambiente cluster consentono di garantire un miglior sviluppo delle aziende, offrendo elementi fondamenti per supportare il processo di innovazione e di modernizzazione del proprio datacenter.

Windows Server Summit: la conferenza online che racconta il futuro di Windows Server

Microsoft ha annunciato che verrà svolto l’evento virtuale Windows Server Summit per approfondire diversi temi legati a Windows Server, con un focus particolare alle nuove funzionalità che saranno introdotte nei prossimi mesi. Questo evento metterà a disposizione una piattaforma utile per approfondire i temi legati al nuovo sistema operativo di casa Microsoft e consentirà di formulare domande e ricevere risposte in modo interattivo.

Il lancio di Windows Server 2019, previsto per quest’anno, rafforza l’importanza di Windows Server all’interno della strategia di Microsoft, che è fortemente orientata alla realizzazione di architetture ibride.

Quando e dove

L’evento, della durata di mezza giornata, si svolgerà il 26 giugno 2018 alle ore 9:00 AM (Pacific Time), ore 6:00 PM in Italia. Si tratta di un evento virtuale, quindi accessibile esclusivamente online. Sarà possibile consultare le sessioni anche successivamente.

Argomenti trattati

L’agenda dell’evento è ricca di contenuti i quali saranno accompagnati da numerose demo per contestualizzare al meglio gli argomenti trattati. Saranno disponibili quattro tracks che riguardano:

  • Hybrid
  • Security
  • Hyper-converged Infrastructure (HCI)
  • Application Platform

Figura 1 – Tracks dell’evento

Speakers

Le sessioni saranno tenute da speakers di rilievo, tra i quali troviamo:

Figura 2 – Principali speakers al Windows Server Summit

Conclusioni

Questo evento sarà molto utile per orientare e istruire i professionisti del mondo IT nelle possibilità di evolvere i servizi e l’infrastruttura presente nel proprio datacenter attraverso una integrazione con i servizi cloud. Per arrivare preparati a questo evento è possibile aderire al programma Windows Insiders e iniziare a valutare la versione in preview di Windows Server 2019. Sarà utile anche prendere dimestichezza con Windows Admin Center, che consente di gestire la propria infrastruttura in modo centralizzato, tramite una innovativa console web basata su HTML5.

Storage Replica: le novità di Windows Server 2019 e la gestione con Windows Admin Center

Storage Replica, in casa Microsoft, è una tecnologia introdotta in Windows Server 2016 che consente di replicare, in modo sincrono oppure asincrono, volumi tra server o cluster, a fini di disaster recovery. Questa tecnologia consente inoltre di realizzare dei stretch failover cluster con nodi dislocati su due site differenti, mantenendo in sync lo storage. In questo articolo saranno presentate le novità, riguardanti Storage Replica, che verranno introdotte in Windows Server 2019 e verrà mostrato come attivare Storage Replica utilizzando il nuovo strumento di gestione Windows Admin Center.

 

Le novità di Storage Replica in Windows Server 2019

In Windows Server 2016 c’è la possibilità di utilizzare Storage Replica solamente se si utilizza la versione Datacenter Edition del sistema operativo, mentre in Windows Server 2019 ci sarà la possibilità di attivare Storage Replica anche adottando la Standard Edition, ma al momento con le seguenti limitazioni:

  • Sarà possibile replicare un singolo volume anziché un numero illimitato di volumi.
  • La dimensione massima del volume replicato non dovrà superare i 2 TB.
  • Il volume in replica potrà avere una sola partnership, invece che un numero illimitato di partners.

Grazie all’adozione di un nuovo formato di Log utilizzato da Storage Replica (Log v1.1), vengono introdotti importati miglioramenti di performance riguardanti il throughput e la latenza. Sarà possibile beneficiare di questi miglioramenti se tutti i sistemi coinvolti nel processo di replica saranno Windows Server 2019 e saranno in particolar modo evidenti su array all-flash e in cluster Storage Spaces Direct (S2D).

Per validare l’efficacia del processo di replica è stata introdotta la possibilità di effettuare un Test Failover. Attraverso questa nuova funzionalità è possibile effettuare il mount di una writable snapshot dello storage replicato. Per poter compiere questa operazione, a fini di test o backup, è necessario disporre di un volume, non coinvolto nel processo di replica, sul server di destinazione. Il Test Failover non ha impatto sul processo di replica, il quale continuerà a garantire la protezione del dato e le modifiche apportate alla snapshot rimarranno circoscritte al volume di test. Al termine dei test è opportuno effettuare un discard della snapshot.

Storage Replica in Windows Admin Center

Windows Admin Center, conosciuto anche con il nome di Project Honolulu, consente tramite una console web basata su HTML5, di gestire la propria infrastruttura in modo centralizzato.

Tramite Windows Admin Center è possibile installare sui server la feature Storage Replica e il relativo modulo PowerShell.

Figura 1 – Aggiunta della feature Storage Replica da Windows Admin Center

Figura 2 – Conferma installazione di Storage Replica e delle relative dipendenze

Figura 3 – Notifica dell’installazione avvenuta con successo

Al termine dell’installazione è richiesto un riavvio del server.

Giunti a questo punto è possibile configurare, tramite Windows Admin Center, una nuova partnership di replica. La stessa operazione potrebbe essere compiuta utilizzando il cmdlet Powershell New-SRPartnership.

Figura 4 – Aggiunta nuova partnership di Storage Replica tra due replication Group

Figura 5 – Impostazioni richieste per la configurazione della Partnership

Windows Admin Center riporta, al termine della configurazione, i dettagli della partnership.

Figura 6 – Dettagli della partnership di replica

Inoltre, è possibile gestire lo stato della replica (suspend \ resume), invertire la direzione della sincronizzazione e modificare le configurazioni (aggiunta \ rimozione dei volumi di replica e impostazioni della partnership).

Figura 7 – Switch della direzione della replica

Figura 8 – Modifica delle impostazioni della partnership di replica

Conclusioni

Windows Server 2019 introdurrà significativi cambiamenti nel servizio di Storage Replica che, oltre ad evolverlo in termini di performance ed efficacia, lo renderanno anche maggiormente accessibile. Il tutto viene arricchito dalla possibilità offerta da Windows Admin Center di gestire in modo semplice, rapido e completo anche Storage Replica. Microsoft sta facendo importanti investimenti in ambito storage e i risultati sono evidenti e tangibili. Per chi volesse testare in anteprima le novità di Windows Server 2019 può partecipare al programma Windows Insider.