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OMS e System Center: novità di Agosto 2018

Nel mese di agosto sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

Come già annunciato nell’articolo La gestione di Log Analytics dal portale Azure Microsoft ha scelto di abbandonare il portale OMS, a favore del portale Azure. La data annunciata per il ritiro definitivo del portale OMS è il 15 gennaio 2019. Come conseguenza di questa scelta anche la creazione di nuovi workspace di Azure Log Analytics potrà essere effettuata solamente dal portale Azure. Tentando di creare un nuovo workspace dal vecchio portale OMS si verrà ridiretti al portale Azure per completare l’operazione. Non sono invece state apportate modifiche alle REST API e a PowerShell per la creazione dei workspace.

Anche il portale Advanced Analytics viene inglobato nel portale Azure. Al momento risulta possibile accedere a questo portale accedendo alla sezione Logs (preview) disponibile nel workspace di Log Analytics.

Figura 1 – Advanced Analytics disponibile nella sezione Logs (preview) dal portale Azure

 

Azure Automation

La gestione degli aggiornamenti tramite Azure Automation Update Management vede l’aggiunta di una nuova opzione per il deployment degli update. In fase di creazione o di modifica di un update deployment è ora presente l’opzione Reboot, che consente di controllare se e quando effettuare il riavvio dei sistemi. Per maggiori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione tecnica ufficiale.

Figura 2 – Reboot option disponibile nell’update deployment

Nella funzionalità di Change Traking sono stati apportati i seguenti cambiamenti:

  • Per rilevare le modifiche ed effettuare l’inventory dei file in ambiente Windows è ora possibile utilizzare: ricorsione, wildcards, e variabili d’ambiente. In Linux è già presente da tempo il supporto per la ricorsione e i wildcards.
  • Per quanto riguarda le modifiche che avvengo nei file, sia in ambiente Windows che in ambiente Linux, è stata introdotta la possibilità di visualizzare il contenuto delle modifiche apportate.
  • Introdotta la possibilità di ridurre la frequenza con la quale vengono collezionati i servizi di Windows (la frequenza è espressa in secondi e va da un minimo di 10 secondi a un massimo di 30 minuti).

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce una versione aggiornata per diversi componenti core, che ne aumentano la stabilità, la sicurezza e migliorano il processo di installazione. Tra le varie novità viene introdotto il supporto per Ubuntu 18.04. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-163. Nel caso l’agente OMS per sistemi Linux sia stato installato utilizzando l’Azure Extension e se è attivo il relativo update automatico, questo aggiornamento sarà installato in autonomia.

Figura 3 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 27 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.18.4946.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3550.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9125.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.14.0000.0 o successiva.
  • Site Recovery Provider (with System Center VMM): version 3.3.x.x o successiva.
  • Site Recovery Provider (for replication without VMM): version 5.1.3100.0 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider: version 4.6.x.x o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4055712.

 

In Azure Site Recovery è stato introdotto il supporto per abilitare scenari di disaster recovery Cross-subscription, per macchine virtuali IaaS, purché appartenenti allo stesso tenant Azure Active Directory. Questa funzionalità è molto utile perché spesso si hanno ambienti che utilizzano subscription Azure differenti, create principalmente per avere avere un maggior controllo dei costi. Grazie a questo nuovo supporto si possono raggiungere più facilmente i requisiti di business continuity creando piani di disaster recovery senza alterare la topologia delle subscription del proprio ambiente Azure.

Figura 4 – Configurazione replica VM verso una subscription target differente

 

Azure Site Recovery ora può integrarsi con Veritas Backup Exec Instant Cloud Recovery (ICR) con la versione di Backup Exec 20.2. Utilizzando ICR, gli utenti di Backup Exec sono in grado di configurare la replica delle VMs on-premises verso Azure e di azionare facilmente il proprio paino di DR in caso di necessità, riducendo il Recovery Point Objective (RPO) e il Recovery Time Objective (RTO). Instant Cloud Recovery richiede la presenza di una subscription Azure e supporta macchine virtuali VMware ed Hyper-V. Per ulteriori dettagli e riferimenti è possibile consultare l’annuncio specifico.

Azure Backup

In questo interessante articolo viene riportata la procedura per monitorare tutti i workloads protetti da Azure Backup utilizzando Log Analytics.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1806 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Tra le principali novità di questo aggiornamento emerge la nuova funzionalità chiamata CMPivot. Si tratta di una nuova utility disponibile nella console di Configuration Manager in grado di fornire informazioni in tempo reale riguardanti i dispositivi connessi nel proprio ambiente. Su queste informazioni è possibile applicare dei filtri e dei raggruppamenti, per poi svolgere determinate azioni.

Figura 5 – Caratteristiche e benefici della funzionalità CMPivot

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

 

Rilasciata la versione 1808 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Questo aggiornamento introduce la possibilità di effettuare un rilascio graduale dei software update in modo automatico. Il pulsante che consente di configurare questa operazione è riportato nella figura seguente e si trova nei nodi della console All Software Updates, All Windows 10 Updates, e Office 365 Updates.

Figura 6 – Pulsante di creazione del Phased Deployment

Per maggiori informazioni sulla configurazione dei Phased Deployments in Configuration Manager è possibile consultare la relativa documentazione tecnica Microsoft.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

 

System Center Operations Manager

Rilasciata la versione aggiornata del Microsoft System Center 2016 Management Pack per Microsoft Azure (versione 1.5.20.18).

Si segnalano inoltre le seguenti novità:

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

System Center: guida alla scelta della versione e roadmap

Per i prodotti System Center si ha la possibilità di scegliere due differenti release: Long-Term Servicing Channel (LTSC) oppure Semi-Annual Channel. In questo articolo saranno riportate le caratteristiche di ciascun modello di rilascio e quali aspetti è opportuno tenere in considerazione per effettuare la scelta più corretta. Sarà inoltre riportata la roadmap prevista per i rilasci dei prodotti System Center.

Caratteristiche della Semi-Annual Channel

Il canale di rilascio definito Semi-Annual Channel è caratterizzato da questi elementi:

  • Vengono rilasciate indicativamente due release dei prodotti ogni anno. In queste release sono incluse nuove funzionalità, miglioramenti e risoluzione di problematiche.
  • Le versioni sono identificate da un numero a quattro cifre, due per l’anno e due per il mese. Ad oggi sono già state rilasciate due versioni, la 1801 (gennaio 2018) e la 1807 (luglio 2018).
  • Visti i rapidi cicli di rilascio, non sono previsti Update Releases (UR) per i prodotti appartenenti a questo canale di rilascio.
  • I rilasci del Semi-Annual Channel hanno un supporto di 18 mesi a partire dalla data di pubblicazione.
  • Possono aderire all’utilizzo dei prodotti rilasciati nel Semi-Annual Channel solamente i clienti Microsoft con un contratto di Software Assurance.

Considerando i costanti rilasci e il periodo di supporto non particolarmente lungo ne consegue che questo canale è adatto per i clienti con l’obiettivo di innovarsi in modo costante e veloce, per stare al passo con i tempi rapidi di evoluzione del cloud.

Caratteristiche della Long-Term Servicing Channel (LTSC)

Il modello di rilascio definito Long-Term Servicing Channel (LTSC) ha le seguenti caratteristiche:

  • Viene rilasciata una nuova major version di System Center approssimativamente ogni due o tre anni. La versione più aggiornata attualmente è System Center 2016 e la futura release sarà System Center 2019.
  • Nel LTSC i prodotti ricevono aggiornamenti, comprensivi degli aggiornamenti di security, tramite Update Releases (UR). Le Update Releases (UR) non contengono le nuove funzionalità incluse nei rilasci appartenenti alla Semi-Annual Channel, le quali saranno inglobate nel successivo rilascio nel Long-Term Servicing Channel.
  • I prodotti appartenenti alla LTSC hanno di 5 anni di mainstream support e ulteriori 5 anni di extended support.
  • I prodotti appartenenti al Long-Term Servicing Channel (LTSC) possono essere adottati dai clienti indipendentemente dal modello di licensing a cui si è aderito (non è richiesta la Software Assurance).

L’utilizzo dei prodotti nel Long-Term Servicing Channel (LTSC) è opportuno nel caso si desideri avere un periodo di servizio più lungo dei prodotti e una maggiore stabilità delle funzionalità erogate.

Ulteriori considerazioni

In termini di compatibilità, salvo diverse comunicazioni, i requisiti minimi per utilizzare i prodotti System Center appartenenti al Semi-Annual Channel sono gli stessi della versione più recente del prodotto System Center rilasciato nel Long-Term Servicing Channel.

I clienti con contratto di Software Assurance possono effettuare l’upgrade dei prodotti di System Center 2016 oppure 2012 R2 ai prodotti di System Center rilasciati secondo il modello Semi-Annual Channel. L’aggiornamento da release del Semi-Annual Channel verso release appartenenti al LTSC non è supportato.

Roadmap di System Center

Per i prodotti System Center è stata annunciata da parte di Microsoft la seguente roadmap:

Figura 1 – System Center Roadmap

Nella figura sottostante sono elencate le versioni attualmente disponibili dei prodotti System Center, con un riepilogo delle principali funzionalità introdotte.

Figura 2 – Attuali versioni di System Center e principali funzionalità introdotte

Oltre che all’imminente rilascio dell’Update Release 6 di System Center 2016, nel prossimo anno sarà rilasciato System Center 2019 e la nuova release appartenente al Semi-Annual Channel. Questi rilasci introdurranno nuove funzionalità per fornire l’integrazione e il supporto totale di Windows Server 2019. In seguito, sono riporti i prossimi rilasci programmati per System Center:

Figura 3 – Prossimi rilasci di System Center e principali funzionalità introdotte

Altri riferimenti utili

Conclusioni

Con questo modello di rilascio delle nuove versioni dei prodotti System Center è opportuno effettuare una scelta accurata stabilendo il più idoneo per le proprie esigenze e per il proprio modello di business. Per farlo nel migliore dei modi è opportuno avere la consapevolezza delle caratteristiche di ciascun modello e di tutto ciò che ne consegue da questa scelta.

Le novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, nel mese di giugno è stata rilasciata la nuova update release: System Center 1807. In questo articolo saranno approfondite le nuove funzionalità introdotte in System Center Virtual Machine Manager (SCVMM) dall’update release 1807.

Networking

Informazioni relative alla rete fisica

SCVMM 1807 ha introdotto un importante miglioramento in ambito network. Infatti, utilizzando il Link Layer Discovery Protocol (LLDP), SCVMM è in grado di fornire informazioni per quanto riguarda la connettività alla rete fisica degli host Hyper-V. Questi i dettagli che SCVMM 1807 è in grado di recuperare:

  • Chassis ID: Switch chassis ID
  • Port ID: Porta dello Switch alla quale la NIC è connessa
  • Port Description: Dettagli relative alla porta, come ad esempio il Type
  • System Name Manufacturer: Manufacturer e dettagli sulla versione Software
  • System Description
  • Available Capabilities: Funzionalità disponibili del sistema (come ad esempio switching, routing)
  • Enabled Capabilities: Funzionalità abilitate sul sistema (come ad esempio switching, routing)
  • VLAN ID: Virtual LAN identifier
  • Management Address: Indirizzo IP di management

La consultazione di queste informazioni può avvenire tramite Powershell oppure accedendo alla console di SCVMM: View > Host > Properties > Hardware Configuration > Network adapter.

Figura 1 – Informazioni fornite da SCVMM 1807 in merito alla connettività fisica degli host Hyper-V

Questi dettagli risultano molto utili per avere visibilità sulla rete fisica e per facilitare le operazioni di troubleshooting. Tali informazioni saranno rese disponibili per gli host Hyper-V che rispettano i seguenti requisiti:

  • Sistema operativo Windows Server 2016 o successivo.
  • Feature DataCenterBridging e DataCenterBridging-LLDP-Tools abilitate.

Conversione SET in Logical Switch

SCVMM 1807 consente di convertire un Virtual Switch di Hyper-V, creato nella modalità Switch Embedded Teaming (SET), in un logical switch, utilizzando direttamente la console di SCVMM. Nelle precedenti versioni di SCVMM tale operazione era fattibile solamente tramite comandi PowerShell. Questa conversione può risultare utile per generare un Logical Switch, utilizzabile come template su differenti host Hyper-V gestiti da SCVMM.  Per maggiori informazioni sui Switch Embedded Teaming (SET) vi invito a consultare l’articolo Windows Server 2016: La nuova modalità di creazione dei Virtual Switch in Hyper-V

Supporto per host VMware ESXi v6.5

SCVMM 1807 ha introdotto il supporto di host VMware ESXi v6.5 all’interno della propria fabric. Per quella che è la mia esperienza, anche in ambienti costituiti da più hypervisors, difficilmente si utilizza SCVMM per la gestione di host VMware. Tale supporto è però importante in quanto introduce la possibilità di convertire VMs ospitate su host VMWare ESXi 6.5 in VMs di Hyper-v.

 

Storage

Supporto per la selezione del CSV da utilizzare durante l’aggiunta di un nuovo disco

SCVMM 1807 consente di specificare, durante l’aggiunta di un nuovo disco virtuale a una VM esistente, in quale cluster shared volumes (CSV) posizionarlo. Nelle precedenti release di VMM non veniva fornita questa possibilità e i nuovi dischi virtuali di default venivano posizionati sullo stesso CSV dove erano presenti i dischi già associati alla macchina virtuale. In alcune circostanze, come ad esempio in presenza di CSV con poco spazio libero a disposizione, questo comportamento poteva risultare non adeguato e poco flessibile.

Figura 2 – Aggiunta di un nuovo disco a una VM selezionando su quale CSV posizionarlo

Supporto per l’update di cluster Storage Spaces Direct (S2D)

In Virtual Machine Manager 2016 è presente il supporto per effettuare il deployment di cluster Storage Spaces Direct (S2D). Con SCVMM 1807 è stata introdotta anche la possibilità di fare patching e update dei nodi di cluster Storage Spaces Direct, orchestrando l’intero processo di update, che sfrutterà le baseline configurate in Windows Server Update Services (WSUS). Questa funzionalità consente di gestire in modo più efficace l’ambiente Storage Spaces Direct, punto cardine del Software Defined Storage di casa Microsoft, che porta al raggiungimento del Software Defined Data Center.

 

Statement di supporto

Supporto per SQL Server 2017

In SCVMM 1807 è stato introdotto il supporto per SQL Server 2017 per ospitare il relativo database. Questo consente di effettuare l’upgrade da SQL Server 2016 a SQL Server 2017.

 

Conclusioni

L’update release 1807 introduce in Virtual Machine Manager diverse novità che lo arricchiscono notevolmente in termini di funzionalità. Inoltre, questo aggiornamento risolve anche una serie di problematiche riportate nella documentazione ufficiale Microsoft. Si consiglia quindi di valutare un aggiornamento delle implementazioni di Virtual Machine Manager, per avere una maggiore stabilità e per poter usufruire delle nuove features introdotte. Si ricorda che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

Per provare System Center Virtual Machine Manager è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Luglio 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Come di consueto la nostra community rilascia questo riepilogo mensile che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

La possibile integrazione di Azure Data Factory (ADF) con Azure Monitor consente di inviare le metriche di utilizzo verso Operations Management Suite (OMS). La nuova solution Azure Data Factory Analytics, disponibile nell’Azure marketplace, può fornire una panoramica sullo stato di salute del proprio Data Factory, consentendo di andare nel dettaglio delle informazioni raccolte. Questo può risultare molto utile in particolare per operazioni di troubleshooting. Risulta inoltre possibile collezionare le metriche provenienti da diverse data factories verso lo stesso workspace di OMS Log Analytics. Per i dettagli sulla configurazione necessaria per utilizzare questa solution, è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Figura 1 – Overview della nuova solution Azure Data Factory Analytics

Nell’esecuzione delle query di Log Analytics è stata introdotta la possibilità di selezionare facilmente il workspace sul quale eseguire le interrogazioni:

Figura 2 – Selezione del workspace su cui effettuare le query di Log Analytics

La stessa possibilità è stata introdotta anche in Azure Application Insights Analytics. Tale funzionalità risulta utile in quanto in ogni query tab è possibile selezionare il workspace specifico, evitando di dover aprire Log Analytics in tab differenti del browser.

Nel caso vengano collezionati custom logs in Azure Log Analytics, è stata creata una categoria separata denominata “Custom Logs”, dove vengono raggruppati.

Figura 3 – Raggruppamento dei custom logs nella categoria specifica

Per i workspace di Log Analytics presenti nelle region di West Europe, East US, e West Central è stata annunciata la disponibilità in public preview dei Metric Alerts per i logs. I Metric alerts per i logs consentono di utilizzare i dati provenienti da Log Analytics come metriche di Azure Monitor. La tipologia dei log supportati è stata estesa e la lista completa è disponibile a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Azure Backup

In Azure Pricing Calculator, lo strumento ufficiale Microsoft per stimare i costi dei servizi Azure, è stata introdotta la possibilità di ottenere una stima più accurata dei costi di Azure Backup, consentendo di specificare il range di retention dei vari Recovery Point.

Figura 4 – Nuovi parametri per effettuare una stima più accurata dei costi di Azure Backup

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 26 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.17.4897.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3400.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9122.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.13.000.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider versione 5.1.3000 o successiva.
  • Hyper-V Recovery Manager 3.4.486 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider 4.6.660 o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4344054.

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation è stata introdotta la possibilità di configurare gli Hybrid Runbook Workers in modo che possano eseguire solamente runbook digitalmente firmati (l’esecuzione di runbook unsigned non andrà a buon fine). La procedura da seguire è riportata in questa sezione dell’articolo Microsoft.

System Center

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, questo mese è stata rilasciata la nuova update release, System Center 1807.

L’update release 1807 introduce nuove funzionalità per Virtual Machine Manager e Operations Manager, mentre per Data Protection Manager, Orchestrator e Service Manager contiene fix per problemi noti (includendo i bug fixes presenti nell’UR5 di System Center 2016, rilasciata in aprile).

Novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807
  • Supports selection of CSV for placing a new VHD
  • Display of LLDP information for networking devices
  • Convert SET switch to logical switch
  • VMware host management: VMM 1807 supports VMware ESXi v6.5 servers in VMM fabric
  • Support for S2D cluster update
  • Support for SQL 2017
Novità introdotte in Operations Manager 1807
  • Configure APM component during agent install or repair
  • Linux log rotation
  • HTML5 Web console enhancements
  • Support for SQL Server 2017
  • Operations Manager and Service Manager console coexistence

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft:

System Center 1807 è possibile scaricarlo dal System Center Evaluation Center.

Per tutti i prodotti System Center (DPM, SCORCH, SM, VMM e SCOM) è ora possibile aggiornare i deployment esistenti passando da SQL server 2016 a SQL server 2017.

Si ricorda infine che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1807 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La novità principale presente in questo rilascio è l’introduzione del nuovo community hub, attraverso il quale è possibile condividere scripts, reports, configuration items ed altro, relativamente a Configuration Manager. Attraverso il community hub, accessibile dalla console di SCCM, è possibile introdurre nel proprio ambiente soluzioni messe a disposizione dalla community.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo inoltre:

  • Improvements to third-party software updates
  • Co-managed device activity sync from Intune
  • Approve application requests via email
  • Repair applications
  • Admin defined offline operating system image servicing drive
  • Improvements to run scripts

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Per poter configurare la connessione tra Operations Management Suite (OMS) e System center Operations Manager è necessario importare i seguenti nuovi management packs, specifici per versione:

Questa modifica ai MPs è stata resa necessaria per consentire la corretta comunicazione con le nuove APIs di OMS Log Analytics, introdotte in seguito allo spostamento verso il portale Azure di Log Analytics.

Figura 5 – Wizard di SCOM per l’onboarding di OMS

Si riporta la nuova wave dei management packs di System Center Operations Manager rilasciati per SQL Server, ora allineati alla versione 7.0.7.0:

Nel mese di Luglio sono inoltre stati rilasciati i seguenti Management Packs per software Open Source, versione 7.7.1129.0, che comprendono le seguenti novità:

Apache HTTP Server

  • Supports Apache HTTP Server version 2.2 and 2.4
  • Provides monitoring of busy and idle workers
  • Provides monitoring of resource usage – memory and CPU
  • Provides statistics for virtual hosts such as “Requests per Minute” and “Errors per Minute”
  • Provides alerting for SSL Certificate expiration

MySQL Server

  • Supports MySQL Server version 5.0, 5.1, 5.5, 5.6, and 5.7
  • Supports MariaDB Server version 5.5, and 10.0
  • Provides monitoring of databases
  • Provides monitoring of disk space usage for server and databases
  • Provides statistics for Key Cache, Query Cache, and Table Cache
  • Provides alerting for slow queries, failed connections, and full table scans

Sono stati inoltre rilasciati da parte di Microsoft i seguenti nuovi MPs:

  • MP per Active Directory Federation Services versione 0.2.0
  • MP per Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 1.10172.1
  • MP per Microsoft Azure versione 5.20.18

Si segnala inoltre la nuova versione community (1807) del Management Pack di Azure, rilasciata da Daniele Grandini.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Giugno 2018

Nel mese di giugno sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community, tramite questi articoli rilasciati mensilmente, vuole fornire una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Recentemente è stato ufficialmente annunciato che il portale OMS sarà deprecato, a favore del portale Azure. In questo articolo vengono esaminati gli aspetti legati a questo cambiamento e cosa è bene sapere per non farsi cogliere impreparati.

Figura 1 – Notifiche presenti nel portale OMS

Azure Backup

Azure Backup si arricchisce con una nuova importante funzionalità che consente di proteggere in modo nativo i workload SQL, in esecuzione sulle macchine virtuali IaaS che risiedono su Azure. In questo articolo vengono riportati i benefici introdotti e le caratteristiche di questa nuova funzionalità.

Figura 2 – Protezione con Azure Backup di SQL Server su VMs Azure

Rilasciata una versione aggiornata dell’Azure Backup agent (MARS), la quale la si può ottenere accedendo a questo indirizzo.

Utilizzando Azure Backup c’è la possibilità di generare la reportistica necessaria per poter facilmente controllare lo stato di protezione delle risorse, i dettagli sui vari job di backup configurati, l’effettivo utilizzo dello storage e lo stato dei relativi alert. Il tutto è reso possibile grazie all’utilizzo di Power BI, che consente di avere un elevato grado di flessibilità nella generazione e nella personalizzazione della reportistica. In questo video, recentemente pubblicato, viene riportato come configurare un workspace Power BI per la condivisione dei reports di Azure Backup all’interno della propria organizzazione. Per analizzati gli step necessari per configurare la reportistica di Azure Backup è possibile consultare questo articolo.

Figura 3 – La condivisione di report PowerBI di Azure Backup

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere workloads in esecuzione in ambiente Azure Stack. I tenant che usufruiscono della soluzione Azure Stack possono quindi disporre di una protezione short term direttamente sull’ambiente Azure Stack e possono usufruire dei Recovery Service vault in Azure per la long term retention e per effettuare l’offsite. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio del rilascio.

Figura 4 – Azure Stack Tenant backup con Microsoft Azure Backup Server

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery (ASR) è stata annunciata in “general availability (GA)” la funzionalità che consente di configurare il Disaster Recovery (DR) di Azure Virtual Machines. Configurando la replica delle macchine virtuali in region differenti di Azure, si ha la possibilità di rendere le applicazioni resilienti ad eventuali guasti che interessano una specifica region di Azure. Questa funzionalità è disponibile in tutte le region Azure dove è possibile utilizzare ASR. Azure è il primo cloud pubblico a offrire una soluzione nativa di Disaster Recovery per le applicazioni in esecuzione in ambiente IaaS.

Durante il periodo di preview, Microsoft ha preso in considerazione i diversi feedback ricevuti dai client ed ha aggiunto alla soluzione le seguenti importati funzionalità:

Si segnalano questi utili riferimenti riguardanti questa soluzione:

Security e Audit

La solution Azure Network Security Group Analytics sarà sostituita da Traffic Analytics che è stato rilasciato in General availability (GA). Questa soluzione, totalmente cloud-based, consente di avere una visibilità complessiva sulle attività di rete che vengono intraprese nell’ambiente cloud. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo “Come monitora le attività di rete nel cloud Azure con Traffic Analytics

System Center

System Center Data Protectrion Manager

In ambienti dove System Center Data Protection Manager (SCDPM) è connesso al servizio Azure Backup è stata introdotta la possibilità di visualizzare tutti gli items protetti, i dettagli sull’utilizzo dello storage e le informazioni sui recovery point, direttamente dal portale Azure, all’interno dei Recovery Service vault. Questa funzionalità è supportata per SCDPM 2012 R2, 2016 e per Azure Backup Server v1 e v2, purché sia installata l’ultima versione dell’Azure Backup Agent (MARS).

Figura 5 – Informazioni provenienti da DPM riportate nel Recovery Service vault

System Center Configuration Manager

Solitamente viene rilasciata una technical preview al mese di Configuration Manager, ma questo mese, visto il numero considerevole di novità, ne sono state rilasciate due.

La prima è la versione 1806 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La principale novità introdotta da questo aggiornamento è l’aggiunta del supporto per il software update catalogs di terze parti. Dalla console di Configuration Manager si potrà facilmente effettuare la sottoscrizione al catalog degli update di partner software di terze parti, per poi pubblicare gli updates tramite il Software Update Point. Tali aggiornamenti potranno essere rilasciati ai client utilizzando il metodo classico di Configuration Manager per la distribuzione dei software update.

Figura 6 – Accesso al software update catalogs di terze parti dalla console di SCCM

Oltre a questa nuova funzionalità sono stati rilasciati aggiornamenti riguardanti:

  • Sync MDM policy from Microsoft Intune for a co-managed device
  • Office 365 workload transition in co-management
  • Configure Windows Defender SmartScreen settings for Microsoft Edge
  • Improvements to the Surface dashboard
  • Office Customization Tool integration with the Office 365 Installer
  • Content from cloud management gateway
  • Simplified client bootstrap command line
  • Software Center infrastructure improvements
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for OSD Boot Media
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for Task Sequences
  • Package Conversion Manager
  • Deploy updates without content
  • Currently logged on user information is shown in the console
  • Provision Windows app packages for all users on a device

La seconda è la versione 1806.2 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager, che include principalmente le seguenti novità relative al Phased deployment:

  • Possibilità di monitorare lo stato in modo nativo, dal Deployments node.
  • Possibilità di creare Phased deployment di applications e non solo per le task sequences.
  • Possibilità di effettuare un rollout graduale durante la fase di deployment.

Inoltre questa preview contiene aggiornamenti riguardanti:

  • Management Insights for proactive maintenance
  • Mobile apps for co-managed devices
  • Support for new Windows app package formats
  • New boundary group options for optimized P2P behaviors
  • Third-party software updates support for custom catalogs
  • Compliance 9 – Overall health and compliance (Report)

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Rilasciata una versione aggiornata del Management Pack per OS Windows Server 2016 e 1709 Plus che include diversi aggiornamenti e risoluzioni di problematiche. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare questo articolo.

Rilasciata la versione 8.2 del MP Author che include diversi miglioramenti. Per la lista delle novità incluse in questa nuova versione è possibile consultare l’annuncio ufficiale del rilascio.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Aprile 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo, che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Microsoft ha deciso di estendere gli Alerts presenti in Log Analytics dal portale OMS verso il portale Azure, facendoli confluire in Azure Monitor. Questo processo avverrà in modo automatico a partire dal 14 Maggio 2018 (la data è stata posticipata, inizialmente era prevista per il 23 Aprile), non comporterà nessun tipo di modifica alla configurazione degli Alerts e delle relative query, e non prevede nessun downtime per la sua attuazione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico “L’estensione degli Alerts di Log Analytics in Azure Monitor“.

Figura 1 – Notifica estensione alerts nel portale OMS

Per evitare situazioni dove, le risorse gestite in Log Analytics inviino in modo inaspettato un elevato volume dei dati verso il Workspace OMS, è stata introdotta la possibilità di fissare un Daily Volume cap. Questo consente di limitare la data ingestion giornaliera per il proprio workspace. Il Data volume cap è possibile configurarlo in tutte le regions, accedendo nella sezione Usage and estimated costs:

Figura 2 – Impostazione del Daily volume cap

Il portale mostra inoltre il trend del volume dei dati negli ultimi 31 giorni e il totale del volume dei dati, suddiviso per solution:

Figura 3 – Data ingestion per solution (ultimi 31 giorni e totale)

L’utilizzo della Log Search API, utilizzata dal vecchio linguaggio di query di Log Analytics, è stato deprecato a partire dal 30 Aprile 2018. La Log Search API è stata sostituita con l’Azure Log Analytics REST API, la quale supporta il nuovo linguaggio di query e introduce una maggiore scalabilità rispetto ai risultati che è in grado di restituire. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve un importante numero di bug e introduce nuove versioni dei vari componenti. Viene inoltre introdotto il supporto per Debian 9, AWS 2017 e Open SSL 1.1. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-42.

Figura 4 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Per quanto riguarda Azure Backup sono stati annunciati i seguenti miglioramenti nella scalabilità del servizio:

  • Possibilità di creare fino a 500 recovery services vaults in ogni subscription per region (in precedenza il limite era di 25).
  • Il numero di macchine virtuali che può essere registrato in ogni vault è aumentato a 1000 (precedentemente era 200).

Azure Backup, per la protezione delle Azure Iaas VM, ora supporta gli storage account messi in sicurezza utilizzando storage firewalls and Virtual Networks. Per maggiori dettali a riguardo è possibile consultare il blog ufficiale Microsoft.

Figura 5 – Protezione Azure Iaas VM in scenari di storage protetti

Cambiano le modalità previste per abilitare il backup long-term per gli Azure SQL Database. La procedura, per consentire di mantenere il backup degli Azure SQL DB fino a 10 anni, prevedeva il salvataggio all’interno di un Azure Recovery Service Vault. Grazie all’introduzione di questa nuova funzionalità, si ha la possibilità di mantenere il backup long-term direttamente all’interno di un Azure Blob Storage e viene a decadere l’esigenza di un Recovery Service Vault. Tutto ciò consente di avere più flessibilità e un maggiore controllo dei costi. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo SQL Database: Long-term backup retention preview includes major updates.

System Center

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1804 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte novità riguardanti l’OSD, il Software Center e l’infrastruttura di Configuration Manager. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1804 for Configuration Manager Technical Preview Branch. Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Microsoft ha rilasciato l’Update Rollup 5 (UR5) per System Center 2016 Long-Term Servicing Channel (LTSC). Questo aggiornamento non introduce nuove funzionalità, ma risolve diversi bug.

In seguito, si riportano i riferimenti, riguardanti questo aggiornamento, per ogni prodotto System Center:

Non sono presenti invece aggiornamenti riguardanti Service Provider Foundation.

System Center Operations Manager 1801 introduce il supporto per la Kerberos authentication quando il protocollo WS-Management viene utilizzato dal management server per la comunicazione con i sistemi UNIX e Linux. Questo consente di avere un maggiore Livello di sicurezza, eliminando la necessità di abilitare la basic authentication per Windows Remote Management (WinRM).

Inoltre in System Center Operations Manager 1801 sono stati introdotti i seguenti miglioramenti riguardanti la gestione del monitor dei file di log di Linux:

  • Supporto per caratteri Wild Card nel nome e nel percorso del file di log.
  • Supporto per nuovi match patterns che consentono ricerche personalizzate dei log.
  • Supporto per pluging Fluentd pubblicati dalla community fluentd.

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

  • MP per Windows Server Operating System 2016 e 1709 Plus 10.0.19.0
  • MP per SQL Server 2008-2012 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2014 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2016 7.0.4.0
  • MP per Microsoft Azure SQL Database 7.0.4.0
  • MP per SQL Server Dashboards 7.0.4.0
  • MP per UNIX e Linux 7.6.1085.0

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Marzo 2018

Nel mese di marzo ci sono state diverse novità annunciate da parte di Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questa serie di articoli, che realizziamo con cadenza mensile, vengono elencate tutte le principali novità del mese corrente, accompagnate dai riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Automation

In Azure Automation sono state ufficialmente rilasciate le nuove funzionalità che consentono di:

  • Gestire la distribuzione degli aggiornamenti (Update management).
  • Raccogliere informazioni di inventario relative alle applicazioni installate sui sistemi (Inventory).
  • Tenere traccia delle modifiche apportare sulle macchine (Change tracking).

Il nostro articolo, pubblicato nei mesi scorsi, mostra come configurare l’Azure Automation Account per poter usufruire di queste nuove funzionalità e ne riporta le principali caratteristiche.

Figura 1 – Relative solution presenti in Log Analytics


Azure Backup

In Azure Backup sono state introdotte diverse novità che riguardano i seguenti aspetti:

  • Large disk support: possibilità di proteggere dischi di dimensione fino ai 4TB, sia di tipologia managed che unmanaged. Il limite in precedenza era di un 1TB.
  • Backup and Restore performance improvements: per ridurre i tempi di esecuzione dei backup e dei restore verranno mantenute le snapshot, effettuate durante il processo di backup, per 7 giorni.
  • Instant recovery point: i recovery point vengono resi disponibili istantaneamente nel momento della creazione della snapshot effettuata dal job di backup, in modo del tutto analogo ai checkpoint creati da Hyper-V oppure da VMware.
  • Distribute the disks of restored VM: durante i processi di restore viene fornita la possibilità di scegliere dove posizionare i dischi unmanaged delle macchine virtuali. Questo riduce le configurazioni, post attività di restore, che sarebbero necessarie mettendo tutti i dischi all’interno dello stesso storage account.

Per poter usufruire di questi improvements è necessario effettuare l’upgrade della subscription che detiene i Recovery Service Vault. L’upgrade può essere effettuato direttamente dal portale Azure (sarà presente una apposita notifica nella dashboard dei Recovery Service vault) oppure tramite comandi PowerShell. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale Microsoft.

Figura 2 – Avvio del processo di upgrade della subscription al nuovo stack

Microsoft ha inoltre annunciato che il servizio Azure Backup è ora disponibile anche nelle region Azure della Francia (France Central e France South).

 

System Center

Microsoft ha ufficializzato il rilascio di Windows Server 2019 che sarà disponibile al pubblico nella seconda parte del 2018. Contestualmente verrà reso disponibile anche System Center 2019 che avrà il pieno supporto per Windows Server 2019 fin dal primo giorno del rilascio.

System Center Configuration Manager

Nel corso del mese è stata rilasciata la versione 1802 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Queste in sintesi gli ambiti impattati da questo aggiornamento:

Modern Management

  • Endpoint Protection workload transition in co-management
  • Management insights
  • Co-management reporting

Figura 3 –  Co-management reporting

Microsoft 365 Adoption

  • Phased deployments
  • Windows AutoPilot Device Information report
  • Support for Windows 10 ARM64 devices
  • Surface Device Dashboard
  • Microsoft Edge browser policies
  • Report to show default browser for client machines
  • Windows 10 Servicing for a specific collection report
  • Improvements to Office 365 client management dashboard
  • Improvements for Windows Defender Exploit Guard
  • New settings for Windows Defender Application Guard

Streamlined Infrastructure

  • Configure Windows 10 Delivery Optimization to use Configuration Manager boundary groups
  • Add management points to your boundary group fallback relationships
  • Moving Distribution Points between sites

Improvements in Cloud Management Gateway

  • Cloud management gateway support for Azure Resource Manager
  • Install user-available applications on Azure AD-joined devices
  • Windows 10 in-place upgrade task sequence over the Internet

Improvements in Software Center

  • Approve application requests for users per device
  • Improvements to client settings for Software Center

Improvements in OSD

  • Improvements to Windows 10 in-place upgrade task sequence
  • Deployment Template for Task Sequences

Miscellaneous Improvements

  • Support for hardware inventory strings greater than 255 characters in length
  • Run scripts

Figura 4 –  Run Script status

Per consultare la lista completa delle nuove funzionalità e per avere maggiori dettagli a riguardo è possibile accedere alla documentazione ufficiale Microsoft.

L’aggiornamento verrà reso disponibile in queste settimane a livello globale e sarà riportato nel nodo “Updates and Servicing” della console di SCCM. Per forzare la disponibilità di questo aggiornamento è possibile utilizzare questo script PowerShell.

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1803 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte utili modifiche che possono migliorare l’infrastruttura di Configuration Manager. Inoltre, sono stati apportati interessanti miglioramenti riguardanti il Software Center. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1803 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Updates Publisher

System Center Updates Publisher (SCUP)  è la soluzione Microsoft che consente di gestire custom update di terze parti. Questo mese una nuova versione di SCUP è stata rilasciata ufficialmente e può essere scaricata a questo indirizzo. La nuova release introduce il supporto per Windows 10 e Windows Server 2016. Tutti i dettagli in merito a questo rilascio possono essere consultati nell’annuncio ufficiale.

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i prodotti System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e in seguito alla registrazione è possibile avviare il periodo di trial.

Virtual Machine Manager 1801: il processo di upgrade e la possibile problematica

A partire da quest’anno per Virtual Machine Manager, così come per altri prodotti System Center, verrà rilasciata una versione aggiornata ogni 6 mesi (semi-annual channel). Nel mese di febbraio è stata annunciata la versione 1801 di System Center Virtual Machine Manager e l’aggiornamento è consigliato per poter usufruire delle nuove funzionalità introdotte e per avere una maggiore integrazione con Microsoft Azure. In questo articolo viene descritta una problematica che è possibile riscontrare in fase di upgrade, riportando nel dettaglio le cause e come è possibile risolverla.

Per poter passare alla versione 1801 di System Center Virtual Machine Manager (SCVMM 1801) non è possibile fare un upgrade in place, ma è necessario disinstallare completamente SCVMM mantenendo il database, ed effettuare una nuova installazione utilizzando il database esistente. La procedura dettagliata è descritta in questo documento Microsoft e richiede una attenta verifica preliminare dei requisiti oltre che di disporre, a fini precauzionali, di un backup del database di SCVMM. Nel caso si stiano utilizzando più prodotti System Center è importante procedere con l’aggiornamento secondo la sequenza riportata nel documento.

Figura 1 – Step del Wizard di installazione con utilizzo del DB esistente di VMM

Durante il setup l’installazione di Virtual Machine Manager 1801 potrebbe fallire con il seguente errore: “Unable to connect to the VMM database because of a general database failure. Ensure that the SQL Server is running and configured correctly, then try the operation againg“.

Figura 2 – Errore in fase di upgrade alla versione 1801

Come si può notare si tratta di un errore generico e per ottenere maggiori dettagli è necessario consultare il log del Wizard (“C:ProgramDataVMMLogsSetupWizard.log“) che riporta i seguenti dettagli:

Figura 3 – Errore riportato nel log di installazione

L’errore rimanda a una problematica nota documentata nelle release notes di VMM 1801:

Figura 4 –  Problema noto documentato

Il problema viene generato se nell’attuale installazione di Virtual Machine Manager è stato modificato il nome di una delle port classification presenti di default. Nel caso specifico, controllando la tabella “[dbo].[tbl_NetMan_PortClassification]” del database di Virtual Machine Manager, risulta presente una entry, con l’ID riportato nell’errore, avente il nome “Management” anziché “Host management” (nome di default).

Figura 5 –  Entry con nome non di default nella tabella “tbl_NetMan_PortClassification”

La difficoltà quando si presenta questo errore è nel conoscere con precisione quali sono i nomi di default delle port classification. Per questo motivo si riportano in seguito le default port classification che è necessario che non siano modificate nel nome per consentire l’upgrade a SCVMM 1801.

Figura 6 – Port classification presenti di default

Se ci si trova in questa condizione è necessario modificare i nomi delle port classification, sopra riportate, portandoli tutti al default ed in seguito ripetere il setup di installazione di SCVMM 1801.

Al termine di questa operazione il setup di SCVMM 1801 non terminerà con l’errore precedentemente descritto.

Figura 7 – Upgrade di SCVMM 1801 completato con successo

La modifica alle port classification può essere temporanea e in seguito all’aggiornamento è possibile valutare se necessario di nominarle a proprio piacimento.

Conclusioni

Questa specifica condizione di errore si presenta in modo sistematico se ci si trova nella situazione descritta, quindi è bene considerarla se possibile prima di procedere con l’upgrade di SCVMM 1801, in modo da evitarla. Nel caso si dovesse riscontrare l’errore è comunque possibile risolverlo facilmente con le informazioni riportate nell’articolo.

OMS e System Center: novità di Febbraio 2018

Il mese di Febbraio è stato ricco di novità e diversi sono gli aggiornamenti che hanno interessato Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogati in modo sintetico per avere una visione globale e saranno presenti i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti a riguardo.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Tutti coloro che utilizzano Azure ExpressRoute saranno lieti di sapere che ora è possibile effettuarne il monitor utilizzando Network Performance Monitor (NPM). Tale funzionalità è stata in preview per alcuni mesi e ora è passata nello stato di general availability. Tra le caratteristiche di questa soluzione di monitor troviamo:

  • Possibilità di visualizzare in modo interattivo, tramite la topology view di NPM, i vari componenti (network on-premises, circuit provider edge, circuit ExpressRoute, edge Microsoft, e le Azure VMs) e la latenza misurata in ogni hop. Questo consente di indentificare facilmente eventuali problemi di performance nella connettività e di individuare rapidamente il segmento problematico della comunicazione.
  • Capacità di visualizzare l’utilizzo di banda del primary e del secondary circuit ExpressRoute. Grazie al drill-down è inoltre possibile intercettare l’utilizzo di banda per ogni singola vNet connessa ai circuit ExpressRoute.
  • Possibilità di creare query e visualizzazioni personalizzate grazie al fatto che tutti i dati della soluzione sono disponibili nel repository di Log Analytics e di conseguenza è possibile utilizzare le funzionalità native di ricerca e correlazione in base alle proprie esigenze.
  • Capacità di diagnosticare problemi vari di connettività presenti nei circuit ExpressRoute.

Figura 1 – Azure ExpressRoute Monitoring

Per maggiori informazioni su come configurare il monitor di ExpressRoute con NPM è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Inoltre in Network Performance Monitor (NPM) è stata introdotta la funzionalità di Service Endpoint Monitor che integra nel monitor e nella visualizzazione delle performance della propria applicazione anche le performance end-to-end della network. Questa funzionalità consente di creare differenti tipologie di test (HTTP, HTTPS, TCP e ICMP), che dovranno essere effettuati da punti chiave della propria infrastruttura di rete, in modo da poter identificare in modo rapido se il problema riscontrato è legato alla network oppure è relativo all’applicativo. Grazie all’utilizzo della network topology map il problema e la sua natura è inoltre facilmente localizzabile. Si tratta di una funzionalità in public preview le cui caratteristiche sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.4-210.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

In questo articolo viene descritto come costruire la propria soluzione di monitor in Log Analytics per Azure Backup. Tramite questa soluzione di monitor è possibile controllare i principali aspetti di Azure Backup come i job di backup e restore, backup alert e l’utilizzo dello storage in cloud. Il tutto è possibile farlo cross Recovery Service vault e cross subscription potendo trarre beneficio delle funzionalità integrate in Log Analytics, quali ad esempio l’apertura automatizzata di ticket tramite webhooks oppure grazie all’integrazione con ITSM. Si tratta di una soluzione community e ogni contribuito è ovviamente ben accetto.

Per quanto riguarda Azure Backup è stata annunciata (in general availability) la possibilità di realizzare backup consistenti a livello applicativo per le macchine virtuali Linux in esecuzione su Azure. Sui sistemi Windows questo avviene utilizzando il componente VSS, mentre per le VM Linux viene messo a disposizione uno scripting framework grazie al quale è possibile eseguire dei pre-script e dei post-script per controllare l’esecuzione dei backup.

Figura 3 – Meccanismo per la realizzazione di backup application consistent in VMs Linux su Azure

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale, mentre per ulteriori informazioni sulla protezione delle macchine virtuali Linux presenti in Microsoft Azure, utilizzando Azure Backup, è possibile prendere visione dell’articolo: Azure Backup: la protezione dei sistemi Linux in Azure.

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere in modo nativo Azure File Shares. Tale funzionalità al momento è in Public Preview e tra le caratteristiche principali troviamo:

  • Possibilità, accedendo ai Recovery Service vault, di effettuare il discovery degli storage acccount e di rilevare le file shares presenti e non protette.
  • Protezione su larga scala: c’è la possibilità di effettuare il backup di più file shares contenute in uno storage account e di applicare un policy di protezione comune.
  • Restore istantanei e granulari. La protezione è basata su file share snapshots e questo consente di effettuare in modo rapido il ripristino di file in modo selettivo.
  • Dal portale Azure è possibile esplorare i vari restore point presenti per individuare facilmente quali file ripristinare.

Figura 4 – Backup di Azure File Shares

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Questo mese è stato rilasciato un Mandatory Update per l’agente Microsoft Azure Recovery Services (MARS). Per tutti coloro che utilizzano Azure Backup è necessario installare quanto prima questo aggiornamento per evitare fallimenti nelle attività di backup e di recovery.

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stata resa disponibile un’attesa funzionalità, che consente di proteggere macchine virtuali aventi managed disk, nello scenario di replica tra differenti region di Azure, consentendo di avere una maggiore flessibilità per l’attivazione di scenari di Disaster Recovery con sistemi presenti in Azure.

Figura 5 – Attivazione replica di una VM con Managed Disks

System Center

Come annunciato nei mesi scorsi e come già avviene per il sistema operativo e per Configuration Manager, anche gli altri prodotti System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). Questo mese c’è stato il primo rilascio con la versione 1801 di System Center.

Figura 6 – Sintesi delle novità introdotte nella versione 1801 di System Center

Per conoscere i dettagli delle novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale. Si ricorda infine che per le release appartenenti al semi-annual channel è garantito un supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1802 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1802 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Questa release introduce un numero considerevole di novità su diversi ambiti, tra i quali: OSD, Cloud Management Gateway, funzionalità di Windows 10 e Office 365, Software Center e Site Server High Availability.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

La funzionalità definita “Updates and Recommendations”, introdotta in SCOM 2016 per i Management Pack di casa Microsoft, è utile per facilitare il processo di discovery dei MPs appropriati per effettuare il monitor dei differenti workload presenti nella propria infrastruttura e per mantenerli aggiornati. Questa funzionalità è abilitata per ben oltre 110 workload Microsoft. Microsoft ha annunciato che sta estendendo questa funzionalità anche per i MPs realizzati e offerti da terze parti. Nella release 1801 di Operations Manager sono al momento contemplati i MPs dei seguenti partner esterni:

Figura 7 – Funzionalità Updates and Recommendations con MPs dei partners

Come conseguenza del rilascio della versione 1801 di System Center sono stati resi disponibili anche i seguenti nuovi Management Pack di SCOM:

System Center Service Manager

Rilasciata una nuova versione del Service Manager Authoring Tool.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Gennaio 2018

Il nuovo anno è iniziato con diversi annunci da parte di Microsoft riguardanti novità relative a Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare maggiori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Il rilascio dell’IT Service Management Connector (ITSMC) per Azure consente di avere una integrazione bi-direzionale tra gli strumenti di monitor di Azure e le soluzioni di ITSMC come: ServiceNow, Provance, Cherwell, e System Center Service Manager. Grazie a questa integrazione è possibile:

  • Creare o aggiornare work-items (event, alert, incident) nelle soluzioni di ITSM sulla base degli alert presenti in Azure (Activity Log Alerts, Near Real-Time metric alerts and Log Analytics alerts).
  • Consolidare in Azure Log Analytics i dati relativi a Incident e Change Request.

Per configurare questa integrazione è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 1 – ITSM Connector dashboard della solution di Log Analytics

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve importanti bug introducendo anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Visto il numero importante di bug fix incluso in questa versione il consiglio è di valutare l’adozione di questo l’aggiornamento. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.3-174.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Durante la procedura di creazione delle macchine virtuali dal portale Azure è stata introdotta la possibilità di abilitarne la protezione tramite Azure Backup:

Figura 3 – Abilitazione del backup durante la creazione di una VM

Questa possibilità migliora in modo considerevole l’experience di creazione delle macchina virtuali dal portale Azure.

Azure Site Recovery

Azure Site Recovery consente di gestire diversi scenari per implementare piani di Disaster Recovery, tra cui la replica di macchine virtuali VMware verso Azure. In questa ambito sono state introdotte le seguenti importanti novità:

  • Rilascio di un template nel formato Open Virtualization Format (OVF) per effettuare il deployment del ruolo Configuration Server. Questo consente di effettuare il deployment del template nella propria infrastruttura di virtualizzazione ed avere un sistema dotato di tutto il software necessario già preinstallato, ad eccezione di MySQL Server 5.7.20 e della VMware PowerCLI 6.0, per velocizzare il deployment e la registrazione al Recovery Service Vault del Configuration Server.
  • Introdotto nel Configuration Server un portale web per pilotare le principali azioni di configurazione necessarie come le impostazioni del server proxy, i dettagli e le credenziali per accedere al server vCenter e la gestione delle credenziali per installare oppure aggiornare il Mobility Service sulle macchine virtuali coinvolte nel processo di replica.
  • Migliorata l’experience per effettuare il deployment del Mobility Service sulle macchine virtuali. A partire dalla versione 9.13.xxxx.x del Configuration Server vengono infatti utilizzati i VMware tools per installare ed aggiornare il Mobility Service su tutte le macchine virtuali VMware protette. Questo comporta che non è più necessario aprire le porte del firewall per i servizi WMI e File and Printer Sharing sui sistemi Windows, in precedenza utilizzati per effettuare l’installazione push del Mobility Service.

Le funzionalità di monitoring incluse in modo nativo in Azure Site Recovery sono state notevolmente arricchite per avere una visibilità completa ed immediata. Il pannello Overview dei Recovery Service Vault è ora strutturato, per la sezione Site Recovery, nel modo seguente:

Figura 4 – Azure Site Recovery dashboard

Queste le varie sezioni presenti, le quali si aggiornano in automatico ogni 10 minuti:

  1. Switch between Azure Backup and Azure Site Recovery dashboards
  2. Replicated Items
  3. Failover test success
  4. Configuration issues
  5. Error Summary
  6. Infrastructure view
  7. Recovery Plans
  8. Jobs

Per maggiori dettagli in merito alle varie sezioni è possibile consultare la documentazione ufficiale oppure visualizzare questo breve video.

Known Issues

Si segnala la seguente possibile problematica nell’esecuzione dei backup delle macchine virtuali Linux su Azure. L’error code restituito è UserErrorGuestAgentStatusUnavailable ed è possibile seguire questo workaround per risolvere la condizione di errore.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1801 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1801 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo:

  • Possibilità di importare ed eseguire signed scripts e di monitorare il risultato dell’esecuzione.
  • I distribution point possono essere spostati tra differenti primary site e da un secondary site ad un primary site.
  • Miglioramento nei client settings per il Software Center, con la possibilità di visualizzare una preview prima di farne il deployment.
  • Nuove impostazioni relative a Windows Defender Application Guard (a partire da Windows 10 versione 1709).
  • Possibilità di visualizzare una dashboard con le informazioni relative al co-management.
  • Phased Deployments.
  • Supporto per hardware inventory string di lunghezza superiore a 255 caratteri.
  • Miglioramenti relativi alle schedulazioni delle Automatic Deployment Rule.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Inoltre per System Center Configuration Manager current branch, versione 1710 è stato rilasciato un update rollup che contiene un numero considerevole di bug fix.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.