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OMS e System Center: novità di Giugno 2018

Nel mese di giugno sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community, tramite questi articoli rilasciati mensilmente, vuole fornire una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Recentemente è stato ufficialmente annunciato che il portale OMS sarà deprecato, a favore del portale Azure. In questo articolo vengono esaminati gli aspetti legati a questo cambiamento e cosa è bene sapere per non farsi cogliere impreparati.

Figura 1 – Notifiche presenti nel portale OMS

Azure Backup

Azure Backup si arricchisce con una nuova importante funzionalità che consente di proteggere in modo nativo i workload SQL, in esecuzione sulle macchine virtuali IaaS che risiedono su Azure. In questo articolo vengono riportati i benefici introdotti e le caratteristiche di questa nuova funzionalità.

Figura 2 – Protezione con Azure Backup di SQL Server su VMs Azure

Rilasciata una versione aggiornata dell’Azure Backup agent (MARS), la quale la si può ottenere accedendo a questo indirizzo.

Utilizzando Azure Backup c’è la possibilità di generare la reportistica necessaria per poter facilmente controllare lo stato di protezione delle risorse, i dettagli sui vari job di backup configurati, l’effettivo utilizzo dello storage e lo stato dei relativi alert. Il tutto è reso possibile grazie all’utilizzo di Power BI, che consente di avere un elevato grado di flessibilità nella generazione e nella personalizzazione della reportistica. In questo video, recentemente pubblicato, viene riportato come configurare un workspace Power BI per la condivisione dei reports di Azure Backup all’interno della propria organizzazione. Per analizzati gli step necessari per configurare la reportistica di Azure Backup è possibile consultare questo articolo.

Figura 3 – La condivisione di report PowerBI di Azure Backup

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere workloads in esecuzione in ambiente Azure Stack. I tenant che usufruiscono della soluzione Azure Stack possono quindi disporre di una protezione short term direttamente sull’ambiente Azure Stack e possono usufruire dei Recovery Service vault in Azure per la long term retention e per effettuare l’offsite. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio del rilascio.

Figura 4 – Azure Stack Tenant backup con Microsoft Azure Backup Server

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery (ASR) è stata annunciata in “general availability (GA)” la funzionalità che consente di configurare il Disaster Recovery (DR) di Azure Virtual Machines. Configurando la replica delle macchine virtuali in region differenti di Azure, si ha la possibilità di rendere le applicazioni resilienti ad eventuali guasti che interessano una specifica region di Azure. Questa funzionalità è disponibile in tutte le region Azure dove è possibile utilizzare ASR. Azure è il primo cloud pubblico a offrire una soluzione nativa di Disaster Recovery per le applicazioni in esecuzione in ambiente IaaS.

Durante il periodo di preview, Microsoft ha preso in considerazione i diversi feedback ricevuti dai client ed ha aggiunto alla soluzione le seguenti importati funzionalità:

Si segnalano questi utili riferimenti riguardanti questa soluzione:

Security e Audit

La solution Azure Network Security Group Analytics sarà sostituita da Traffic Analytics che è stato rilasciato in General availability (GA). Questa soluzione, totalmente cloud-based, consente di avere una visibilità complessiva sulle attività di rete che vengono intraprese nell’ambiente cloud. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo “Come monitora le attività di rete nel cloud Azure con Traffic Analytics

System Center

System Center Data Protectrion Manager

In ambienti dove System Center Data Protection Manager (SCDPM) è connesso al servizio Azure Backup è stata introdotta la possibilità di visualizzare tutti gli items protetti, i dettagli sull’utilizzo dello storage e le informazioni sui recovery point, direttamente dal portale Azure, all’interno dei Recovery Service vault. Questa funzionalità è supportata per SCDPM 2012 R2, 2016 e per Azure Backup Server v1 e v2, purché sia installata l’ultima versione dell’Azure Backup Agent (MARS).

Figura 5 – Informazioni provenienti da DPM riportate nel Recovery Service vault

System Center Configuration Manager

Solitamente viene rilasciata una technical preview al mese di Configuration Manager, ma questo mese, visto il numero considerevole di novità, ne sono state rilasciate due.

La prima è la versione 1806 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La principale novità introdotta da questo aggiornamento è l’aggiunta del supporto per il software update catalogs di terze parti. Dalla console di Configuration Manager si potrà facilmente effettuare la sottoscrizione al catalog degli update di partner software di terze parti, per poi pubblicare gli updates tramite il Software Update Point. Tali aggiornamenti potranno essere rilasciati ai client utilizzando il metodo classico di Configuration Manager per la distribuzione dei software update.

Figura 6 – Accesso al software update catalogs di terze parti dalla console di SCCM

Oltre a questa nuova funzionalità sono stati rilasciati aggiornamenti riguardanti:

  • Sync MDM policy from Microsoft Intune for a co-managed device
  • Office 365 workload transition in co-management
  • Configure Windows Defender SmartScreen settings for Microsoft Edge
  • Improvements to the Surface dashboard
  • Office Customization Tool integration with the Office 365 Installer
  • Content from cloud management gateway
  • Simplified client bootstrap command line
  • Software Center infrastructure improvements
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for OSD Boot Media
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for Task Sequences
  • Package Conversion Manager
  • Deploy updates without content
  • Currently logged on user information is shown in the console
  • Provision Windows app packages for all users on a device

La seconda è la versione 1806.2 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager, che include principalmente le seguenti novità relative al Phased deployment:

  • Possibilità di monitorare lo stato in modo nativo, dal Deployments node.
  • Possibilità di creare Phased deployment di applications e non solo per le task sequences.
  • Possibilità di effettuare un rollout graduale durante la fase di deployment.

Inoltre questa preview contiene aggiornamenti riguardanti:

  • Management Insights for proactive maintenance
  • Mobile apps for co-managed devices
  • Support for new Windows app package formats
  • New boundary group options for optimized P2P behaviors
  • Third-party software updates support for custom catalogs
  • Compliance 9 – Overall health and compliance (Report)

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Rilasciata una versione aggiornata del Management Pack per OS Windows Server 2016 e 1709 Plus che include diversi aggiornamenti e risoluzioni di problematiche. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare questo articolo.

Rilasciata la versione 8.2 del MP Author che include diversi miglioramenti. Per la lista delle novità incluse in questa nuova versione è possibile consultare l’annuncio ufficiale del rilascio.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Maggio 2018

Rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere nei mesi scorsi, nel mese di maggio, sono state annunciate da Microsoft un numero ridotto di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate riportando i riferimenti necessari per effettuare ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Microsoft ha annunciato il ritiro, a partire dall’8 Giugno 2018, delle seguenti solution:

Questo significa che, a partire da questa data, non sarà più possibile aggiungerle nei workspaces di Log Analytics. Per coloro che le stanno attualmente utilizzando è opportuno tenere in considerazione che le solution continueranno a funzionare, ma verrà a mancare il relativo supporto e non saranno rilasciati nuovi aggiornamenti.

In questo articolo vengono riportate alcune importanti raccomandazioni che è opportuno seguire quando si utilizzano gli operatori “Summarize” e “Join” nelle query di Log Analytics e Application Insights. Si consiglia di adeguare la sintassi di eventuali query esistenti, che utilizzano questi operatori, per rispettare le specifiche riportate nell’articolo.

Security e Audit

Si segnala questo interessante articolo dove viene riportato come è possibile rilevare ed investigare attività anomale e potenzialmente malevole utilizzando Log Analytics ed Azure Security Center.

Azure Site Recovery

Microsoft ha annunciato che le seguenti versioni delle REST API di Azure Site Recovery saranno deprecate a partire dal 31 Luglio 2018:

  • 2014-10-27
  • 2015-02-10
  • 2015-04-10
  • 2015-06-10
  • 2015-08-10

Sarà quindi necessario utilizzare le API almeno della versione 2016-08-10 per interfacciarsi con Azure Site Recovery. Questo tipo di modifica non ha nessun impatto sul portale di Azure Site Recovery e sull’accesso alla soluzione tramite PowerShell.

System Center

System Center Orchestrator

Gli Integration Pack di Orchestrator, versione 7.3 per System Center 2016, sono stati rilasciati.
Il download può essere effettuato a questo indirizzo e include i seguenti componenti:

  • System Center 2016 Integration Pack per System Center 2016 Configuration Manager.
  • System Center 2016 Integration Pack per System Center 2016 Data Protection Manager.
  • System Center 2016 Integration Pack per System Center 2016 Operations Manager.
  • System Center 2016 Integration Pack per System Center 2016 Service Manager.
  • System Center 2016 Integration Pack per System Center 2016 Virtual Machine Manager.

Questi Integration Pack consentono di sviluppare delle automazioni, interfacciandosi direttamente anche con gli altri componenti di System Center. L’Integration Pack di System Center 2016 Operations Manager è stato rivisto per non richiedere più la presenza della console di Operations Manager per funzionare in modo corretto.

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano gli aggiornamenti rilasciati per i Management Pack di Operations Manager:

  • Active Directory Federation Services versione 10.0.1.0
  • Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 7.1.10100.1

System Center Service Management Automation

Service Management Automation vede il rilascio dell’Update Rollup 5. Tra le problematiche risolte troviamo:

  • Runbooks che, utilizzando cmdlets di System Center 2016 Service Manager, falliscono con l’errore “MissingMethodException”.
  • Runbooks che falliscono con l’exception “unauthorized access”.

Sono stati inoltre apportati miglioramenti nella parte di debug logging.

Per consultare l’elenco completo dei problemi risolti e i dettagli da seguire per effettuare l’aggiornamento è possibile accedere alla relativa knowledge base.

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Aprile 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo, che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Microsoft ha deciso di estendere gli Alerts presenti in Log Analytics dal portale OMS verso il portale Azure, facendoli confluire in Azure Monitor. Questo processo avverrà in modo automatico a partire dal 14 Maggio 2018 (la data è stata posticipata, inizialmente era prevista per il 23 Aprile), non comporterà nessun tipo di modifica alla configurazione degli Alerts e delle relative query, e non prevede nessun downtime per la sua attuazione. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico “L’estensione degli Alerts di Log Analytics in Azure Monitor“.

Figura 1 – Notifica estensione alerts nel portale OMS

Per evitare situazioni dove, le risorse gestite in Log Analytics inviino in modo inaspettato un elevato volume dei dati verso il Workspace OMS, è stata introdotta la possibilità di fissare un Daily Volume cap. Questo consente di limitare la data ingestion giornaliera per il proprio workspace. Il Data volume cap è possibile configurarlo in tutte le regions, accedendo nella sezione Usage and estimated costs:

Figura 2 – Impostazione del Daily volume cap

Il portale mostra inoltre il trend del volume dei dati negli ultimi 31 giorni e il totale del volume dei dati, suddiviso per solution:

Figura 3 – Data ingestion per solution (ultimi 31 giorni e totale)

L’utilizzo della Log Search API, utilizzata dal vecchio linguaggio di query di Log Analytics, è stato deprecato a partire dal 30 Aprile 2018. La Log Search API è stata sostituita con l’Azure Log Analytics REST API, la quale supporta il nuovo linguaggio di query e introduce una maggiore scalabilità rispetto ai risultati che è in grado di restituire. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve un importante numero di bug e introduce nuove versioni dei vari componenti. Viene inoltre introdotto il supporto per Debian 9, AWS 2017 e Open SSL 1.1. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-42.

Figura 4 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

Per quanto riguarda Azure Backup sono stati annunciati i seguenti miglioramenti nella scalabilità del servizio:

  • Possibilità di creare fino a 500 recovery services vaults in ogni subscription per region (in precedenza il limite era di 25).
  • Il numero di macchine virtuali che può essere registrato in ogni vault è aumentato a 1000 (precedentemente era 200).

Azure Backup, per la protezione delle Azure Iaas VM, ora supporta gli storage account messi in sicurezza utilizzando storage firewalls and Virtual Networks. Per maggiori dettali a riguardo è possibile consultare il blog ufficiale Microsoft.

Figura 5 – Protezione Azure Iaas VM in scenari di storage protetti

Cambiano le modalità previste per abilitare il backup long-term per gli Azure SQL Database. La procedura, per consentire di mantenere il backup degli Azure SQL DB fino a 10 anni, prevedeva il salvataggio all’interno di un Azure Recovery Service Vault. Grazie all’introduzione di questa nuova funzionalità, si ha la possibilità di mantenere il backup long-term direttamente all’interno di un Azure Blob Storage e viene a decadere l’esigenza di un Recovery Service Vault. Tutto ciò consente di avere più flessibilità e un maggiore controllo dei costi. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo SQL Database: Long-term backup retention preview includes major updates.

System Center

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1804 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte novità riguardanti l’OSD, il Software Center e l’infrastruttura di Configuration Manager. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1804 for Configuration Manager Technical Preview Branch. Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Microsoft ha rilasciato l’Update Rollup 5 (UR5) per System Center 2016 Long-Term Servicing Channel (LTSC). Questo aggiornamento non introduce nuove funzionalità, ma risolve diversi bug.

In seguito, si riportano i riferimenti, riguardanti questo aggiornamento, per ogni prodotto System Center:

Non sono presenti invece aggiornamenti riguardanti Service Provider Foundation.

System Center Operations Manager 1801 introduce il supporto per la Kerberos authentication quando il protocollo WS-Management viene utilizzato dal management server per la comunicazione con i sistemi UNIX e Linux. Questo consente di avere un maggiore Livello di sicurezza, eliminando la necessità di abilitare la basic authentication per Windows Remote Management (WinRM).

Inoltre in System Center Operations Manager 1801 sono stati introdotti i seguenti miglioramenti riguardanti la gestione del monitor dei file di log di Linux:

  • Supporto per caratteri Wild Card nel nome e nel percorso del file di log.
  • Supporto per nuovi match patterns che consentono ricerche personalizzate dei log.
  • Supporto per pluging Fluentd pubblicati dalla community fluentd.

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

  • MP per Windows Server Operating System 2016 e 1709 Plus 10.0.19.0
  • MP per SQL Server 2008-2012 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2014 7.0.4.0
  • MP per SQL Server 2016 7.0.4.0
  • MP per Microsoft Azure SQL Database 7.0.4.0
  • MP per SQL Server Dashboards 7.0.4.0
  • MP per UNIX e Linux 7.6.1085.0

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere a l’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Marzo 2018

Nel mese di marzo ci sono state diverse novità annunciate da parte di Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questa serie di articoli, che realizziamo con cadenza mensile, vengono elencate tutte le principali novità del mese corrente, accompagnate dai riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Automation

In Azure Automation sono state ufficialmente rilasciate le nuove funzionalità che consentono di:

  • Gestire la distribuzione degli aggiornamenti (Update management).
  • Raccogliere informazioni di inventario relative alle applicazioni installate sui sistemi (Inventory).
  • Tenere traccia delle modifiche apportare sulle macchine (Change tracking).

Il nostro articolo, pubblicato nei mesi scorsi, mostra come configurare l’Azure Automation Account per poter usufruire di queste nuove funzionalità e ne riporta le principali caratteristiche.

Figura 1 – Relative solution presenti in Log Analytics


Azure Backup

In Azure Backup sono state introdotte diverse novità che riguardano i seguenti aspetti:

  • Large disk support: possibilità di proteggere dischi di dimensione fino ai 4TB, sia di tipologia managed che unmanaged. Il limite in precedenza era di un 1TB.
  • Backup and Restore performance improvements: per ridurre i tempi di esecuzione dei backup e dei restore verranno mantenute le snapshot, effettuate durante il processo di backup, per 7 giorni.
  • Instant recovery point: i recovery point vengono resi disponibili istantaneamente nel momento della creazione della snapshot effettuata dal job di backup, in modo del tutto analogo ai checkpoint creati da Hyper-V oppure da VMware.
  • Distribute the disks of restored VM: durante i processi di restore viene fornita la possibilità di scegliere dove posizionare i dischi unmanaged delle macchine virtuali. Questo riduce le configurazioni, post attività di restore, che sarebbero necessarie mettendo tutti i dischi all’interno dello stesso storage account.

Per poter usufruire di questi improvements è necessario effettuare l’upgrade della subscription che detiene i Recovery Service Vault. L’upgrade può essere effettuato direttamente dal portale Azure (sarà presente una apposita notifica nella dashboard dei Recovery Service vault) oppure tramite comandi PowerShell. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale Microsoft.

Figura 2 – Avvio del processo di upgrade della subscription al nuovo stack

Microsoft ha inoltre annunciato che il servizio Azure Backup è ora disponibile anche nelle region Azure della Francia (France Central e France South).

 

System Center

Microsoft ha ufficializzato il rilascio di Windows Server 2019 che sarà disponibile al pubblico nella seconda parte del 2018. Contestualmente verrà reso disponibile anche System Center 2019 che avrà il pieno supporto per Windows Server 2019 fin dal primo giorno del rilascio.

System Center Configuration Manager

Nel corso del mese è stata rilasciata la versione 1802 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Queste in sintesi gli ambiti impattati da questo aggiornamento:

Modern Management

  • Endpoint Protection workload transition in co-management
  • Management insights
  • Co-management reporting

Figura 3 –  Co-management reporting

Microsoft 365 Adoption

  • Phased deployments
  • Windows AutoPilot Device Information report
  • Support for Windows 10 ARM64 devices
  • Surface Device Dashboard
  • Microsoft Edge browser policies
  • Report to show default browser for client machines
  • Windows 10 Servicing for a specific collection report
  • Improvements to Office 365 client management dashboard
  • Improvements for Windows Defender Exploit Guard
  • New settings for Windows Defender Application Guard

Streamlined Infrastructure

  • Configure Windows 10 Delivery Optimization to use Configuration Manager boundary groups
  • Add management points to your boundary group fallback relationships
  • Moving Distribution Points between sites

Improvements in Cloud Management Gateway

  • Cloud management gateway support for Azure Resource Manager
  • Install user-available applications on Azure AD-joined devices
  • Windows 10 in-place upgrade task sequence over the Internet

Improvements in Software Center

  • Approve application requests for users per device
  • Improvements to client settings for Software Center

Improvements in OSD

  • Improvements to Windows 10 in-place upgrade task sequence
  • Deployment Template for Task Sequences

Miscellaneous Improvements

  • Support for hardware inventory strings greater than 255 characters in length
  • Run scripts

Figura 4 –  Run Script status

Per consultare la lista completa delle nuove funzionalità e per avere maggiori dettagli a riguardo è possibile accedere alla documentazione ufficiale Microsoft.

L’aggiornamento verrà reso disponibile in queste settimane a livello globale e sarà riportato nel nodo “Updates and Servicing” della console di SCCM. Per forzare la disponibilità di questo aggiornamento è possibile utilizzare questo script PowerShell.

Per System Center Configuration Manager è stata rilasciata la versione 1803 per il branch Technical Preview. Oltre che improvements generici nella soluzione vengono introdotte utili modifiche che possono migliorare l’infrastruttura di Configuration Manager. Inoltre, sono stati apportati interessanti miglioramenti riguardanti il Software Center. Tutte le nuove funzionalità incluse in questo update possono essere consultate nell’articolo Update 1803 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Updates Publisher

System Center Updates Publisher (SCUP)  è la soluzione Microsoft che consente di gestire custom update di terze parti. Questo mese una nuova versione di SCUP è stata rilasciata ufficialmente e può essere scaricata a questo indirizzo. La nuova release introduce il supporto per Windows 10 e Windows Server 2016. Tutti i dettagli in merito a questo rilascio possono essere consultati nell’annuncio ufficiale.

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i prodotti System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e in seguito alla registrazione è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Febbraio 2018

Il mese di Febbraio è stato ricco di novità e diversi sono gli aggiornamenti che hanno interessato Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogati in modo sintetico per avere una visione globale e saranno presenti i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti a riguardo.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Tutti coloro che utilizzano Azure ExpressRoute saranno lieti di sapere che ora è possibile effettuarne il monitor utilizzando Network Performance Monitor (NPM). Tale funzionalità è stata in preview per alcuni mesi e ora è passata nello stato di general availability. Tra le caratteristiche di questa soluzione di monitor troviamo:

  • Possibilità di visualizzare in modo interattivo, tramite la topology view di NPM, i vari componenti (network on-premises, circuit provider edge, circuit ExpressRoute, edge Microsoft, e le Azure VMs) e la latenza misurata in ogni hop. Questo consente di indentificare facilmente eventuali problemi di performance nella connettività e di individuare rapidamente il segmento problematico della comunicazione.
  • Capacità di visualizzare l’utilizzo di banda del primary e del secondary circuit ExpressRoute. Grazie al drill-down è inoltre possibile intercettare l’utilizzo di banda per ogni singola vNet connessa ai circuit ExpressRoute.
  • Possibilità di creare query e visualizzazioni personalizzate grazie al fatto che tutti i dati della soluzione sono disponibili nel repository di Log Analytics e di conseguenza è possibile utilizzare le funzionalità native di ricerca e correlazione in base alle proprie esigenze.
  • Capacità di diagnosticare problemi vari di connettività presenti nei circuit ExpressRoute.

Figura 1 – Azure ExpressRoute Monitoring

Per maggiori informazioni su come configurare il monitor di ExpressRoute con NPM è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Inoltre in Network Performance Monitor (NPM) è stata introdotta la funzionalità di Service Endpoint Monitor che integra nel monitor e nella visualizzazione delle performance della propria applicazione anche le performance end-to-end della network. Questa funzionalità consente di creare differenti tipologie di test (HTTP, HTTPS, TCP e ICMP), che dovranno essere effettuati da punti chiave della propria infrastruttura di rete, in modo da poter identificare in modo rapido se il problema riscontrato è legato alla network oppure è relativo all’applicativo. Grazie all’utilizzo della network topology map il problema e la sua natura è inoltre facilmente localizzabile. Si tratta di una funzionalità in public preview le cui caratteristiche sono riportate nel dettaglio in questo articolo.

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce anche una versione aggiornata dei componenti SCX e OMI. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.4-210.

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Backup

In questo articolo viene descritto come costruire la propria soluzione di monitor in Log Analytics per Azure Backup. Tramite questa soluzione di monitor è possibile controllare i principali aspetti di Azure Backup come i job di backup e restore, backup alert e l’utilizzo dello storage in cloud. Il tutto è possibile farlo cross Recovery Service vault e cross subscription potendo trarre beneficio delle funzionalità integrate in Log Analytics, quali ad esempio l’apertura automatizzata di ticket tramite webhooks oppure grazie all’integrazione con ITSM. Si tratta di una soluzione community e ogni contribuito è ovviamente ben accetto.

Per quanto riguarda Azure Backup è stata annunciata (in general availability) la possibilità di realizzare backup consistenti a livello applicativo per le macchine virtuali Linux in esecuzione su Azure. Sui sistemi Windows questo avviene utilizzando il componente VSS, mentre per le VM Linux viene messo a disposizione uno scripting framework grazie al quale è possibile eseguire dei pre-script e dei post-script per controllare l’esecuzione dei backup.

Figura 3 – Meccanismo per la realizzazione di backup application consistent in VMs Linux su Azure

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale, mentre per ulteriori informazioni sulla protezione delle macchine virtuali Linux presenti in Microsoft Azure, utilizzando Azure Backup, è possibile prendere visione dell’articolo: Azure Backup: la protezione dei sistemi Linux in Azure.

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere in modo nativo Azure File Shares. Tale funzionalità al momento è in Public Preview e tra le caratteristiche principali troviamo:

  • Possibilità, accedendo ai Recovery Service vault, di effettuare il discovery degli storage acccount e di rilevare le file shares presenti e non protette.
  • Protezione su larga scala: c’è la possibilità di effettuare il backup di più file shares contenute in uno storage account e di applicare un policy di protezione comune.
  • Restore istantanei e granulari. La protezione è basata su file share snapshots e questo consente di effettuare in modo rapido il ripristino di file in modo selettivo.
  • Dal portale Azure è possibile esplorare i vari restore point presenti per individuare facilmente quali file ripristinare.

Figura 4 – Backup di Azure File Shares

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Questo mese è stato rilasciato un Mandatory Update per l’agente Microsoft Azure Recovery Services (MARS). Per tutti coloro che utilizzano Azure Backup è necessario installare quanto prima questo aggiornamento per evitare fallimenti nelle attività di backup e di recovery.

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stata resa disponibile un’attesa funzionalità, che consente di proteggere macchine virtuali aventi managed disk, nello scenario di replica tra differenti region di Azure, consentendo di avere una maggiore flessibilità per l’attivazione di scenari di Disaster Recovery con sistemi presenti in Azure.

Figura 5 – Attivazione replica di una VM con Managed Disks

System Center

Come annunciato nei mesi scorsi e come già avviene per il sistema operativo e per Configuration Manager, anche gli altri prodotti System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). Questo mese c’è stato il primo rilascio con la versione 1801 di System Center.

Figura 6 – Sintesi delle novità introdotte nella versione 1801 di System Center

Per conoscere i dettagli delle novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale. Si ricorda infine che per le release appartenenti al semi-annual channel è garantito un supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1802 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1802 for Configuration Manager Technical Preview Branch.

Questa release introduce un numero considerevole di novità su diversi ambiti, tra i quali: OSD, Cloud Management Gateway, funzionalità di Windows 10 e Office 365, Software Center e Site Server High Availability.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

La funzionalità definita “Updates and Recommendations”, introdotta in SCOM 2016 per i Management Pack di casa Microsoft, è utile per facilitare il processo di discovery dei MPs appropriati per effettuare il monitor dei differenti workload presenti nella propria infrastruttura e per mantenerli aggiornati. Questa funzionalità è abilitata per ben oltre 110 workload Microsoft. Microsoft ha annunciato che sta estendendo questa funzionalità anche per i MPs realizzati e offerti da terze parti. Nella release 1801 di Operations Manager sono al momento contemplati i MPs dei seguenti partner esterni:

Figura 7 – Funzionalità Updates and Recommendations con MPs dei partners

Come conseguenza del rilascio della versione 1801 di System Center sono stati resi disponibili anche i seguenti nuovi Management Pack di SCOM:

System Center Service Manager

Rilasciata una nuova versione del Service Manager Authoring Tool.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e, dopo essersi registrati, è possibile avviare il periodo di trial.

L’integrazione tra Service Map e System Center Operations Manager

Service Map è una soluzione che è possibile attivare in Operations Management Suite (OMS) in grado di effettuare in automatico il discovery dei componenti applicativi, presenti sia su sistemi Windows che Linux, e di creare una mappa che riporta pressoché in tempo reale le comunicazioni presenti tra i vari servizi. Il tutto consente di visualizzare i server come sistemi tra di loro interconnessi che erogano dei servizi.

In System Center Operations Manager (SCOM) c’è la possibilità di definire delle Distributed Application per fornire una visuale complessiva dello stato di salute di un’applicazione costituita da oggetti differenti.  Le Distributed Application non forniscono delle funzionalità di monitor aggiuntive, ma si limitano a mettere in relazione lo stato di oggetti presenti nel sistema di monitor per fornire lo stato di salute globale dell’applicativo.

Grazie all’integrazione tra Service Map e System Center Operations Manager è possibile creare in automatico in SCOM i diagrammi che rappresentano le Distributed Application sulla base delle dipendenze rilevate dalla soluzione Service Map.

In questo articolo verrà esaminata la procedura da seguire per attivare questa integrazione riportandone le caratteristiche principali.

Prerequisiti

Questo tipo di integrazione è possibile nel caso siano verificati i seguenti requisiti:

  • Ambiente System Center Operations Manager 2012 R2 o successivo.
  • Workspace OMS con la soluzione Service Map abilitata.
  • Presenza di un Service Principal con accesso alla subscription Azure che contiene il workspace OMS.
  • Presenza di sistemi server gestiti da Operations Manager e che inviano dati a Service Map.

Sono supportati sia sistemi Windows che Linux, ma con una importante distinzione.

Per i sistemi Windows è possibile valutare l’utilizzo dello scenario di integrazione tra SCOM e OMS, come descritto nell’articolo Integrazione tra System Center Operations Manager e OMS Log Analytics e aggiungere semplicemente il Dependencing Agent di Service Map sui vari server.

Per i sistemi Linux invece non è possibile collezionare in modo diretto i dati degli agenti gestiti da Operations Manager in Log Analytics. Sarà quindi sempre necessaria la presenza sia dell’agente di SCOM che dell’agente di OMS. Al momento, in ambiente Linux, i due agenti condividono alcuni binari, ma si tratta di agenti distinti che possono coesistere sulla stessa macchina purché l’agente di SCOM sia almeno della versione 2012 R2. L’installazione dell’agente di OMS su un sistema Linux gestito da Operations Manager comporta l’aggiornamento dei package OMI e SCX. Si consiglia di installare sempre prima l’agente di SCOM e successivamente quello di OMS, in caso contrario è necessario modificare il file di configurazione di OMI (/etc/opt/omi/conf/omiserver.conf) aggiungendo il parametro httpsport=1270. Dopo la modifica è necessario riavviare il componente OMI Server tramite il seguente comando: sudo /opt/omi/bin/service_control restart.

Processo per attivazione l’integrazione

Il primo step richiesto è l’importazione dalla console di System Center Operations Manager dei seguenti Management Pack (al momento in Public Preview), contenuti all’interno del bundle che è possibile scarica a questo indirizzo:

  • Microsoft Service Map Application Views.
  • Microsoft System Center Service Map Internal.
  • Microsoft System Center Service Map Overrides.
  • Microsoft System Center Service Map.

Figura 1 – Avvio importazione del Management Pack

Figura 2 – Installazione del Management Pack per l’integrazione con Service Map

Dopo aver completato l’installazione del Management Pack verrà visualizzato il nuovo nodo Service Map, nel workspace Administration, all’interno della sezione Operations Management Suite. Da questo nodo è possibile avviare il wizard di configurazione dell’integrazione:

Figura 3 – Configurazione del workspace OMS dove è presente la soluzione Service Map

Allo stato attuale è possibile configurare l’integrazione con un solo workspace OMS.

Il wizard richiede di specificare un Service Principal per accedere in lettura alla subscription Azure che contiene il workspace OMS, con la soluzione Service Map attivata. Per la creazione del Service Principal è possibile seguire la procedura riportata nella documentazione ufficiale Microsoft.

Figura 4 – Parametri di connessione al workspace OMS

Sulla base dei permessi assegnati al Service Principal vengono mostrate le subscription Azure e i relativi workspace OMS associati:

Figura 5 – Selezione subscription Azure, OMS Resource Group e OMS workspace

A questo punto viene richiesto di selezionare quali gruppi di macchine presenti in Service Map si desidera sincronizzare in Operations Manager:

Figura 6 – Selezione dei Service Map Machine Group da sincronizzare in SCOM

Nella schermata successiva viene richiesto di selezionare quali server presenti in SCOM sincronizzare con le informazioni recuperate da Service Map.

Figura 7 – Selezione degli items di SCOM

A questo proposito per poter fare in modo che questa integrazione sia in grado di creare il diagramma della Distributed Application per un server, questo deve essere gestito da SCOM, da Service Map e deve essere presente all’interno del gruppo Service Map precedentemente selezionato.

In seguito viene richiesto opzionalmente di selezionare un Management Server Resource Pool per la comunicazione con OMS e se necessario un proxy server:

Figura 8 – Configurazione opzionale di un Management Server Resource Pool e di un proxy server

La registrazione richiede alcuni secondi al termine dei quali compare la schermata seguente e Operations Manager effettua la prima sincronizzazione di Service Map, prelevando i dati dal workspace OMS.

Figura 9 – Aggiunta del workspace OMS completata con successo

La sincronizzazione dei dati di Service Map avviene di default ogni 60 minuti, ma è possibile cambiare questa frequenza andando ad agire con un override sulla rule denominata Microsoft.SystemCenter.ServiceMapImport.Rule.

Risultato dell’integrazione tra Service Map e SCOM

Il risultato di questa integrazione è visibile dalla console di Operations Manager nel pannello Monitoring. Viene infatti creata una nuova folder Service Map che contiene:

  • Active Alerts: eventuali alert attivi riguardanti la comunicazione tra SCOM e Service Map.
  • Servers: lista dei server sotto monitor per i quali vengono sincronizzate le informazioni provenienti da Service Map.

Figura 10 – Server con informazioni sincronizzate da Service Map

  • Machine Group Dependency Views: viene visualizzata una Distributed Application per ogni gruppo Service Map selezionato per la sincronizzazione.

Figura 11 – Machine Group Dependency View

  • Server Dependency Views: viene mostrata una Distributed Application per ogni server per il quale vengono sincronizzate le informazioni da Service Map.

Figura 12 – Server Dependency View

 

Conclusioni

Molte realtà che hanno intenzione di utilizzare oppure che hanno già implementato la soluzione Service Map hanno anche on-premises un ambiente System Center Operations Manager (SCOM). Grazie a questa integrazione si vanno ad arricchire le informazioni contenute in SCOM consentendo di avere una visibilità completa delle applicazioni e delle dipendenze dei vari sistemi. Questo è un esempio di come è possibile utilizzare le potenzialità fornite da OMS anche in realtà con SCOM, senza dover rinunciare agli investimenti fatti sullo strumento, come ad esempio la possibile integrazione con soluzioni di IT service management (ITSM).

Integrazione tra System Center Operations Manager e OMS Log Analytics

Per coloro che utilizzano System Center Operations Manager (SCOM) c’è la possibilità di estendere le funzionalità del prodotto abilitando l’integrazione con Log Analytics. Questo consente di beneficiare delle potenzialità di OMS per ottenere una strategia di monitor della propria infrastruttura sempre più efficiente e completa. In questo articolo si analizzerà la procedura da seguire per abilitare questa integrazione e verrà analizzato il funzionamento dell’architettura.

Prima di abilitare questo tipo di integrazione è necessario verificare di disporre di una tra le seguenti versioni di SCOM supportate:

  • Operations Manager 2016.
  • Operations Manager 2012 R2 UR2 o superiore.
  • Operations Manager 2012 SP1 UR6 o superiore.

Inoltre è opportuno consentire il traffico in uscita, verso i servizi cloud di OMS, proveniente dagli agenti di monitor, dai Management Server e dalla console di SCOM in modo diretto oppure tramite un OMS Gateway.

Il processo di integrazione viene fatto utilizzando la console di Operations Manager secondo pochi e semplici passaggi in seguito riportati:

Figura 1 – Avvio del processo di registrazione

Figura 2 – Selezione dell’environment OMS

Figura 3 – Avvio del processo di autenticazione

Figura 4 – Selezione del workspace OMS che si intende integrare in SCOM

Figura 5 – Schermata di conferma delle impostazioni

Figura 6 – Conferma conclusiva

Al termine di questa configurazione viene stabilita la connessione verso il workspace OMS, ma nessun dato degli agenti SCOM connessi al management group di SCOM viene inviato a Log Analytics. Per fare in modo di collezionare i dati degli agenti gestiti da Operations Manager in Log Analytics è necessario procedere in modo selettivo andando a specificare i singoli computer objects oppure un gruppo che contiene i Windows computer objects. Il tutto può essere svolto direttamente dal ramo Connection nella sezione Operations Management Suite:

Figura 7 – Selezione dei computer objects da abilitare

Al termine di questa operazione nel portale OMS è possibile verificare lo stato di connessione del proprio Management Group e il numero di sistemi server connessi:

Figura 8 – Informazioni riportate nel portale OMS in seguito all’integrazione

Dalla console di SCOM è possibile verificare lo stato della connessione a OMS navigando nella sezione Operations Management Suite – Health State del workspace Monitoring:

Figura 9 – Proprietà Authentication service URI valorizzata nell’Health state del Management Server

Dopo aver stabilito la connessione tra la propria infrastruttura SCOM e il workspace OMS, il Management Server inizia a ricevere aggiornamenti della configurazione dai web service di OMS sotto forma di Management Pack, che comprendono sia i MPs base che quelli relativi alle solution che sono state abilitate. Operations Manager effettua dei controlli a intervalli regolari per verificare la presenza di aggiornamenti per questi Management Pack. Tale comportamento è governato da queste rule di SCOM:

  • SystemCenter.Advisor.MPUpdate: gestisce l’aggiornamento dei MPs base di OMS e di default viene eseguita ogni 12 ore.
  • SystemCenter.Advisor.Core.GetIntelligencePacksRule: effettua l’aggiornamento dei MPs relativi alle solution OMS abilitate nel workspace connesso e di default viene eseguita ogni cinque minuti.

Tale comportamento è possibile gestirlo andando a modificare la frequenza oppure disabilitando completamente gli aggiornamenti (parametro Enabled) configurando degli override delle rule sopra riportate.

Accedendo al workspace Administration e filtrando i Management Pack per Advisor oppure Intelligence verranno elencati i MPs scaricati e installati in base alle solution abilitate nel proprio workspace OMS:

Figura 10 – Elenco Management Pack con nome che contiene “Advisor”

Figura 11 – Elenco Management Pack con nome che contiene “Intelligence”

Figura 12 – Elenco delle Solution installate nel Workspace OMS

Come si può notare per ogni Solution OMS installata esiste il corrispondete Management Pack importato nell’infrastruttura Operations Manager.

Al termine di questa configurazione gli agenti di monitor abilitati anche alla comunicazione con il workspace OMS possono inviare i dati richiesti dalla solution direttamente al web service di OMS oppure i dati delle solution possono essere inviati direttamente dal Management Server di SCOM verso il workspace OMS connesso. Il tutto dipende dalla solution abilitata e in nessun caso queste informazioni vengono salvate all’interno dei database di Operations Manager (OperationsManager e OperationsManagerDW). In caso di perdita di connettività del Management Server con il web service di OMS i dati vengono mantenuti localmente in cache finché non viene ristabilita la comunicazione. Nel caso in cui il Management Server rimanga offline per un periodo prolungato la comunicazione verso OMS può essere ripresa da altri Management Server presenti all’interno dello stesso Managemen Group.

Figura 13 – Diagramma con le comunicazioni tra i componenti dell’infrastruttura SCOM e OMS

Al fine di controllare e regolare al meglio le connessioni internet dei sistemi monitorati e dei Management Server verso gli URL pubblici di OMS è possibile implementare un OMS Gateway:

Figura 14 – Comunicazioni tra i componenti dell’infrastruttura SCOM e OMS in presenza di un OMS Gateway

In questo modo l’unico sistema che deve essere abilitato ad accedere agli URL pubblici di Operations Management Suite è l’OMS Gateway e tutti gli altri sistemi punteranno a questa macchina. Per rendere effettiva questo tipo di configurazione è necessario, dopo aver implementato il sistema con questo ruolo, specificare nell’utilizzo del proxy server l’indirizzo IP dell’OMS Gateway con prefisso http://.

Figura 15 – Configurazione del Proxy Server utilizzato per accedere ai servizi cloud di OMS

Figura 16 – Inserimento dell’Indirizzo IP dell’OMS Gateway con prefisso http://

Nel caso si desideri abilitare solamente alcuni sistemi all’utilizzo dell’OMS Gateway è necessario andare ad agire sulla rule Advisor Proxy Setting Rule e creare un Override per l’health service object andando a popolare il parametro WebProxyAddress con l’URL dell’OMS Gateway.

Conclusioni

Microsoft Operations Management Suite (OMS) è una soluzione interamente basata sul cloud, in constante evoluzione e con nuove funzionalità che vengono aggiunte ed estese in rapida frequenza. Grazie a questa integrazione è quindi possibile affiancare la velocità e l’efficienza intrinseca in OMS nel collezionare, detenere e analizzare i dati, alle potenzialità di Operations Manager. Questo consente di continuare ad utilizzare l’infrastruttura SCOM esistente per monitorare il proprio ambiente, mantenendo eventuali integrazioni con soluzioni di IT Service Management (ITSM) e di beneficiare contemporaneamente anche delle potenzialità offerte da Microsoft Operations Management Suite (OMS).

OMS e System Center: novità di Novembre 2017

Nel mese di novembre ci sono state diverse novità annunciate da Microsoft riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. In questo articolo verranno riepilogate in modo sintetico con i riferimenti necessari per poter effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Come già annunciato a partire dal 30 ottobre 2017 Microsoft ha avviato il processo di upgrade dei workspace OMS non ancora aggiornati manualmente. A questo proposito è stata rilasciato questo utile documento che riporta le differenze tra un workspace OMS legacy e un workspace OMS aggiornato, con i riferimenti per ottenere maggiori dettagli.

Solutions

Coloro che utilizzano circuit ExpressRoute saranno lieti di sapere che Microsoft ha annunciato la possibilità di effettuarne il monitor tramite Network Performance Monitor (NPM). Si tratta di una funzionalità al momento in preview che consente di monitorare la connettività e le performance tra l’ambiente on-premises e le vNet in Azure in presenza di circuit ExpressRoute. Per maggiori dettagli sulle funzionalità annunciate è possibile consultare l’articolo ufficiale.

Figura 1 – Network map che mostra i dettagli della connettività ExpressRoute

Agente

Come di consueto è stata rilasciata una nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux che ormai da tempo avviene con cadenza mensile. In questo rilascio sono stati risolti bug riguardanti la diagnostica durante la fase di onboarding degli agenti. Non sono stare introdotte ulteriori novità. Per ottenere la versione aggiornata è possibile consultare la pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.4.2-124.

Protezione e Disaster Recovery

Azure Backup ha sempre protetto i backup effettuati dal mondo on-premises verso Azure tramite encryption che avviene utilizzando la passphrase definita in fase di configurazione della soluzione. Per la protezione delle macchine virtuali in Azure la raccomandazione per avere maggiore sicurezza nei backup era di utilizzare VM con disk-encrypted. Ora Azure Backup utilizza Storage Service Encryption (SSE) per fare l’encryption dei backup delle macchine virtuali su Azure, consentendo di avere in modo integrato nella soluzione un meccanismo per la messa in sicurezza dei backup. Questo avverrà anche per i backup esistenti in modo automatico e tramite attività in background.

Microsoft, al fine di far maggiore chiarezza in merito al pricing ed al licensing di Azure Site Recovery, ha aggiornato le FAQ che è possibile consultare nella pagina ufficiale del pricing della soluzione.

System Center

Come già avviene per il sistema operativo e per System Center Configuration Manager, anche gli altri prodotti  System Center, in particolare Operations Manager, Virtual Machine Manager e Data Protection Manager seguiranno un rilascio di versioni aggiornate ogni 6 mesi (semi-annual channel). L’obiettivo è di fornire rapidamente nuove funzionalità e di garantire una pronta integrazione con il mondo cloud, il che diventa fondamentale vista la velocità con cui si evolve. Nel mese di novembre è stata annunciata la preview di System Center versione 1711 che è possibile scaricare a questo indirizzo.

Figura 2 – Sintesi delle novità introdotte nella preview di System Center versione 1711

Per conoscere i dettagli delle le novità introdotte in questo rilascio è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

System Center Configuration Manager

Per System Center Configuration Manager current branch versione 1706 è stato rilasciato un importante update rollup che è consigliabile applicare in quanto risolve un numero considerevole di problematiche.

Rilasciata la versione 1710 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto. Tra le principali novità di questo aggiornamento emergono sicuramente le possibilità offerte dal Co-management che ampliano le possibilità di gestione dei device utilizzando sia System Center Configuration Manager che Microsoft Intune.

Figura 3 – Caratteristiche e benefici del Co-management

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

Rilasciata la versione 1711 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Miglioramenti nel nuovo Run Task Sequence step.
  • User interaction in fase di installazione di applicazioni nel contesto System anche durante l’esecuzione di una task sequence.
  • Nuove opzioni, nello scenario di utilizzo di Configuration Manager connesso con Microsoft Intune, per gestire policy di compliance per device Windows 10 in relazione a Firewall, User Account Control, Windows Defender Antivirus, e OS build versioning.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Rilasciata una versione aggiornata del Configuration Manager Client Messaging SDK.

System Center Operations Manager

Rilasciata la nuova wave dei Management Pack di SQL Server (versione 7.0.0.0):

I Management Pack relativi a SQL Server 2017 possono essere utilizzati per il monitor di SQL Server 2017 e di release successive (version agnostic), questo consente di evitare di dover gestire differenti MP per ogni versione di SQL Server. I controlli per le versioni di SQL Server precedenti alla 2014 sono inclusi nel MP generico “Microsoft System Center Management Pack for SQL Server”.

System Center Service Manager

Microsoft ha pubblicato una serie di accorgimenti e di best practices da seguire in fase di Authoring di Management Pack di System Center Service Manager (SCSM).

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

OMS e System Center: novità di Ottobre 2017

In questo articolo vengono riportate le principali novità annunciate nel mese di ottobre riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Si tratta di un riepilogo sintetico che contiene i riferimenti necessari per eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

In Log Analytics nel mese di agosto è stato pubblicato un importante aggiornamento che introduce diversi cambiamenti, come il nuovo e potente linguaggio per la creazione delle query, l’introduzione del nuovo portale Advanced Analytics e una maggiore integrazione con Power BI. Per maggiori approfondimenti è possibile consultare l’articolo specifico Log Analytics: un importante aggiornamento evolve la soluzione. Nel corso del mese Microsoft ha annunciato che a partire dal 30 ottobre 2017 viene avviato in modo automatico il processo di upgrade dei workspace OMS non ancora aggiornati manualmente. Il tutto sarà effettuato in modo graduale per region secondo lo scheduling riportato in seguito:

Figura 1 – Schedulazione prevista per il rollout dell’upgrade di Log Analytics

Inoltre a partire dal 16 ottobre 2017 i nuovi workspace di OMS vengono già crearti nella nuova modalità e non c’è più la possibilità di creare workspace legacy. Per ulteriori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo Azure Log Analytics workspace upgrades are in progress.

Solutions

Grazie alla solution Azure Log Analytics Container Monitoring per la Service Fabric in ambiente Linux è ora possibile:

  • Centralizzare e correlare log relativi ai containers.
  • Per containers e nodi visualizzare pressoché in real-time le metriche relative a CPU, memoria, storage e utilizzo della network.
  • Identificare containers con un utilizzo eccessivo di risorse.
  • Controllare l’utilizzo di risorse a livello di processo (Docker container top).
  • Visualizzare un inventario del container node che contiene informazioni relative all’orchestrazione.

Figura 2 – Container Monitoring solution per Linux Service Fabric

La presenza di un Azure Resource Manager (ARM) template che consente di creare un nuovo workspace Log Analytics e di installare durante il deployment l’agente OMS su tutti i nodi del cluster Service Fabric facilita l’abilitazione del monitor. Al termine del deployment del cluster è sufficiente aggiungere al workspace Log Analytics la solution Container Monitoring disponibile nell’Azure Marketplace e in pochi minuti saranno disponibili in Log Analytics le informazioni relative alla Service Fabric. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo Azure Log Analytics Container Monitoring solution for Linux Service Fabric.

 Tramite gli Azure Action Groups è possibile utilizzare la solution di Log Analytics IT Service Management Connector Solution per aprire in modo automatico incident nel proprio prodotto o servizio di IT Service Management (ITSM), se propriamente supportato, a fronte di alert generati nell’ambiente Azure. La procedura per configurare questa nuova funzionalità è documentata nell’annuncio Send your Azure alerts to ITSM tools using Action Groups.

Agente

Rilasciata una nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux che principalmente ha risolto alcuni bug e ha introdotto alcuni utili miglioramenti. Per maggiori dettagli e per ottenere la versione aggiornata consultare la pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux GA v1.4.1-123

Figura 3 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation sono state annunciate, attualmente in preview, nuove interessanti funzionalità:

  • Update management: consente di avere visibilità sulla compliance degli update sia per sistemi Windows che Linux, indipendentemente dallo loro location (Azure, on-premises oppure altri cloud). Consente inoltre di schedulare il deployment per l’installazione degli update all’interno di una specifica finestra di manutenzione. Tra le funzionalità offerte c’è la possibilità di escludere dal deployment aggiornamenti specifici e di recuperare log relativi ai deployment utili a fini di troubleshooting.
  • Inventory: consente di recuperare informazioni di inventory relative alle applicazioni installate all’interno dei sistemi. Il tutto può essere consultato facilmente direttamente dal portale Azure.
  • Track changes: utile per monitorare modifiche apportate ai sistemi relative a servizi, daemons, software, registry e file. Tale funzionalità può risultare molto utile per diagnosticare problemi specifici e per abilitare segnalazioni a fronte di cambiamenti non attesi.

Figura 4 – Nuove funzionalità in preview di Azure Automation

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’articolo specifico What’s New in Azure Automation: Inventory, Change Tracking e Update Management.

Azure Automation introduce inoltre la possibilità di implementare runbook scritti in Python 2 e aggiunge il supporto per il ruolo Hybrid Runbook Worker in ambiente Linux. Si tratta di funzionalità al momento in public preview.

System Center

L’Update Rollup 4 per Microsoft System Center 2016 è stato rilasciato.

Questi i prodotti System Center interessati dall’aggiornamento che risolve diverse problematiche e introduce alcuni miglioramenti:

L’Update rollup 4 introduce il supporto per il protocollo di sicurezza TLS 1.2 per tutte le comunicazioni criptate. Le versioni precedenti di TLS e SSL non vengono considerati meccanismi di criptografia con un elevato livello di sicurezza, per questo motivo Microsoft ha deciso di introdurre anche per i seguenti prodotti System Center il supporto ufficiale per il protocollo di sicurezza TLS 1.2:

  • System Center Operations Manager (SCOM)
  • System Center Virtual Machine Manager (SCVMM)
  • System Center Data Protection Manager (SCDPM)
  • System Center Orchestrator (SCO)
  • Service Management Automation (SMA)
  • Service Provider Foundation (SPF)
  • System Center Service Manager (SM)

L’abilitazione del protocollo TLS 1.2 richiede che vengano seguiti i seguenti macro step:

  1. Installare gli update di sicurezza per Windows Server, .NET 4.6 e SQL Server.
  2. Installare l’Update Rollup 4 di System Center 2016 sui diversi componenti. Per quanto riguarda Service Management Automation (SMA) e Service Provider Foundation (SPF) è comunque necessario applicare l’ultimo Update Rollup disponibile. Inoltre per SMA è necessario aggiornare il relativo Management Pack.
  3. Cambiare le impostazioni per abilitare il protocollo TLS1.2 nell’ambiente Windows su tutti i componenti System Center.
  4. Adeguare le impostazioni specifiche dei singoli component System Center che lo prevedono (SCOM, SCDPM e SCO).

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile seguire la deployment guide specifica.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1709 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1709 for Configuration Manager Technical Preview Branch – Available Now!

Tra le novità introdotte in questo aggiornamento troviamo:

  • Co-management: soluzione che consente la gestione dei device utilizzando sia System Center Configuration Manager che Microsoft Intune. Grazie a Windows 10 Fall Creators Update c’è infatti la possibilità di effettuare la join del device contemporaneamente sia al dominio Active Directory (AD) on-premises che ad Azure AD nel cloud. Questo consente di ampliare le possibilità di management dei dispositivi utilizzando sia l’agente di Configuration Manager che il cliente MDM di Intune.

Figura 5 – Impostazioni Co-Management dalla console di SCCM

  • Miglioramento riguardante l’utilizzo di SCCM connesso a Intune per la gestione dei dispositivi mobile per quanto riguarda le impostazioni dei profili VPN. Con questo aggiornamento infatti durante la creazione di un nuovo profilo VPN vengono mostrate solamente le impostazioni appropriate per la piattaforma che si intende configurare. Maggiori dettagli a riguardo è possibile recuperarli in questo articolo.

Rilasciata inoltre anche la versione 1710 sempre per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Le numerose novità introdotte con questo aggiornamento sono consultabili nell’annuncio Update 1710 for Configuration Manager Technical Preview Branch – Available Now!.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

In seguito si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM 2016:

Le novità introdotte da questi nuovi MP possono essere consultate nell’articolo DHCP 2016 and 2012 R2 Management Pack release.

  • Microsoft Advanced Threat Analytics Management Pack versione 8.1.1
  • Rilasciati due Management Packs per SQL Server in public preview:
  • Si segnala il rilascio di un MP supplementare per migliorare il monitor di Office 365 che tramite delle transazioni sintetiche è in grado di controllare il mail flow e il licensing.
  • Rilasciato il nuovo PowerShell Monitoring Management Pack. Si tratta di un MP open sorce disponibile gratuitamente a questo link che aggiunge il supporto per PowerShell nel ramo Authoring della console di SCOM.
  • Nuovi Management Pack per Orchestrator e Orchestrator – Service Management Automation.

System Center Orchestrator

Rilasciata la versione aggiornata dell’Integration Pack per System Center 2016.

Per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

OMS e System Center: novità di Agosto 2017

In questo articolo vengono riassunte le principali novità e vengono riportati gli aggiornamenti, riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center, che sono stati annunciati durante il mese di agosto.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

  • Per Log Analytics è stato pubblicato quello che può essere definito il più importante aggiornamento dalla data del suo rilascio. Tra le principali novità introdotte da questo aggiornamento troviamo un nuovo e potente linguaggio per la creazione delle query, l’introduzione del nuovo portale Advanced Analytics e una maggiore integrazione con Power BI. Per maggiori dettagli vi invito a consultare l’articolo specifico Log Analytics: un importante aggiornamento evolve la soluzione.

Figura 1 – Upgrade di Log Analytics

Agente

  • L’agente OMS per sistemi Linux è in continua evoluzione ed è stata rilasciata una nuova versione che ha risolto alcuni bug e ha migliorato la gestione degli errori in fase di onboarding dell’agente per facilitare le operazioni di troubleshooting: OMS Agent for Linux GA v1.4.0-45

Figura 2 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

Solutions

  • La solution OMS Network Performance Monitor è stata migliorata ed arricchita con le seguenti nuove funzionalità:
    • Diagnostica dell’agent: la solution ora fornisce la possibilità di monitorare in una specifica view lo stato di salute dei vari agenti NPM distribuiti sulla rete e in caso di problemi riporta delle informazioni di diagnostica utili per la relativa risoluzione.
    • Hop-by-hop latency breakdown: la topology map della rete è stata arricchita con i dettagli dei tempi di latenza riscontrati tra due punti specifici.
    • Disponibilità sul portale Azure: oltre a continuare ad essere disponibile dal portale OMS può essere aggiunta dal Marketplace Azure e utilizzata direttamente dal portale Azure.
    • Presenza in ulteriori region di Azure: la solution è ora disponibile anche per la region Azure West Central US.

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio Improvements to OMS Network Performance Monitor.

  • La tecnologia emergente Docker container è sempre più diffusa e il monitor diventa un componente essenziale. Per questo motivo il team di OMS ha annunciato la disponibilità della nuova solution Container Monitoring che consente di:
    • Visualizzare in un’unica location le informazioni relative a tutti gli host container.
    • Conoscere quali container sono in esecuzione, dove lo sono e con quale immagine.
    • Vedere informazioni di audit riguardanti le azioni svolte sui container.
    • Visualizzare e ricercare log a fini di troubleshooting senza dover accedere agli host Docker.
    • Individuare i container che stanno consumando un quantitativo eccessivo di risorse sull’host.
    • Visualizzare a livello centralizzato informazioni di performance relative ai container riguardanti l’utilizzo della CPU, della memoria, dello storage e della network.

Figura 3 – Schema di sintesi della solution Container Monitoring

Tutti i dettagli sulla solution Container Monitoring è possibile consultarli nel documento Container Monitoring solution in Log Analytics.

  • Rilasciata in preview la nuova solution per il monitoring delle Azure Logic Apps. La solution consente di visualizzare diverse informazioni relative allo stato delle logic app e di fare il drill down per consultare maggiori dettagli utili a fini di troubleshooting. Tutti gli aspetti di questa solution è possibile consultarli nella documentazione ufficiale Microsoft.

Security e Audit

  • La baseline assesment di OMS Security si arricchisce con la funzionalità Web security baseline assessment che è stata annunciata in public preview e consente di effettuare la scansione dei web server con Internet Information Service (IIS) per controllare la presenza di eventuali vulnerabilità di security e fornisce utili raccomandazioni relative alla corretta configurazione dell’ambiente. Il documento Web Baseline Assessment in Operations Management Suite Security and Audit Solution riporta ulteriori informazioni in merito.

Figura 4 – Dashboard dell’assessment della Web security baseline

 

System Center

System Center Configuration Manager

  • Lo scorso mese è stata rilasciata la versione 1706 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager come riportato nell’articolo OMS e System Center: novità di Luglio 2017. In data 8 agosto è stato pubblicato un package di update per correggere alcuni errori che sono stati riscontrati durante i primi deployment, ma tale package introduceva dei problemi pertanto in data 11 agosto è stato sostituito con una nuova versione. Per coloro che hanno aggiornato SCCM alla versione 1706 tra l’8 agosto e l’11 agosto è necessario che venga installato un ulteriore aggiornamento come documentato nella knowledge base Microsoft Update for System Center Configuration Manager version 1706, first wave. Tale aggiornamento è possibile installarlo accedendo al nodo “Updates and Servicing” della console di SCCM. Sarà inoltre rilasciato un ulteriore aggiornamento nelle prossime settimana per chi ha effettuato l’update di SCCM alla versione 1706 prima dell’8 agosto.
  • Rilasciata la versione 1708 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager: Update 1708 for Configuration Manager Technical Preview Branch – Available Now!. Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

In seguito le novità relative ai Management Pack di SCOM 2016:

  • Advanced Threat Analytics 1.7 Management Pack versione 1.7.1.1.
  • Service Map Management Pack in public preview: grazie a questo nuovo MP è possibile integrare le mappe create dinamicamente dalla soluzione Service Map di OMS con i diagrammi delle Distributed Application di Operations Manager per fare in modo che quest’ultimi vengano generati e mantenuti in modo dinamico.

Per maggiori informazioni vi invito a consultare la relativa documentazione disponibile online.

Figura 5 – Integrazione tra le Service Map di OMS e le Distributed App di SCOM

  • Disponibile una hotfix per risolvere alcune problematiche relative al monitor WMI health.