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OMS e System Center: novità di Luglio 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Come di consueto la nostra community rilascia questo riepilogo mensile che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

La possibile integrazione di Azure Data Factory (ADF) con Azure Monitor consente di inviare le metriche di utilizzo verso Operations Management Suite (OMS). La nuova solution Azure Data Factory Analytics, disponibile nell’Azure marketplace, può fornire una panoramica sullo stato di salute del proprio Data Factory, consentendo di andare nel dettaglio delle informazioni raccolte. Questo può risultare molto utile in particolare per operazioni di troubleshooting. Risulta inoltre possibile collezionare le metriche provenienti da diverse data factories verso lo stesso workspace di OMS Log Analytics. Per i dettagli sulla configurazione necessaria per utilizzare questa solution, è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Figura 1 – Overview della nuova solution Azure Data Factory Analytics

Nell’esecuzione delle query di Log Analytics è stata introdotta la possibilità di selezionare facilmente il workspace sul quale eseguire le interrogazioni:

Figura 2 – Selezione del workspace su cui effettuare le query di Log Analytics

La stessa possibilità è stata introdotta anche in Azure Application Insights Analytics. Tale funzionalità risulta utile in quanto in ogni query tab è possibile selezionare il workspace specifico, evitando di dover aprire Log Analytics in tab differenti del browser.

Nel caso vengano collezionati custom logs in Azure Log Analytics, è stata creata una categoria separata denominata “Custom Logs”, dove vengono raggruppati.

Figura 3 – Raggruppamento dei custom logs nella categoria specifica

Per i workspace di Log Analytics presenti nelle region di West Europe, East US, e West Central è stata annunciata la disponibilità in public preview dei Metric Alerts per i logs. I Metric alerts per i logs consentono di utilizzare i dati provenienti da Log Analytics come metriche di Azure Monitor. La tipologia dei log supportati è stata estesa e la lista completa è disponibile a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Azure Backup

In Azure Pricing Calculator, lo strumento ufficiale Microsoft per stimare i costi dei servizi Azure, è stata introdotta la possibilità di ottenere una stima più accurata dei costi di Azure Backup, consentendo di specificare il range di retention dei vari Recovery Point.

Figura 4 – Nuovi parametri per effettuare una stima più accurata dei costi di Azure Backup

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 26 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.17.4897.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3400.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9122.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.13.000.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider versione 5.1.3000 o successiva.
  • Hyper-V Recovery Manager 3.4.486 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider 4.6.660 o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4344054.

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation è stata introdotta la possibilità di configurare gli Hybrid Runbook Workers in modo che possano eseguire solamente runbook digitalmente firmati (l’esecuzione di runbook unsigned non andrà a buon fine). La procedura da seguire è riportata in questa sezione dell’articolo Microsoft.

System Center

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, questo mese è stata rilasciata la nuova update release, System Center 1807.

L’update release 1807 introduce nuove funzionalità per Virtual Machine Manager e Operations Manager, mentre per Data Protection Manager, Orchestrator e Service Manager contiene fix per problemi noti (includendo i bug fixes presenti nell’UR5 di System Center 2016, rilasciata in aprile).

Novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807
  • Supports selection of CSV for placing a new VHD
  • Display of LLDP information for networking devices
  • Convert SET switch to logical switch
  • VMware host management: VMM 1807 supports VMware ESXi v6.5 servers in VMM fabric
  • Support for S2D cluster update
  • Support for SQL 2017
Novità introdotte in Operations Manager 1807
  • Configure APM component during agent install or repair
  • Linux log rotation
  • HTML5 Web console enhancements
  • Support for SQL Server 2017
  • Operations Manager and Service Manager console coexistence

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft:

System Center 1807 è possibile scaricarlo dal System Center Evaluation Center.

Per tutti i prodotti System Center (DPM, SCORCH, SM, VMM e SCOM) è ora possibile aggiornare i deployment esistenti passando da SQL server 2016 a SQL server 2017.

Si ricorda infine che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1807 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La novità principale presente in questo rilascio è l’introduzione del nuovo community hub, attraverso il quale è possibile condividere scripts, reports, configuration items ed altro, relativamente a Configuration Manager. Attraverso il community hub, accessibile dalla console di SCCM, è possibile introdurre nel proprio ambiente soluzioni messe a disposizione dalla community.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo inoltre:

  • Improvements to third-party software updates
  • Co-managed device activity sync from Intune
  • Approve application requests via email
  • Repair applications
  • Admin defined offline operating system image servicing drive
  • Improvements to run scripts

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Per poter configurare la connessione tra Operations Management Suite (OMS) e System center Operations Manager è necessario importare i seguenti nuovi management packs, specifici per versione:

Questa modifica ai MPs è stata resa necessaria per consentire la corretta comunicazione con le nuove APIs di OMS Log Analytics, introdotte in seguito allo spostamento verso il portale Azure di Log Analytics.

Figura 5 – Wizard di SCOM per l’onboarding di OMS

Si riporta la nuova wave dei management packs di System Center Operations Manager rilasciati per SQL Server, ora allineati alla versione 7.0.7.0:

Nel mese di Luglio sono inoltre stati rilasciati i seguenti Management Packs per software Open Source, versione 7.7.1129.0, che comprendono le seguenti novità:

Apache HTTP Server

  • Supports Apache HTTP Server version 2.2 and 2.4
  • Provides monitoring of busy and idle workers
  • Provides monitoring of resource usage – memory and CPU
  • Provides statistics for virtual hosts such as “Requests per Minute” and “Errors per Minute”
  • Provides alerting for SSL Certificate expiration

MySQL Server

  • Supports MySQL Server version 5.0, 5.1, 5.5, 5.6, and 5.7
  • Supports MariaDB Server version 5.5, and 10.0
  • Provides monitoring of databases
  • Provides monitoring of disk space usage for server and databases
  • Provides statistics for Key Cache, Query Cache, and Table Cache
  • Provides alerting for slow queries, failed connections, and full table scans

Sono stati inoltre rilasciati da parte di Microsoft i seguenti nuovi MPs:

  • MP per Active Directory Federation Services versione 0.2.0
  • MP per Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 1.10172.1
  • MP per Microsoft Azure versione 5.20.18

Si segnala inoltre la nuova versione community (1807) del Management Pack di Azure, rilasciata da Daniele Grandini.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Aprile 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo, che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Microsoft ha deciso di estendere gli Alerts presenti in Log Analytics dal portale OMS verso il portale Azure, facendoli confluire in Azure Monitor. Questo processo avverrà in modo automatico a partire dal 14 Maggio 2018 (la data è stata posticipata, inizialmente era prevista per il 23 Aprile), non comporterà nessun tipo di modifica alla configurazione degli Alerts e delle relative query, e non prevede nessun downtime per la sua attuazione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico “L’estensione degli Alerts di Log Analytics in Azure Monitor“.

Figura 1 – Notifica estensione alerts nel portale OMS

Per evitare situazioni dove, le risorse gestite in Log Analytics inviino in modo inaspettato un elevato volume dei dati verso il Workspace OMS, è stata introdotta la possibilità di fissare un Daily Volume cap. Questo consente di limitare la data ingestion giornaliera per il proprio workspace. Il Data volume cap è possibile configurarlo in tutte le regions, accedendo nella sezione Usage and estimated costs:

Figura 2 – Impostazione del Daily volume cap

Il portale mostra inoltre il trend del volume dei dati negli ultimi 31 giorni e il totale del volume dei dati, suddiviso per solution:

Figura 3 – Data ingestion per solution (ultimi 31 giorni e totale)

L’utilizzo della Log Search API, utilizzata dal vecchio linguaggio di query di Log Analytics, è stato deprecato a partire dal 30 Aprile 2018. La Log Search API è stata sostituita con l’Azure Log Analytics REST API, la quale supporta il nuovo linguaggio di query e introduce una maggiore scalabilità rispetto ai risultati che è in grado di restituire. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve un importante numero di bug e introduce nuove versioni dei vari componenti. Viene inoltre introdotto il supporto per Debian 9, AWS 2017 e Open SSL 1.1. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-42.

Figura 4 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Per quanto riguarda Azure Backup sono stati annunciati i seguenti miglioramenti nella scalabilità del servizio:

  • Possibilità di creare fino a 500 recovery services vaults in ogni subscription per region (in precedenza il limite era di 25).
  • Il numero di macchine virtuali che può essere registrato in ogni vault è aumentato a 1000 (precedentemente era 200).

Azure Backup, per la protezione delle Azure Iaas VM, ora supporta gli storage account messi in sicurezza utilizzando storage firewalls and Virtual Networks. Per maggiori dettali a riguardo è possibile consultare il blog ufficiale Microsoft.

Figura 5 – Protezione Azure Iaas VM in scenari di storage protetti

Cambiano le modalità previste per abilitare il backup long-term per gli Azure SQL Database. La procedura, per consentire di mantenere il backup degli Azure SQL DB fino a 10 anni, prevedeva il salvataggio all’interno di un Azure Recovery Service Vault. Grazie all’introduzione di questa nuova funzionalità, si ha la possibilità di mantenere il backup long-term direttamente all’interno di un Azure Blob Storage e viene a decadere l’esigenza di un Recovery Service Vault. Tutto ciò consente di avere più flessibilità e un maggiore controllo dei costi. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo SQL Database: Long-term backup retention preview includes major updates.

System Center

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1804 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte novità riguardanti l’OSD, il Software Center e l’infrastruttura di Configuration Manager. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1804 for Configuration Manager Technical Preview Branch. Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Microsoft ha rilasciato l’Update Rollup 5 (UR5) per System Center 2016 Long-Term Servicing Channel (LTSC). Questo aggiornamento non introduce nuove funzionalità, ma risolve diversi bug.

In seguito, si riportano i riferimenti, riguardanti questo aggiornamento, per ogni prodotto System Center:

Non sono presenti invece aggiornamenti riguardanti Service Provider Foundation.

System Center Operations Manager 1801 introduce il supporto per la Kerberos authentication quando il protocollo WS-Management viene utilizzato dal management server per la comunicazione con i sistemi UNIX e Linux. Questo consente di avere un maggiore Livello di sicurezza, eliminando la necessità di abilitare la basic authentication per Windows Remote Management (WinRM).

Inoltre in System Center Operations Manager 1801 sono stati introdotti i seguenti miglioramenti riguardanti la gestione del monitor dei file di log di Linux:

  • Supporto per caratteri Wild Card nel nome e nel percorso del file di log.
  • Supporto per nuovi match patterns che consentono ricerche personalizzate dei log.
  • Supporto per pluging Fluentd pubblicati dalla community fluentd.

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

  • MP per Windows Server Operating System 2016 e 1709 Plus 10.0.19.0
  • MP per SQL Server 2008-2012 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2014 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2016 7.0.4.0
  • MP per Microsoft Azure SQL Database 7.0.4.0
  • MP per SQL Server Dashboards 7.0.4.0
  • MP per UNIX e Linux 7.6.1085.0

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Febbraio 2018

Il mese di Febbraio è stato ricco di novità e diversi sono gli aggiornamenti che hanno interessato Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogati in modo sintetico per avere una visione globale e saranno presenti i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti a riguardo.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Tutti coloro che utilizzano Azure ExpressRoute saranno lieti di sapere che ora è possibile effettuarne il monitor utilizzando Network Performance Monitor (NPM). Tale funzionalità è stata in preview per alcuni mesi e ora è passata nello stato di general availability. Tra le caratteristiche di questa soluzione di monitor troviamo:

  • Possibilità di visualizzare in modo interattivo, tramite la topology view di NPM, i vari componenti (network on-premises, circuit provider edge, circuit ExpressRoute, edge Microsoft, e le Azure VMs) e la latenza misurata in ogni hop. Questo consente di indentificare facilmente eventuali problemi di performance nella connettività e di individuare rapidamente il segmento problematico della comunicazione.
  • Capacità di visualizzare l’utilizzo di banda del primary e del secondary circuit ExpressRoute. Grazie al drill-down è inoltre possibile intercettare l’utilizzo di banda per ogni singola vNet connessa ai circuit ExpressRoute.
  • Possibilità di creare query e visualizzazioni personalizzate grazie al fatto che tutti i dati della soluzione sono disponibili nel repository di Log Analytics e di conseguenza è possibile utilizzare le funzionalità native di ricerca e correlazione in base alle proprie esigenze.
  • Capacità di diagnosticare problemi vari di connettività presenti nei circuit ExpressRoute.

Figura 1 – Azure ExpressRoute Monitoring

Per maggiori informazioni su come configurare il monitor di ExpressRoute con NPM è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Inoltre in Network Performance Monitor (NPM) è stata introdotta la funzionalità di Service Endpoint Monitor che integra nel monitor e nella visualizzazione delle performance della propria applicazione anche le performance end-to-end della network. Questa funzionalità consente di creare differenti tipologie di test (HTTP, HTTPS, TCP e ICMP), che dovranno essere effettuati da punti chiave della propria infrastruttura di rete, in modo da poter identificare in modo rapido se il problema riscontrato è legato alla network oppure è relativo all’applicativo. Grazie all’utilizzo della network topology map il problema e la sua natura è inoltre facilmente localizzabile. Si tratta di una funzionalità in public preview le cui caratteristiche sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.4-210.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

In questo articolo viene descritto come costruire la propria soluzione di monitor in Log Analytics per Azure Backup. Tramite questa soluzione di monitor è possibile controllare i principali aspetti di Azure Backup come i job di backup e restore, backup alert e l’utilizzo dello storage in cloud. Il tutto è possibile farlo cross Recovery Service vault e cross subscription potendo trarre beneficio delle funzionalità integrate in Log Analytics, quali ad esempio l’apertura automatizzata di ticket tramite webhooks oppure grazie all’integrazione con ITSM. Si tratta di una soluzione community e ogni contribuito è ovviamente ben accetto.

Per quanto riguarda Azure Backup è stata annunciata (in general availability) la possibilità di realizzare backup consistenti a livello applicativo per le macchine virtuali Linux in esecuzione su Azure. Sui sistemi Windows questo avviene utilizzando il componente VSS, mentre per le VM Linux viene messo a disposizione uno scripting framework grazie al quale è possibile eseguire dei pre-script e dei post-script per controllare l’esecuzione dei backup.

Figura 3 – Meccanismo per la realizzazione di backup application consistent in VMs Linux su Azure

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale, mentre per ulteriori informazioni sulla protezione delle macchine virtuali Linux presenti in Microsoft Azure, utilizzando Azure Backup, è possibile prendere visione dell’articolo: Azure Backup: la protezione dei sistemi Linux in Azure.

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere in modo nativo Azure File Shares. Tale funzionalità al momento è in Public Preview e tra le caratteristiche principali troviamo:

  • Possibilità, accedendo ai Recovery Service vault, di effettuare il discovery degli storage acccount e di rilevare le file shares presenti e non protette.
  • Protezione su larga scala: c’è la possibilità di effettuare il backup di più file shares contenute in uno storage account e di applicare un policy di protezione comune.
  • Restore istantanei e granulari. La protezione è basata su file share snapshots e questo consente di effettuare in modo rapido il ripristino di file in modo selettivo.
  • Dal portale Azure è possibile esplorare i vari restore point presenti per individuare facilmente quali file ripristinare.

Figura 4 – Backup di Azure File Shares

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Questo mese è stato rilasciato un Mandatory Update per l’agente Microsoft Azure Recovery Services (MARS). Per tutti coloro che utilizzano Azure Backup è necessario installare quanto prima questo aggiornamento per evitare fallimenti nelle attività di backup e di recovery.

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stata resa disponibile un’attesa funzionalità, che consente di proteggere macchine virtuali aventi managed disk, nello scenario di replica tra differenti region di Azure, consentendo di avere una maggiore flessibilità per l’attivazione di scenari di Disaster Recovery con sistemi presenti in Azure.

Figura 5 – Attivazione replica di una VM con Managed Disks

System Center

Come annunciato nei mesi scorsi e come già avviene per il sistema operativo e per Configuration Manager, anche gli altri prodotti System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). Questo mese c’è stato il primo rilascio con la versione 1801 di System Center.

Figura 6 – Sintesi delle novità introdotte nella versione 1801 di System Center

Per conoscere i dettagli delle novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale. Si ricorda infine che per le release appartenenti al semi-annual channel è garantito un supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1802 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1802 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Questa release introduce un numero considerevole di novità su diversi ambiti, tra i quali: OSD, Cloud Management Gateway, funzionalità di Windows 10 e Office 365, Software Center e Site Server High Availability.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

La funzionalità definita “Updates and Recommendations”, introdotta in SCOM 2016 per i Management Pack di casa Microsoft, è utile per facilitare il processo di discovery dei MPs appropriati per effettuare il monitor dei differenti workload presenti nella propria infrastruttura e per mantenerli aggiornati. Questa funzionalità è abilitata per ben oltre 110 workload Microsoft. Microsoft ha annunciato che sta estendendo questa funzionalità anche per i MPs realizzati e offerti da terze parti. Nella release 1801 di Operations Manager sono al momento contemplati i MPs dei seguenti partner esterni:

Figura 7 – Funzionalità Updates and Recommendations con MPs dei partners

Come conseguenza del rilascio della versione 1801 di System Center sono stati resi disponibili anche i seguenti nuovi Management Pack di SCOM:

System Center Service Manager

Rilasciata una nuova versione del Service Manager Authoring Tool.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Gennaio 2018

Il nuovo anno è iniziato con diversi annunci da parte di Microsoft riguardanti novità relative a Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare maggiori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Il rilascio dell’IT Service Management Connector (ITSMC) per Azure consente di avere una integrazione bi-direzionale tra gli strumenti di monitor di Azure e le soluzioni di ITSMC come: ServiceNow, Provance, Cherwell, e System Center Service Manager. Grazie a questa integrazione è possibile:

  • Creare o aggiornare work-items (event, alert, incident) nelle soluzioni di ITSM sulla base degli alert presenti in Azure (Activity Log Alerts, Near Real-Time metric alerts and Log Analytics alerts).
  • Consolidare in Azure Log Analytics i dati relativi a Incident e Change Request.

Per configurare questa integrazione è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 1 – ITSM Connector dashboard della solution di Log Analytics

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve importanti bug introducendo anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Visto il numero importante di bug fix incluso in questa versione il consiglio è di valutare l’adozione di questo l’aggiornamento. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.3-174.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Durante la procedura di creazione delle macchine virtuali dal portale Azure è stata introdotta la possibilità di abilitarne la protezione tramite Azure Backup:

Figura 3 – Abilitazione del backup durante la creazione di una VM

Questa possibilità migliora in modo considerevole l’experience di creazione delle macchina virtuali dal portale Azure.

Azure Site Recovery

Azure Site Recovery consente di gestire diversi scenari per implementare piani di Disaster Recovery, tra cui la replica di macchine virtuali VMware verso Azure. In questa ambito sono state introdotte le seguenti importanti novità:

  • Rilascio di un template nel formato Open Virtualization Format (OVF) per effettuare il deployment del ruolo Configuration Server. Questo consente di effettuare il deployment del template nella propria infrastruttura di virtualizzazione ed avere un sistema dotato di tutto il software necessario già preinstallato, ad eccezione di MySQL Server 5.7.20 e della VMware PowerCLI 6.0, per velocizzare il deployment e la registrazione al Recovery Service Vault del Configuration Server.
  • Introdotto nel Configuration Server un portale web per pilotare le principali azioni di configurazione necessarie come le impostazioni del server proxy, i dettagli e le credenziali per accedere al server vCenter e la gestione delle credenziali per installare oppure aggiornare il Mobility Service sulle macchine virtuali coinvolte nel processo di replica.
  • Migliorata l’experience per effettuare il deployment del Mobility Service sulle macchine virtuali. A partire dalla versione 9.13.xxxx.x del Configuration Server vengono infatti utilizzati i VMware tools per installare ed aggiornare il Mobility Service su tutte le macchine virtuali VMware protette. Questo comporta che non è più necessario aprire le porte del firewall per i servizi WMI e File and Printer Sharing sui sistemi Windows, in precedenza utilizzati per effettuare l’installazione push del Mobility Service.

Le funzionalità di monitoring incluse in modo nativo in Azure Site Recovery sono state notevolmente arricchite per avere una visibilità completa ed immediata. Il pannello Overview dei Recovery Service Vault è ora strutturato, per la sezione Site Recovery, nel modo seguente:

Figura 4 – Azure Site Recovery dashboard

Queste le varie sezioni presenti, le quali si aggiornano in automatico ogni 10 minuti:

  1. Switch between Azure Backup and Azure Site Recovery dashboards
  2. Replicated Items
  3. Failover test success
  4. Configuration issues
  5. Error Summary
  6. Infrastructure view
  7. Recovery Plans
  8. Jobs

Per maggiori dettagli in merito alle varie sezioni è possibile consultare la documentazione ufficiale oppure visualizzare questo breve video.

Known Issues

Si segnala la seguente possibile problematica nell’esecuzione dei backup delle macchine virtuali Linux su Azure. L’error code restituito è UserErrorGuestAgentStatusUnavailable ed è possibile seguire questo workaround per risolvere la condizione di errore.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1801 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1801 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo:

  • Possibilità di importare ed eseguire signed scripts e di monitorare il risultato dell’esecuzione.
  • I distribution point possono essere spostati tra differenti primary site e da un secondary site ad un primary site.
  • Miglioramento nei client settings per il Software Center, con la possibilità di visualizzare una preview prima di farne il deployment.
  • Nuove impostazioni relative a Windows Defender Application Guard (a partire da Windows 10 versione 1709).
  • Possibilità di visualizzare una dashboard con le informazioni relative al co-management.
  • Phased Deployments.
  • Supporto per hardware inventory string di lunghezza superiore a 255 caratteri.
  • Miglioramenti relativi alle schedulazioni delle Automatic Deployment Rule.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Inoltre per System Center Configuration Manager current branch, versione 1710 è stato rilasciato un update rollup che contiene un numero considerevole di bug fix.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Novembre 2017

Nel mese di novembre ci sono state diverse novità annunciate da Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Come già annunciato a partire dal 30 ottobre 2017 Microsoft ha avviato il processo di upgrade dei workspace OMS non ancora aggiornati manualmente. A questo proposito è stata rilasciato questo utile documento che riporta le differenze tra un workspace OMS legacy e un workspace OMS aggiornato, con i riferimenti per ottenere maggiori dettagli.

Solutions

Coloro che utilizzano circuit ExpressRoute saranno lieti di sapere che Microsoft ha annunciato la possibilità di effettuarne il monitor tramite Network Performance Monitor (NPM). Si tratta di una funzionalità al momento in preview che consente di monitorare la connettività e le performance tra l’ambiente on-premises e le vNet in Azure in presenza di circuit ExpressRoute. Per maggiori dettagli sulle funzionalità annunciate è possibile consultare l’articolo ufficiale.

Figura 1 – Network map che mostra i dettagli della connettività ExpressRoute

Agente

Come di consueto è stata rilasciata una nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux che ormai da tempo avviene con cadenza mensile. In questo rilascio sono stati risolti bug riguardanti la diagnostica durante la fase di onboarding degli agenti. Non sono stare introdotte ulteriori novità. Per ottenere la versione aggiornata è possibile consultare la pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.2-124.

Protezione e Disaster Recovery

Azure Backup ha sempre protetto i backup effettuati dal mondo on-premises verso Azure tramite encryption che avviene utilizzando la passphrase definita in fase di configurazione della soluzione. Per la protezione delle macchine virtuali in Azure la raccomandazione per avere maggiore sicurezza nei backup era di utilizzare VM con disk-encrypted. Ora Azure Backup utilizza Storage Service Encryption (SSE) per fare l’encryption dei backup delle macchine virtuali su Azure, consentendo di avere in modo integrato nella soluzione un meccanismo per la messa in sicurezza dei backup. Questo avverrà anche per i backup esistenti in modo automatico e tramite attività in background.

Microsoft, al fine di far maggiore chiarezza in merito al pricing ed al licensing di Azure Site Recovery, ha aggiornato le FAQ che è possibile consultare nella pagina ufficiale del pricing della soluzione.

System Center

Come già avviene per il sistema operativo e per System Center Configuration Manager, anche gli altri prodotti  System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). L’obiettivo è di fornire rapidamente nuove funzionalità e di garantire una pronta integrazione con il mondo cloud, il che diventa fondamentale vista la velocità con cui si evolve. Nel mese di novembre è stata annunciata la preview di System Center versione 1711 che è possibile scaricare a questo indirizzo.

Figura 2 – Sintesi delle novità introdotte nella preview di System Center versione 1711

Per conoscere i dettagli delle le novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager current branch versione 1706 è stato rilasciato un importante update rollup che è consigliabile applicare in quanto risolve un numero considerevole di problematiche.

Rilasciata la versione 1710 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto. Tra le principali novità di questo aggiornamento emergono sicuramente le possibilità offerte dal Co-management che ampliano le possibilità di gestione dei device utilizzando sia System Center Configuration Manager che Microsoft Intune.

Figura 3 – Caratteristiche e benefici del Co-management

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Rilasciata la versione 1711 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Miglioramenti nel nuovo Run Task Sequence step.
  • User interaction in fase di installazione di applicazioni nel contesto System anche durante l’esecuzione di una task sequence.
  • Nuove opzioni, nello scenario di utilizzo di Configuration Manager connesso con Microsoft Intune, per gestire policy di compliance per device Windows 10 in relazione a Firewall, User Account Control, Windows Defender Antivirus, e OS build versioning.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Rilasciata una versione aggiornata del Configuration Manager Client Messaging SDK.

System Center Operations Manager

Rilasciata la nuova wave dei Management Pack di SQL Server (versione 7.0.0.0):

I Management Pack relativi a SQL Server 2017 possono essere utilizzati per il monitor di SQL Server 2017 e di release successive (version agnostic), questo consente di evitare di dover gestire differenti MP per ogni versione di SQL Server. I controlli per le versioni di SQL Server precedenti alla 2014 sono inclusi nel MP generico “Microsoft System Center Management Pack for SQL Server”.

System Center Service Manager

Microsoft ha pubblicato una serie di accorgimenti e di best practices da seguire in fase di Authoring di Management Pack di System Center Service Manager (SCSM).

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.