Archivi categoria: Operations Management Suite

OMS e System Center: novità di Ottobre 2018

Nel mese di ottobre sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community, tramite questi articoli rilasciati con cadenza mensile, vuole fornire una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

La documentazione del linguaggio utilizzato in Azure Log Analytics e Application Insights (Kusto) è stata inglobata all’interno della documentazione standard di Log Analytics che può essere consultata a questo indirizzo. Come annunciato all’Ignite, Log Analytics e Application Insights sono ora parte integrante di Azure Monitor e anche la documentazione è stata di conseguenza adeguata.

In Azure Log Analytics è stata introdotta la possibilità di ricevere i log provenienti da Azure Active Directory (Azure AD). Si tratta di una funzionalità da tempo attesa che consente di usufruire delle potenzialità di Log Analytics anche per i dati contenuti nei log di Azure AD. Per maggiori dettagli in merito è possibile consultare la relativa documentazione tecnica.

Figura 1 – Configurazione invio log di Azure AD in Log Analytics

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug relativi ai custom logs che causano occasionalmente dei duplicati e ne migliora l’affidabilità.

 

Azure Backup

In Azure Backup è stato introdotto il supporto in tutte le region per i dischi Standard SSD managed.

Il servizio Azure Backup è stato esteso anche alle region dell’Australia centrale, dove ora può essere utilizzato con i livelli di affidabilità e di performance descritti nel documento Azure Backup SLA.

In Azure Backup è stata migliorata l’experience in fase di restore delle macchine virtuali Azure, consentendo di completare le operazioni di ripristino senza eseguire manualmente alcun task. Inoltre, la naming convention utilizzata per i dischi ripristinati è stata migliorata per rendere più facilmente identificabili i vari dischi associati alle macchine virtuali.

 

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery è stato introdotto il supporto per macchine virtuali con attiva l’opzione di Azure Disk Encryption (ADE). Questo consente di replicare questa tipologia di macchine virtuali Windows abilitate per l’encryption tramite AAD app. Per maggiori dettagli è possibile consultare la documentazione Microsoft.

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 30 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.19.5007.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3650.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9139.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.15.4860.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider per System Center VMM: version 3.3.x.x o successiva.
  • Site Recovery Provider in scenari di replica senza VMM: versione 5.1.3200.0 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider: versione 4.6.x.x o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4468181.

 

System Center

System Center 2016 LTSC (Long-Term Servicing Channel) vede il rilascio dell’Update Rollup 6, che risolve diverse problematiche per SCVMM, SCDPM, SCOM e SCORC. Per consultare le problematiche risolte per ciascun prodotto è possibile accedere alle seguenti pagine:

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1810 e la versione 1810.2 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager.

Tra le principali novità di queste release è presente la nuova Management Insights dashboard che consente di avere una visualizzazione immediata delle regole, riportando quelle che eventualmente richiedono delle azioni correttive.

Figura 2 – Management Insights dashboard

In questo rilascio vengono contemplati ulteriori novità riguardanti:

  • Required app compliance policy for co-managed devices
  • Improvements to driver maintenance
  • Native task sequence support for Windows Autopilot for existing devices
  • Use Configuration Manager compliance policies to help assess co-managed devices
  • New boundary group options
  • Improvement to Co-management reporting
  • Boundary group relationship support of task sequences
  • Extended CMPivot
  • New client notification action to wake up device
  • Improvements to OData Endpoint Data
  • Documentation node

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

Rilasciato un update rollup per System Center Configuration Manager current branch versione 1806, che risolve diverse problematiche.

 

System Center Operations Manager

In seguito, si riportano le novità riguardanti i Management Pack di SCOM:

  • Management Pack per SQL Server 2017+ Reporting Services (versione 0.10.0).
  • Management Pack per SQL Server 2017+ Analysis Services (versione 0.10.0).
  • Management Pack per Windows Server Active Directory Domain Services (versione 0.2.2).
  • Management Pack per Microsoft Azure (versione 1.6.0.0).
  • Management Pack per Office 365 (versione 7.2.0.0).

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Settembre 2018

Nel mese di settembre sono state annunciate, da parte di Microsoft, diverse novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente un riepilogo che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere costantemente aggiornati su questi argomenti e di disporre dei riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

 

Operations Management Suite (OMS)

Azure Automation

In Azure Automation è stata introdotta la possibilità di importare (package in formato .whl, .tar o .gz), creare ed eseguire runbook in Python 2. Per questi runbook è previsto anche l’utilizzo delle risorse di Automation quali schedulazioni, variabili, connessioni e credenziali. La loro esecuzione può avvenire sia da Azure che tramite Hybrid Runbook Worker. Per approfondire questa nuova funzionalità è possibile consultare questo articolo.

Figura 1 – Import di un package Python 2

In Azure Update Manager sono state rilasciate queste nuove funzionalità:

Figura 2 – Pre/post deployment tasks

  • Dynamic groups (preview): consente di creare dei gruppi dinamici di Azure VMs come target per gli update deployments. Questi gruppi vengono definiti tramite query (basate su Subscription, Resource groups, Locations e Tags) e la membership viene calcolata all’avvio dell’update deployment.

Figura 3 – Dynamic groups

  • Update inclusion: permette di specificare la lista degli update inclusi, per controllare con esattezza quali update vengono applicati durante l’esecuzione del deployment.

Figura 4 – Update inclusion

 

Azure Backup

In Azure Backup è stato esteso il supporto per consentire la protezione di macchine virtuali che hanno collegati fino a 32 dischi. Il limite precedente era di 16 dischi.

 

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1809 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager.

In questo rilascio vengono contemplati diversi miglioramenti riguardanti:

  • La funzionalità CMPivot. Si tratta di una nuova utility disponibile nella console di Configuration Manager in grado di fornire informazioni in tempo reale riguardanti i dispositivi connessi nel proprio ambiente. Su queste informazioni è possibile applicare dei filtri e dei raggruppamenti, per poi svolgere determinate azioni.
  • Product lifecycle dashboard.
  • Data warehouse.
  • Maintenance windows per i software updates.

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

 

Rilasciata la versione 1808 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager. Tra le principali novità di questo aggiornamento emerge la possibilità di effettuare un rilascio graduale dei software update in modo automatico (Phased Deployment). Il pulsante che consente di configurare questa operazione è presente nei nodi della console All Software UpdatesAll Windows 10 Updates, e Office 365 Updates.

Figura 5 – Pulsante di creazione del Phased Deployment

 

In questo interessante articolo vengono riportati gli annunci fatti durante Microsoft Ignite 2018 riguardanti System Center Configuration Manager e Microsoft Intune.

 

System Center Operations Manager

Microsoft ha annunciato che il servizio cloud di Global Service Monitor (GSM) presente in SCOM ed utilizzato per monitorare la disponibilità delle applicazioni web esterne da differenti location geografiche, sarà ritirato nel mese di novembre 2018. La raccomandazione è di utilizzare Azure Application Insights, che offre funzionalità avanzate di nuova generazione per il monitor delle applicazioni web. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare l’annuncio ufficiale Microsoft.

 

System Center Updates Publisher

Si segnala il rilascio di un update rollup per System Center Updates Publisher (SCUP) che risolve alcune importanti problematiche.

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

Azure Security Center: introduzione alla soluzione

Azure Security Center è una soluzione nel cloud che consente di prevenire, rilevare e rispondere alle minacce di sicurezza che interessano le risorse Azure e workloads in ambienti ibridi. In questo articolo vengono riportate le caratteristiche principali e le diverse funzionalità, per indirizzare casi di utilizzo e per comprendere le potenzialità dello strumento.

Funzionalità e caratteristiche principali di Azure Security Center

  • Gestisce delle policy di sicurezza in modo centralizzato. Garantisce la conformità rispetto ai requisiti di sicurezza che si intende imporre a livello aziendale e normativo. Il tutto viene gestito in modo centralizzato tramite delle policy di sicurezza che si potranno applicare ai differenti workloads.

Figura 1 – Policy & compliance Overview

Figura 2 – Policy management

  • Effettua un Security Assessment. In modo continuativo viene monitorata la situazione in termini di sicurezza di macchine, reti, storage e applicazioni, al fine di individuare potenziali problemi security.
  • Fornisce delle raccomandazioni che è possibile attuare. Vengono riportate delle indicazioni che è consigliato attuare per risolvere delle vulnerabilità di sicurezza che interessano il proprio ambiente, prima che queste possano essere sfruttate in potenziali attacchi informatici.

Figura 3 – Elenco raccomandazioni

  • Assegna delle priorità agli avvisi e ad eventuali incidenti di sicurezza. Grazie a questa prioritarizzazione è possibile focalizzarsi prima sulle minacce di sicurezza che possono impattare maggiormente sulla propria infrastruttura.

Figura 4 – Assegnazione severity per ogni segnalazione

Figura 5 – Assegnazione severity per ogni potenziale incident di security rilevato

  • Consente di configurare l’ambiente cloud per proteggerlo efficacemente. Viene messo a disposizione un metodo semplice, rapido e sicuro per consentire l’accesso just in time alle porte di gestione dei sistemi e alle applicazioni in esecuzione sulle VM, applicando controlli adattivi.

Figura 6 – Abilitazione Just in time VM access

  • Fornisce una soluzione di sicurezza completamente integrata. Consente di collezionare, ricercare e analizzare i dati di security provenienti da sorgenti differenti, comprendendo la possibilità di integrazione con soluzione di terze parti.

Figura 7 – Integrazioni con altre soluzioni di security

 

Costo della soluzione

Security Center viene offerto in due possibili tiers:

  • Free tier. In questo tier Azure Security Center è totalmente gratuito e fornisce visibilità sullo stato di sicurezza delle sole risorse che risiedono in Azure. Tra le funzionalità offerte troviamo: basic security policy, raccomandazioni di sicurezza e integrazione con i prodotti e i servizi di sicurezza di terze parti.
  • Standard tier. Rispetto al tier free aggiunge funzionalità avanzate di rilevamento delle minacce (tra cui threat intelligence), analisi comportamentale, rilevamento delle anomalie e di incidenti di sicurezza e report di attribuzione delle minacce. Lo standard tier estende la visibilità sulla security delle risorse che risiedono on-premises e a workloads ibridi. Attraverso tecniche di machine learning e avendo la possibilità di creare delle whitelist consente di bloccare malware e applicazioni non desiderate.

Figura 8 – Confronto di funzionalità tra i pricing tiers disponibili

 

Il tier Standard è possibile provarlo gratuitamente per 60 giorni dopodiché, se si desidera continuare ad utilizzare la soluzione, si ha un costo mensile per singolo nodo. Per maggiori informazioni sui costi della soluzione è possibile accedere alla pagina ufficiale dei costi.

Figura 9 – Schermata di upgrade al tier Standard

Per poter usufruire di tutte le funzionalità di Security Center è necessario applicare il tier Standard alla sottoscrizione o al gruppo di risorse contenente le macchine virtuali. La configurazione del tier Standard non abilita automaticamente tutte le funzionalità, ma alcune di queste richiedono configurazioni specifiche, come ad esempio VM just in time, i controlli adattivi delle applicazioni e la network detection per le risorse Azure.

 

Principi fondamentali di funzionamento

La raccolta dei dati di security dai sistemi, indipendentemente dalla loro locazione, avviene tramite il Microsoft Monitoring Agent, che ne provvede al relativo invio verso un workspace di Log Analytics. Security Center necessita quindi sempre di un workspace sul quale sarà abilitata la seguente solution in base al tier scelto:

  • Free tier: il Security Center abilita la solution SecurityCenterFree.
  • Standard tier: il Security Center abilita la solution Security. Se nel workspace è già installata la solution Security & Auditviene utilizzata quella e non viene installato nulla di aggiuntivo.

Per salvare i dati collezionati dal Security Center è possibile utilizzarne un workspace di Log Analytics creato di default oppure selezionarne uno specifico associato alla relativa subscription Azure.

Figura 10 – Configurazione del workspace di Log Analytics dove collezionare i dati raccolti

Conclusioni

Azure Security Center risulta una soluzione idonea, matura e strutturata per far fronte alle esigenze di sicurezza per ambienti cloud, on-premises oppure ibridi. Grazie alle diverse funzionalità contemplate mette a disposizione la conoscenza che Microsoft ha maturato nella gestione dei propri servizi, coniugandola con nuove e potenti tecnologie, come machine learning e big data, per trattare e gestire in modo consapevole ed efficace il tema della sicurezza.

Azure Site Recovery: la protezione di macchine Hyper-V tramite Windows Admin Center

Tra le varie funzionalità che è possibile gestire tramite Windows Admin Center, esiste la possibilità di pilotare in modo semplice la protezione di macchine virtuali, presenti in ambiente Hyper-V, con Azure Site Recovery (ASR). In questo articolo vengono riportati gli step necessari da seguire e le possibilità offerte dall’Admin Center in questo ambito.

Windows Admin Center, conosciuto in passato anche con il nome di Project Honolulu, consente tramite una console web, di gestire la propria infrastruttura in modo centralizzato. Grazie a questo strumento Microsoft ha avviato un processo di centralizzazione in un unico portale di tutte le console di amministrazione, consentendo di gestire e configurare la propria infrastruttura con una esperienza utente moderna, semplice, integrata e sicura.

Windows Admin Center non richiede nessuna dipendenza con il cloud per poter funzionare e può esserne fatto il deploy localmente per ottenere il controllo di diversi aspetti della propria infrastruttura server locale. Oltre al componente Web Server, che consente di accedere tramite browser allo strumento, il Windows Admin Center è costituito da un componente gateway, grazie al quale è possibile gestire i server tramite Remote PowerShell e WMI over WinRM.

Figura 1 – Schema di base dell’architettura di Windows Admin Center

 

Connessione del Windows Admin Center gateway ad Azure

Windows Admin Center offre anche la possibilità di integrarsi con diversi servizi di Azure, tra i quali Azure Site Recovery. Per poter consentire al Windows Admin Center gateway di comunicare con Azure è necessario procedere con il relativo processo di registrazione, seguendo gli step in seguito documentati. La procedura guidata, al momento disponibile nella versione in preview del Windows Admin Center, effettua la creazione di una Azure AD app nella propria directory, la quale consente la comunicazione del Windows Admin Center con Azure.

Figura 2 – Avvio del processo di registrazione dalle impostazioni dell’Admin Center

Figura 3 – Generazione del codice necessario per il login

Figura 4 – Inserimento del codice nella pagina di Device Login

Figura 5 – Avvio del processo di autenticazione di Azure

Figura 6 – Conferma di avvenuto Sign-in

Figura 7 – Selezione del Tenant dove registrare l’Azure AD app

Figura 8 – Indicazioni per fornire i permessi all’Azure AD app

Figura 9 – Assegnazione dei permessi, dal portale Azure, all’app registrata

Figura 10 – Configurazione dell’integrazione con Azure completata

 

Configurazione ambiente ASR per la protezione delle VMs Hyper-V

Dopo aver configurato la connessione del Windows Admin Center con Azure è possibile, selezionando il sistema Hyper-V che detiene le macchine virtuali da replicare verso Azure, procedere con l’intera configurazione del Recovery Services vault, direttamente dalla console web del Windows Admin Center. Gli step sotto riportati documentano la semplicità di attivazione.

Figura 11 – Avvio della configurazione necessaria per la protezione delle VMs

Dall’Admin Center vengono richieste le informazioni di base per la configurazione dell’ambiente di ASR e viene fornita la possibilità di creare un nuovo Recovery Service vault oppure di selezionarne uno esistente.

Figura 12 – Configurazione dell’host Hyper-V in Azure Site Recovery

Nel form proposto dal Windows Admin Center vengono proposti solamente alcuni valori, pertanto consiglio di procedere prima alla creazione del Recovery Service vault e, nella schermata precedente, di selezionarne uno esistente, creato con tutti i parametri di configurazione a piacimento e in base alle proprie esigenze.

Questo step effettua le seguenti azioni:

  • Installa l’agente di ASR sul sistema Hyper-V oppure su tutti i nodi nel caso di un ambiente cluster.
  • Se si seleziona di creare un nuovo vault procede alla relativa creazione nella region scelta e lo posiziona in un nuovo Resource Group (assegnandogli un nome di default).
  • Effettua la registrazione del sistema Hyper-V con ASR e configura una policy di replica di default.

Figura 13 – Site Recovery Jobs generati dalla configurazione

 

Configurazione della protezione delle macchine virtuali

Completate le attività di configurazione precedentemente riportate è possibile attivare la protezione delle macchine virtuali.

Figura 14 – Attivazione del processo di protezione della VM

Figura 15 – Selezione dello storage account e avvio della protezione

Al termine del processo di replica è possibile validare il processo di replica azionando la procedura di test failover dal portale Azure.

 

Conclusioni

Poter interagire con determinati servizi di Azure direttamente da Windows Admin Center può facilitare e velocizzare l’amministrazione del proprio datacenter ibrido. Al momento le possibilità offerte di integrazione con Azure Site Recovery sono minimali e idonee per scenari non complessi. Tuttavia, Windows Admin Center è in costante evoluzione e sarà sempre di più arricchito di nuove funzionalità per poter interagire al meglio anche con i servizi Azure.

OMS e System Center: novità di Agosto 2018

Nel mese di agosto sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community rilascia mensilmente questo riepilogo che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre eventuali approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

Come già annunciato nell’articolo La gestione di Log Analytics dal portale Azure Microsoft ha scelto di abbandonare il portale OMS, a favore del portale Azure. La data annunciata per il ritiro definitivo del portale OMS è il 15 gennaio 2019. Come conseguenza di questa scelta anche la creazione di nuovi workspace di Azure Log Analytics potrà essere effettuata solamente dal portale Azure. Tentando di creare un nuovo workspace dal vecchio portale OMS si verrà ridiretti al portale Azure per completare l’operazione. Non sono invece state apportate modifiche alle REST API e a PowerShell per la creazione dei workspace.

Anche il portale Advanced Analytics viene inglobato nel portale Azure. Al momento risulta possibile accedere a questo portale accedendo alla sezione Logs (preview) disponibile nel workspace di Log Analytics.

Figura 1 – Advanced Analytics disponibile nella sezione Logs (preview) dal portale Azure

 

Azure Automation

La gestione degli aggiornamenti tramite Azure Automation Update Management vede l’aggiunta di una nuova opzione per il deployment degli update. In fase di creazione o di modifica di un update deployment è ora presente l’opzione Reboot, che consente di controllare se e quando effettuare il riavvio dei sistemi. Per maggiori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione tecnica ufficiale.

Figura 2 – Reboot option disponibile nell’update deployment

Nella funzionalità di Change Traking sono stati apportati i seguenti cambiamenti:

  • Per rilevare le modifiche ed effettuare l’inventory dei file in ambiente Windows è ora possibile utilizzare: ricorsione, wildcards, e variabili d’ambiente. In Linux è già presente da tempo il supporto per la ricorsione e i wildcards.
  • Per quanto riguarda le modifiche che avvengo nei file, sia in ambiente Windows che in ambiente Linux, è stata introdotta la possibilità di visualizzare il contenuto delle modifiche apportate.
  • Introdotta la possibilità di ridurre la frequenza con la quale vengono collezionati i servizi di Windows (la frequenza è espressa in secondi e va da un minimo di 10 secondi a un massimo di 30 minuti).

Agente

Questo mese la nuova versione dell’agente OMS per sistemi Linux risolve alcuni bug e introduce una versione aggiornata per diversi componenti core, che ne aumentano la stabilità, la sicurezza e migliorano il processo di installazione. Tra le varie novità viene introdotto il supporto per Ubuntu 18.04. Per ottenere la versione aggiornata dell’agente OMS è possibile accedere alla pagina ufficiale GitHub OMS Agent for Linux Patch v1.6.0-163. Nel caso l’agente OMS per sistemi Linux sia stato installato utilizzando l’Azure Extension e se è attivo il relativo update automatico, questo aggiornamento sarà installato in autonomia.

Figura 3 – Elenco Bug Fix e novità del nuovo agente OMS per Linux

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 27 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.18.4946.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3550.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9125.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.14.0000.0 o successiva.
  • Site Recovery Provider (with System Center VMM): version 3.3.x.x o successiva.
  • Site Recovery Provider (for replication without VMM): version 5.1.3100.0 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider: version 4.6.x.x o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4055712.

 

In Azure Site Recovery è stato introdotto il supporto per abilitare scenari di disaster recovery Cross-subscription, per macchine virtuali IaaS, purché appartenenti allo stesso tenant Azure Active Directory. Questa funzionalità è molto utile perché spesso si hanno ambienti che utilizzano subscription Azure differenti, create principalmente per avere avere un maggior controllo dei costi. Grazie a questo nuovo supporto si possono raggiungere più facilmente i requisiti di business continuity creando piani di disaster recovery senza alterare la topologia delle subscription del proprio ambiente Azure.

Figura 4 – Configurazione replica VM verso una subscription target differente

 

Azure Site Recovery ora può integrarsi con Veritas Backup Exec Instant Cloud Recovery (ICR) con la versione di Backup Exec 20.2. Utilizzando ICR, gli utenti di Backup Exec sono in grado di configurare la replica delle VMs on-premises verso Azure e di azionare facilmente il proprio paino di DR in caso di necessità, riducendo il Recovery Point Objective (RPO) e il Recovery Time Objective (RTO). Instant Cloud Recovery richiede la presenza di una subscription Azure e supporta macchine virtuali VMware ed Hyper-V. Per ulteriori dettagli e riferimenti è possibile consultare l’annuncio specifico.

Azure Backup

In questo interessante articolo viene riportata la procedura per monitorare tutti i workloads protetti da Azure Backup utilizzando Log Analytics.

System Center

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1806 per il Current Branch (CB) di System Center Configuration Manager che introduce nuove funzionalità e importanti miglioramenti nel prodotto.

Tra le principali novità di questo aggiornamento emerge la nuova funzionalità chiamata CMPivot. Si tratta di una nuova utility disponibile nella console di Configuration Manager in grado di fornire informazioni in tempo reale riguardanti i dispositivi connessi nel proprio ambiente. Su queste informazioni è possibile applicare dei filtri e dei raggruppamenti, per poi svolgere determinate azioni.

Figura 5 – Caratteristiche e benefici della funzionalità CMPivot

Per l’elenco completo delle nuove funzionalità introdotte in questa versione di Configuration Manager è possibile consultare l’annuncio ufficiale.

 

Rilasciata la versione 1808 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. Questo aggiornamento introduce la possibilità di effettuare un rilascio graduale dei software update in modo automatico. Il pulsante che consente di configurare questa operazione è riportato nella figura seguente e si trova nei nodi della console All Software Updates, All Windows 10 Updates, e Office 365 Updates.

Figura 6 – Pulsante di creazione del Phased Deployment

Per maggiori informazioni sulla configurazione dei Phased Deployments in Configuration Manager è possibile consultare la relativa documentazione tecnica Microsoft.

Vi ricordo che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

 

System Center Operations Manager

Rilasciata la versione aggiornata del Microsoft System Center 2016 Management Pack per Microsoft Azure (versione 1.5.20.18).

Si segnalano inoltre le seguenti novità:

 

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è necessario accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

OMS e System Center: novità di Luglio 2018

Microsoft annuncia in modo costante novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. Come di consueto la nostra community rilascia questo riepilogo mensile che consente di avere una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per condurre ulteriori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Azure Log Analytics

La possibile integrazione di Azure Data Factory (ADF) con Azure Monitor consente di inviare le metriche di utilizzo verso Operations Management Suite (OMS). La nuova solution Azure Data Factory Analytics, disponibile nell’Azure marketplace, può fornire una panoramica sullo stato di salute del proprio Data Factory, consentendo di andare nel dettaglio delle informazioni raccolte. Questo può risultare molto utile in particolare per operazioni di troubleshooting. Risulta inoltre possibile collezionare le metriche provenienti da diverse data factories verso lo stesso workspace di OMS Log Analytics. Per i dettagli sulla configurazione necessaria per utilizzare questa solution, è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Figura 1 – Overview della nuova solution Azure Data Factory Analytics

Nell’esecuzione delle query di Log Analytics è stata introdotta la possibilità di selezionare facilmente il workspace sul quale eseguire le interrogazioni:

Figura 2 – Selezione del workspace su cui effettuare le query di Log Analytics

La stessa possibilità è stata introdotta anche in Azure Application Insights Analytics. Tale funzionalità risulta utile in quanto in ogni query tab è possibile selezionare il workspace specifico, evitando di dover aprire Log Analytics in tab differenti del browser.

Nel caso vengano collezionati custom logs in Azure Log Analytics, è stata creata una categoria separata denominata “Custom Logs”, dove vengono raggruppati.

Figura 3 – Raggruppamento dei custom logs nella categoria specifica

Per i workspace di Log Analytics presenti nelle region di West Europe, East US, e West Central è stata annunciata la disponibilità in public preview dei Metric Alerts per i logs. I Metric alerts per i logs consentono di utilizzare i dati provenienti da Log Analytics come metriche di Azure Monitor. La tipologia dei log supportati è stata estesa e la lista completa è disponibile a questo indirizzo. Per ulteriori informazioni in merito è possibile consultare la documentazione ufficiale.

Azure Backup

In Azure Pricing Calculator, lo strumento ufficiale Microsoft per stimare i costi dei servizi Azure, è stata introdotta la possibilità di ottenere una stima più accurata dei costi di Azure Backup, consentendo di specificare il range di retention dei vari Recovery Point.

Figura 4 – Nuovi parametri per effettuare una stima più accurata dei costi di Azure Backup

 

Azure Site Recovery

Per Azure Site Recovery è stato rilasciato l’Update Rollup 26 che introduce nuove versioni per i seguenti componenti:

  • Microsoft Azure Site Recovery Unified Setup/Mobility agent (versione 9.17.4897.1): utilizzato per scenari di replica da VMware verso Azure.
  • Microsoft Azure Site Recovery Provider (versione 5.1.3400.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure oppure verso un secondary site.
  • Microsoft Azure Recovery Services agent (versione 2.0.9122.0): utilizzato per scenari di replica da Hyper-V verso Azure.

L’installazione di questo update rollup è consigliata in deployments dove sono presenti i componenti e le rispettive versioni in seguito riportate:

  • Unified Setup/Mobility agent versione 9.13.000.1 o successiva.
  • Site Recovery Provider versione 5.1.3000 o successiva.
  • Hyper-V Recovery Manager 3.4.486 o successiva.
  • Site Recovery Hyper-V Provider 4.6.660 o successiva.

Per ottenere maggiori informazioni sulle problematiche risolte, sugli improvements dati da questo Update Rollup e per ottenere la procedura da seguire per la relativa installazione è possibile consultare la KB specifica 4344054.

Azure Automation

Per quanto riguarda Azure Automation è stata introdotta la possibilità di configurare gli Hybrid Runbook Workers in modo che possano eseguire solamente runbook digitalmente firmati (l’esecuzione di runbook unsigned non andrà a buon fine). La procedura da seguire è riportata in questa sezione dell’articolo Microsoft.

System Center

In seguito al primo annuncio della Semi-Annual Channel release di System Center, avvenuto nel mese di febbraio con la versione 1801, questo mese è stata rilasciata la nuova update release, System Center 1807.

L’update release 1807 introduce nuove funzionalità per Virtual Machine Manager e Operations Manager, mentre per Data Protection Manager, Orchestrator e Service Manager contiene fix per problemi noti (includendo i bug fixes presenti nell’UR5 di System Center 2016, rilasciata in aprile).

Novità introdotte in Virtual Machine Manager 1807
  • Supports selection of CSV for placing a new VHD
  • Display of LLDP information for networking devices
  • Convert SET switch to logical switch
  • VMware host management: VMM 1807 supports VMware ESXi v6.5 servers in VMM fabric
  • Support for S2D cluster update
  • Support for SQL 2017
Novità introdotte in Operations Manager 1807
  • Configure APM component during agent install or repair
  • Linux log rotation
  • HTML5 Web console enhancements
  • Support for SQL Server 2017
  • Operations Manager and Service Manager console coexistence

Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft:

System Center 1807 è possibile scaricarlo dal System Center Evaluation Center.

Per tutti i prodotti System Center (DPM, SCORCH, SM, VMM e SCOM) è ora possibile aggiornare i deployment esistenti passando da SQL server 2016 a SQL server 2017.

Si ricorda infine che le release appartenenti al Semi-Annual Channel hanno un periodo di supporto di 18 mesi.

System Center Configuration Manager

Rilasciata la versione 1807 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La novità principale presente in questo rilascio è l’introduzione del nuovo community hub, attraverso il quale è possibile condividere scripts, reports, configuration items ed altro, relativamente a Configuration Manager. Attraverso il community hub, accessibile dalla console di SCCM, è possibile introdurre nel proprio ambiente soluzioni messe a disposizione dalla community.

Tra le novità introdotte in questo rilascio troviamo inoltre:

  • Improvements to third-party software updates
  • Co-managed device activity sync from Intune
  • Approve application requests via email
  • Repair applications
  • Admin defined offline operating system image servicing drive
  • Improvements to run scripts

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Per poter configurare la connessione tra Operations Management Suite (OMS) e System center Operations Manager è necessario importare i seguenti nuovi management packs, specifici per versione:

Questa modifica ai MPs è stata resa necessaria per consentire la corretta comunicazione con le nuove APIs di OMS Log Analytics, introdotte in seguito allo spostamento verso il portale Azure di Log Analytics.

Figura 5 – Wizard di SCOM per l’onboarding di OMS

Si riporta la nuova wave dei management packs di System Center Operations Manager rilasciati per SQL Server, ora allineati alla versione 7.0.7.0:

Nel mese di Luglio sono inoltre stati rilasciati i seguenti Management Packs per software Open Source, versione 7.7.1129.0, che comprendono le seguenti novità:

Apache HTTP Server

  • Supports Apache HTTP Server version 2.2 and 2.4
  • Provides monitoring of busy and idle workers
  • Provides monitoring of resource usage – memory and CPU
  • Provides statistics for virtual hosts such as “Requests per Minute” and “Errors per Minute”
  • Provides alerting for SSL Certificate expiration

MySQL Server

  • Supports MySQL Server version 5.0, 5.1, 5.5, 5.6, and 5.7
  • Supports MariaDB Server version 5.5, and 10.0
  • Provides monitoring of databases
  • Provides monitoring of disk space usage for server and databases
  • Provides statistics for Key Cache, Query Cache, and Table Cache
  • Provides alerting for slow queries, failed connections, and full table scans

Sono stati inoltre rilasciati da parte di Microsoft i seguenti nuovi MPs:

  • MP per Active Directory Federation Services versione 0.2.0
  • MP per Active Directory Federation Services 2012 R2 versione 1.10172.1
  • MP per Microsoft Azure versione 5.20.18

Si segnala inoltre la nuova versione community (1807) del Management Pack di Azure, rilasciata da Daniele Grandini.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

Azure Application Gateway: come monitorarlo con Log Analytics

L’Azure Application Gateway è un load balancer applicativo (OSI layer 7) per il traffico web, disponibile in ambiente Azure, che consente di gestire il traffico HTTP e HTTPS delle applicazioni. In questo articolo verrà approfondito come effettuare il monitor degli Azure Application Gateway utilizzando Log Anaytics.

Figura 1 – Schema di base dell’Azure Application Gateway

Utilizzando l’Azure Application Gateway è possibile usufruire delle seguenti funzionalità:

  • Routing basato su URL
  • Redirection
  • Multiple-site hosting
  • Session affinity
  • Secure Sockets Layer (SSL) termination
  • Web application firewall (WAF)
  • Supporto nativo per i protocolli WebSocket e HTTP/2

Per maggiori dettagli sugli Azure Application Gateway è possibile consultare la documentazione ufficiale Microsoft.

Configurazione Diagnostics logs dell’Application Gateway

L’Azure Application Gateway prevede l’invio dei log di diagnostica verso un workspace di Log Analytics. Questa funzionalità è molto utile per controllare le performance, per rilevare eventuali errori ed è   fondamentale per operazioni di troubleshooting, in particolare in presenza del modulo WAF.  Per abilitare la diagnostica dal portale Azure è possibile selezionare la risorsa Application Gateway specifica ed accedere alla sezione “Diagnostics logs”:

Figura 2 –  Avvio della configurazione dei Diagnostics logs

Figura 3 – Configurazione dei Diagnostics logs

Dopo aver scelto il workspace di Log Analytics dove inviare i dati di diagnostica, nella sezione Log, è possibile selezionare quale tipologia di Log collezionare tra i seguenti:

  • Access log (ApplicationGatewayAccessLog)
  • Performance log (ApplicationGatewayPerformanceLog)
  • Firewall log (ApplicationGatewayFirewallLog): questi log vengono generati solo se il Web Application Firewall è configurato sull’Application Gateway.

Oltre a questi log sono inoltre collezionati di default gli Activity Log generati da Azure. Questi log vengono mantenuti per 90 giorni nello store dell’Azure event logs. Per maggiori dettagli è possibile consultare questo documento specifico.

Solution Azure Application Gateway analytics di Log Analytics

Microsoft mette a disposizione la solution Azure Application Gateway analytics che può essere aggiunta al workspace di Log Analytics seguendo questi semplici step:

Figura 4 – Avvio della procedura di aggiunta della solution al workspace OMS

Figura 5 – Selezione della solution Azure Application Gateway analytics

Figura 6 – Aggiunta della solution nel workspace selezionato

Dopo aver abilitato l’invio dei log di diagnostica verso il workspace di Log Analytics ed aver aggiunto sullo stesso la solution, selezionando il tile Azure Application Gateway analytics presente nella pagina di Overview, si potrà visualizzare una overview dei dati di log raccolti dall’Application Gateway:

Figura 7 – Schermata di overview della solution Azure Application Gateway analytics

Sarà inoltre possibile consultare i dettagli per le seguenti categorie.

  • Application Gateway Access logs:
    • Client and server errors for Application Gateway access logs
    • Requests per hour for each Application Gateway
    • Failed requests per hour for each Application Gateway
    • Errors by user agent for Application Gateways

Figura 8 – Schermata degli Application Gateway Access logs

  • Application Gateway performance:
    • Host health for Application Gateway
    • Maximum and 95th percentile for Application Gateway failed requests

Figura 9 – Schermata delle performance degli Application Gateway

Dashboard personalizzata di Log Analytics per il monitor dell’Application Gateway

Oltre a questa solution può essere conveniente utilizzare anche una apposita dashboard di Log Analytics, specifica per il monitoring dell’Application Gateway, reperibile a questo indirizzo. Il deploy della dashboard avviene tramite template ARM e richiede anche in questo caso l’abilitazione dei Diagnostics logs dell’Application Gateway, come descritto precedentemente. Le varie query di Log Analytics, utilizzate dalla dashboard, sono documentate in questo blog. Grazie a queste query la dashboard riporta diverse informazioni aggiuntive esposte dalla diagnostica dell’Application Gateway.

Figura 10 – Dashboard custom di Log Analytics per il monitor dell’Application Gateway

Query di Log Analytics per monitorare i Firewall Log

Utilizzando la solution Azure Application Gateway analytics di Log Analytics oppure la dashboard custom (riportata nel paragrafo precedente) non sono al momento contemplati i Firewall log, generati quando risulta attivo il Web Application Firewall (WAF) sull’Application Gateway. Il WAF si basa sulle regole di OWASP Core Rule Set 3.0 o 2.2.9 per intercettare gli attacchi, alle applicazioni Web, che sfruttano le più note vulnerabilità. Per citarne alcune, troviamo ad esempio gli attacchi SQL injection e gli attacchi cross site scripting.

In questo caso, qualora si decida di verificare i Firewall log, è necessario eseguire direttamente delle query di Log Analytics, come ad esempio:

Figura 11 – Query di LA per recuperare le richieste bloccate dal modulo WAF, negli ultimi 7 giorni, per uno specifico URI, suddivise per RuleId

Per consultare la lista delle regole del WAF, associando il RuleId alla relativa description, è possibile consultare questo documento.

Il messaggio descrittivo della rule viene riportato anche all’interno dei risultati restituiti dalla query:

Figura 12 – Query di LA per recuperare le richieste bloccate dal modulo WAF, negli ultimi 7 giorni, per uno specifico URI e per specifica RuleId

Conclusioni

Secondo la mia esperienza, nelle architetture Azure che richiedono la pubblicazione sicura di servizi Web verso internet, è spesso utilizzato il servizio Azure Application Gateway con il modulo WAF attivo. Grazie alla possibilità di inviare i log di diagnostica di questo componente verso Log Analytics si ha la possibilità di avere un monitor completo, che risulta fondamentale per analizzare eventuali condizioni di errore e per valutare lo stato del componete in tutte le sue sfaccettature.

Microsoft Azure: panoramica delle soluzioni di monitoring per la rete

In Microsoft Azure sono disponibili diverse soluzioni che consentono di monitorare le risorse di rete, non solo per ambienti cloud, ma anche in presenza di architetture ibride. Si tratta di funzionalità cloud-based, orientate a controllare lo stato di salute della rete e la connettività verso le proprie applicazioni. Inoltre, sono in grado di fornire informazioni dettagliate sulle performance di rete. In questo articolo verrà effettuata una panoramica delle diverse soluzioni riportandone le caratteristiche principali, necessarie per orientarsi nell’utilizzo degli strumenti di monitor della rete più opportuni per le proprie esigenze.

Network Performance Monitor (NPM) è una suite che comprende le seguenti soluzioni:

  • Performance Monitor
  • ExpressRoute Monitor
  • Service Endpoint Monitor

Oltre agli strumenti inclusi in Network Performance Monitor (NPM) è possibile utilizzare Traffic Analytics e DNS Analytics.

Performance Monitor

L’approccio sempre più frequentemente utilizzato è quello di avere ambienti ibridi con un networking eterogeneo, che consente di mettere in comunicazione la propria infrastruttura on-premises con l’ambiente implementato nel cloud pubblico. In alcuni casi si potrebbe disporre anche di differenti cloud provider, che rendono ancor più complicata l’infrastruttura di rete. Questi scenari richiedono pertanto l’utilizzo di strumenti di monitor flessibili e che possano lavorare in modo trasversale on-premises, in cloud (IaaS), e in ambienti ibridi. Performance Monitor ha tutte queste caratteristiche e grazie all’utilizzo di transazioni sintetiche, fornisce la possibilità di monitorare, pressoché in tempo reale, i parametri di rete per avere le informazioni relative alle performance, come la perdita di pacchetti e la latenza. Inoltre, questa soluzione consente di localizzare facilmente la sorgente di una problematica in uno specifico segmento di rete o identificando un determinato dispositivo. La soluzione richiede la presenza dell’agente di OMS e tenendo traccia dei pacchetti di retransmission e del tempo di roundtrip, è in grado di restituire un grafico di facile e immediata interpretazione.

Figura 1 – Diagramma Hop-by-hop fornito da Performance Monitor

Dove installare gli agenti

L’installazione dell’agente di Operations Management Suite (OMS) è necessario farla su almeno un nodo connesso a ogni sottorete dalla quale si intende monitorare la connettività verso altre sottoreti. Nel caso si intenda monitorare uno specifico link di rete è necessario installare gli agenti su entrambe gli endpoint del link. Nei casi dove non si è a conoscenza della topologia esatta di rete, un possibile approccio è quello di installare gli agenti su tutti i server che detengono workload particolarmente critici e per i quali è necessario monitorare le performance di rete.

Costo della soluzione

Il costo della funzionalità Performance Monitor in NPM è calcolato sulla base della combinazione di questi due elementi:

  • Subnet link monitorati. Per ottenere i costi per il monitoring di un singolo subnet link per un mese, è possibile consultare la sezione Ping Mesh.
  • Volume di dati.

Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare la pagina ufficiale Microsoft.

ExpressRoute Monitor

Utilizzando ExpressRoute Monitor è possibile effettuare il monitor della connettività end-to-end e verificare le performance tra l’ambiente on-premises ed Azure, in presenza di connettività ExpressRoute con connessioni Azure Private peering e Microsoft peering. Le funzionalità chiave di questa soluzione sono:

  • Auto-detection dei circuit ExpressRoute associati alla propria subscription Azure.
  • Detection della topologia di rete.
  • Capacity planning e analisi dell’utilizzo di banda.
  • Monitoring e alerting sia per il primary che per il secondary path dei circuit ExpressRoute.
  • Monitoring sulla connettività verso i servizi Azure come Office 365, Dynamics 365 che utilizzano ExpressRoute come connettività.
  • Rilevamento di eventuali degradi della connettività verso le varie virtual network.

Figura 2 – Topology view di una VM su Azure (sinistra) connessa a una VM on-prem (destra), tramite connessione ExpressRoute

Figura 3 – Trend sull’utilizzo della banda e sulla latenza riscontrata sul circuit ExpressRoute

Dove installare gli agenti

Per poter utilizzare ExpressRoute Monitor è necessario installare almeno un agente di Operations Management Suite su un sistema che risiede sulla virtual network di Azure e almeno un agente su una macchina attestata sulla sottorete nell’ambiente on-premises, connessa tramite private peering di ExpressRoute.

Costo della soluzione

Il costo della soluzione ExpressRoute Monitor è calcolato in base al volume dei dati generato durante le operazioni di monitoring. Per maggiori dettagli è possibile consultare la sezione dedicata nella pagina dei costi di NPM.

Service Endpoint Monitor

Utilizzando questa soluzione si ha la possibilità di monitorare e testare la raggiungibilità dei propri servizi e delle proprie applicazioni, pressoché in tempo reale, simulando gli accessi degli utenti. Si ha inoltre la possibilità di rilevare problemi nelle prestazioni lato network e di individuare il segmento di rete problematico.

Si riportano le funzionalità principali della soluzione:

  • Effettua il monitor end-to-end delle connessioni di rete verso le proprie applicazioni. Il monitor può essere fatto di qualsiasi endpoint “TCP-capable” (HTTP, HTTPS, TCP, e ICMP), come websites, applicazioni SaaS, applicazioni PaaS, e database SQL.
  • Correla la disponibilità delle applicazioni con le performance della network, per localizzare con precisione il punto di degrado sulla rete, partendo dalla richiesta dell’utente fino al raggiungimento dell’applicativo.
  • Testa la raggiungibilità delle applicazioni da differenti location geografiche.
  • Determina le latenze di rete e i pacchetti persi per raggiungere le proprie applicazioni.
  • Rileva hot spots sulla rete che possono causare problemi di performance.
  • Effettua il monitor della raggiungibilità di applicazioni Office 365, tramite test built-in specifici per Microsoft Office 365, Dynamics 365, Skype for Business e altri servizi Microsoft.

Figura 4 – Creazione di un Service Connectivity Monitor test

Figura 5 – Diagramma che mostra la topology di rete, generata da diversi nodi, per raggiungere un Service Endpoint

Dove installare gli agenti

Per utilizzare Service Endpoint Monitor è necessario installare l’agente di Operations Management Suite su ogni nodo da cui si vuole monitorare la connettività di rete verso uno specifico service endpoint.

Costo della soluzione

Il costo per l’utilizzo di Service Endpoint Monitor è basato su questi due elementi:

  • Numero delle connessioni, dove la connessione è intesa come test di raggiungibilità di un singolo endpoint, da un singolo agente, per l’intero mese. A questo proposito è possibile consultare la sezione Connection Monitoring nella pagina dei costi.
  • Volume di dati generato dall’attività di monitor. Il costo lo si ricava dalla pagina dei costi di Log Analytics, nella sezione Data Ingestion.

Traffic Analytics

Traffic Analytics è una soluzione totalmente cloud-based, che consente di avere una visibilità complessiva sulle attività di rete che vengono intraprese nell’ambiente cloud. In Azure per poter consentire o negare la comunicazione di rete verso le risorse connesse alle Azure Virtual Networks (vNet) vengono utilizzati i Network Security Group (NSG), che contengono una lista di regole di accesso. I NSG vengono applicati alle interfacce di rete connesse alle macchine virtuali oppure direttamente alle subnet. La platform utilizza i NSG flow logs per mantenere la visibilità del traffico di rete in ingresso e in uscita dai Network Security Group. Traffic Analytics si basa sull’analisi dei NSG flow logs e dopo una opportuna aggregazione dei dati, inserendo l’intelligence necessaria relativamente a security, topologia e mappa geografica, è in grado di fornire informazioni dettagliate sul traffico di rete del proprio ambiente cloud Azure.

Utilizzando Traffic Analytics si possono effettuare le seguenti operazioni:

  • Visualizzare le attività di rete cross Azure subscriptions e identificare hotspots.
  • Intercettare potenziali minacce di security lato network, per poi poter adottare le giuste operazioni correttive. Questo viene reso possibile grazie alle informazioni riportate dalla soluzione: quali porte sono aperte, quali applicazioni tentano di accedere verso Internet e quali macchine virtuali si connettono a reti non autorizzate.
  • Comprendere i flussi di rete presenti tra le varie region Azure e Internet, al fine di ottimizzare il proprio deployment di rete in termini di performance e capacità.
  • Individuare configurazioni di rete non corrette che portano ad avere tentativi di comunicazione errati.
  • Analisi delle capacità dei gateway VPN o di altri servizi, per rilevare problemi generati da over-provisioning o sottoutilizzo.

Figura 6 – Traffic Analytics overview

Figura 7 – Map delle Region Azure attive sulla subscription

DNS Analytics

La soluzione DNS Analytics è in grado di collezionare, analizzare e correlare i log del servizio DNS e mette a disposizione degli amministratori le seguenti funzionalità:

  • Indentifica i client che tentano di risolvere domini ritenuti malevoli.
  • Rileva i record appartenenti a risorse obsolete.
  • Mette in evidenza nomi di dominio frequentemente interrogati.
  • Mostra il carico delle richieste ricevute dai server DNS.
  • Effettua il monitor delle registrazioni dinamiche sul DNS fallite.

Figura 8 – Overview della solution DNS Analytics

Dove installare gli agenti

La soluzione richiede la presenza dell’agente di OMS oppure di Operations Manager installato su ogni server DNS che si intende monitorare.

Conclusioni

All’aumentare della complessità delle architetture network in ambienti ibridi, aumenta di conseguenza la necessità di potersi avvalere di strumenti in grado di contemplare differenti topologie di rete. Azure mette a disposizione diversi strumenti cloud based e integrati nella fabric, come quelli descritti in questo articolo, che consentono di monitorare in modo completo ed efficace il networking di questi ambienti. Ricordo che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

OMS e System Center: novità di Giugno 2018

Nel mese di giugno sono state annunciate, da parte di Microsoft, un numero considerevole di novità riguardanti Operations Management Suite (OMS) e System Center. La nostra community, tramite questi articoli rilasciati mensilmente, vuole fornire una panoramica complessiva delle principali novità del mese, in modo da rimanere sempre aggiornati su questi argomenti ed avere i riferimenti necessari per effettuare maggiori approfondimenti.

Operations Management Suite (OMS)

Log Analytics

Recentemente è stato ufficialmente annunciato che il portale OMS sarà deprecato, a favore del portale Azure. In questo articolo vengono esaminati gli aspetti legati a questo cambiamento e cosa è bene sapere per non farsi cogliere impreparati.

Figura 1 – Notifiche presenti nel portale OMS

Azure Backup

Azure Backup si arricchisce con una nuova importante funzionalità che consente di proteggere in modo nativo i workload SQL, in esecuzione sulle macchine virtuali IaaS che risiedono su Azure. In questo articolo vengono riportati i benefici introdotti e le caratteristiche di questa nuova funzionalità.

Figura 2 – Protezione con Azure Backup di SQL Server su VMs Azure

Rilasciata una versione aggiornata dell’Azure Backup agent (MARS), la quale la si può ottenere accedendo a questo indirizzo.

Utilizzando Azure Backup c’è la possibilità di generare la reportistica necessaria per poter facilmente controllare lo stato di protezione delle risorse, i dettagli sui vari job di backup configurati, l’effettivo utilizzo dello storage e lo stato dei relativi alert. Il tutto è reso possibile grazie all’utilizzo di Power BI, che consente di avere un elevato grado di flessibilità nella generazione e nella personalizzazione della reportistica. In questo video, recentemente pubblicato, viene riportato come configurare un workspace Power BI per la condivisione dei reports di Azure Backup all’interno della propria organizzazione. Per analizzati gli step necessari per configurare la reportistica di Azure Backup è possibile consultare questo articolo.

Figura 3 – La condivisione di report PowerBI di Azure Backup

In Azure Backup è stata introdotta la possibilità di proteggere workloads in esecuzione in ambiente Azure Stack. I tenant che usufruiscono della soluzione Azure Stack possono quindi disporre di una protezione short term direttamente sull’ambiente Azure Stack e possono usufruire dei Recovery Service vault in Azure per la long term retention e per effettuare l’offsite. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’annuncio del rilascio.

Figura 4 – Azure Stack Tenant backup con Microsoft Azure Backup Server

Azure Site Recovery

In Azure Site Recovery (ASR) è stata annunciata in “general availability (GA)” la funzionalità che consente di configurare il Disaster Recovery (DR) di Azure Virtual Machines. Configurando la replica delle macchine virtuali in region differenti di Azure, si ha la possibilità di rendere le applicazioni resilienti ad eventuali guasti che interessano una specifica region di Azure. Questa funzionalità è disponibile in tutte le region Azure dove è possibile utilizzare ASR. Azure è il primo cloud pubblico a offrire una soluzione nativa di Disaster Recovery per le applicazioni in esecuzione in ambiente IaaS.

Durante il periodo di preview, Microsoft ha preso in considerazione i diversi feedback ricevuti dai client ed ha aggiunto alla soluzione le seguenti importati funzionalità:

Si segnalano questi utili riferimenti riguardanti questa soluzione:

Security e Audit

La solution Azure Network Security Group Analytics sarà sostituita da Traffic Analytics che è stato rilasciato in General availability (GA). Questa soluzione, totalmente cloud-based, consente di avere una visibilità complessiva sulle attività di rete che vengono intraprese nell’ambiente cloud. Per maggiori dettagli a riguardo è possibile consultare l’articolo “Come monitora le attività di rete nel cloud Azure con Traffic Analytics

System Center

System Center Data Protectrion Manager

In ambienti dove System Center Data Protection Manager (SCDPM) è connesso al servizio Azure Backup è stata introdotta la possibilità di visualizzare tutti gli items protetti, i dettagli sull’utilizzo dello storage e le informazioni sui recovery point, direttamente dal portale Azure, all’interno dei Recovery Service vault. Questa funzionalità è supportata per SCDPM 2012 R2, 2016 e per Azure Backup Server v1 e v2, purché sia installata l’ultima versione dell’Azure Backup Agent (MARS).

Figura 5 – Informazioni provenienti da DPM riportate nel Recovery Service vault

System Center Configuration Manager

Solitamente viene rilasciata una technical preview al mese di Configuration Manager, ma questo mese, visto il numero considerevole di novità, ne sono state rilasciate due.

La prima è la versione 1806 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager. La principale novità introdotta da questo aggiornamento è l’aggiunta del supporto per il software update catalogs di terze parti. Dalla console di Configuration Manager si potrà facilmente effettuare la sottoscrizione al catalog degli update di partner software di terze parti, per poi pubblicare gli updates tramite il Software Update Point. Tali aggiornamenti potranno essere rilasciati ai client utilizzando il metodo classico di Configuration Manager per la distribuzione dei software update.

Figura 6 – Accesso al software update catalogs di terze parti dalla console di SCCM

Oltre a questa nuova funzionalità sono stati rilasciati aggiornamenti riguardanti:

  • Sync MDM policy from Microsoft Intune for a co-managed device
  • Office 365 workload transition in co-management
  • Configure Windows Defender SmartScreen settings for Microsoft Edge
  • Improvements to the Surface dashboard
  • Office Customization Tool integration with the Office 365 Installer
  • Content from cloud management gateway
  • Simplified client bootstrap command line
  • Software Center infrastructure improvements
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for OSD Boot Media
  • Removed Network Access Account (NAA) requirement for Task Sequences
  • Package Conversion Manager
  • Deploy updates without content
  • Currently logged on user information is shown in the console
  • Provision Windows app packages for all users on a device

La seconda è la versione 1806.2 per il branch Technical Preview di System Center Configuration Manager, che include principalmente le seguenti novità relative al Phased deployment:

  • Possibilità di monitorare lo stato in modo nativo, dal Deployments node.
  • Possibilità di creare Phased deployment di applications e non solo per le task sequences.
  • Possibilità di effettuare un rollout graduale durante la fase di deployment.

Inoltre questa preview contiene aggiornamenti riguardanti:

  • Management Insights for proactive maintenance
  • Mobile apps for co-managed devices
  • Support for new Windows app package formats
  • New boundary group options for optimized P2P behaviors
  • Third-party software updates support for custom catalogs
  • Compliance 9 – Overall health and compliance (Report)

Si ricorda che i rilasci nel Technical Preview Branch consentono di valutare in anteprima le nuove funzionalità di SCCM ed è consigliato applicare questi aggiornamenti solo in ambienti di test.

System Center Operations Manager

Rilasciata una versione aggiornata del Management Pack per OS Windows Server 2016 e 1709 Plus che include diversi aggiornamenti e risoluzioni di problematiche. Per maggiori informazioni a riguardo è possibile consultare questo articolo.

Rilasciata la versione 8.2 del MP Author che include diversi miglioramenti. Per la lista delle novità incluse in questa nuova versione è possibile consultare l’annuncio ufficiale del rilascio.

Valutazione di OMS e System Center

Si ricorda che per testare e valutare in modo gratuito Operations Management Suite (OMS) è possibile accedere a questa pagina e selezionare la modalità che si ritiene più idonea per le proprie esigenze.

Per provare i vari componenti di System Center 2016 è possibile accedere all’Evaluation Center e dopo essersi registrati è possibile avviare il periodo di trial.

La gestione di Log Analytics dal portale Azure

Da diverso tempo Microsoft ha iniziato un processo che ha portato a far confluire nel portale Azure diverse funzionalità e impostazioni di OMS Log Analytics. Recentemente è stato ufficialmente annunciato che il portale OMS sarà deprecato, a favore del portale Azure. In questo articolo saranno esaminati gli aspetti legati a questo cambiamento e cosa è bene sapere per non farsi cogliere impreparati.

La scelta di abbandonare il portale OMS, a favore del portale Azure, è stata fatta per mettere a disposizione una user experience unica per il monitor e la gestione dei propri sistemi, indipendentemente dalla loro locazione (on-premises oppure su Azure). Grazie al portale Azure è infatti possibile esplorare e gestire tutti i servizi Azure e presto si avrà anche il controllo completo di OMS Log Analytics. L’aspettativa è che il gap attualmente presente tra i due portali venga definitivamente colmato entro la fine dell’estate e a breve Microsoft annuncerà la data per la dismissione definitiva del portale OMS.

Figura 1 – Notifiche presenti nel portale OMS

Figura 2 – Overview di Log Analytics nel portale Azure

Cosa comporta questo cambiamento?

La dismissione del portale OMS, oltre a un evidente cambio nella user experience, comporta anche un cambio nell’utilizzo di Log Analytics per gli aspetti in seguito riportati.

Gestione degli alert

Anziché utilizzare la solution di Alert management di Log Analytics è necessario utilizzare Azure Monitor che, oltre a consentire di monitorare tutte le risorse Azure borne, detiene anche l’engine di “alerting” per l’intera piattaforma cloud. Nell’articolo “L’estensione degli Alerts di Log Analytics in Azure Monitor” viene presentata la nuova gestione degli Alerts in Log Analytics e i relativi benefici introdotti da questa evoluzione.

Autorizzazioni per accedere al portale

La gestione degli accessi nel portale Azure, basata su role-based access control (RBAC), è sicuramente più flessibile e potente rispetto a quella presente nel portale OMS. Azure di default prevede questi due built-in user roles per Log Analytics:

  • Log Analytics Reader
  • Log Analytics Contributor

Per i dettagli riguardanti la gestione degli accessi di Log Analytics dal portale Azure è possibile consultare questa documentazione. A partire dal 25 giugno avrà inizio il processo di conversione automatico, durante il quale ogni utente o gruppo di security presente nel portale OMS verrà riportato nel portale Azure con il ruolo opportuno, secondo la seguente associazione:

Figura 3 – Associazione permessi portale OMS e ruoli in Azure

Mobile App

Così come per il portale OMS, anche la mobile app di OMS sarà deprecata. Al suo posto è possibile accedere al portale Azure direttamente dal browser del dispositivo mobile, in attesa di future estensioni dell’App Mobile di Azure. Per ricevere le notifiche sui dispositivi mobile, quando si generano degli alert, è possibile utilizzare gli Azure Action Groups.

Application Insights Connector

L’Application Insights Connector viene utilizzato per riportare i dati di Application Insights all’interno del workspace di Log Analytics. Questo connector non è più necessario e sarà deprecato, dal mese di Novembre di quest’anno, visto che la stessa funzionalità la si può ottenere utilizzando queries cross-resource.

Azure Network Security Group Analytics

La solution  Azure Network Security Group Analytics sarà sostituita da Traffic Analytics, accessibile solamente dal portale Azure. Per maggiori dettagli su questo nuovo strumento è possibile consultare l’articolo “Come monitora le attività di rete nel cloud Azure con Traffic Analytics

 

Attuali mancanze nel portale Azure

Ad oggi viene imposto l’utilizzo del portale OMS, a chi utilizza le seguenti solution, in quanto non sono totalmente utilizzabili nel portale Azure:

Microsoft sta lavorando per aggiornare queste solution e renderle disponibili utilizzando il portale Azure. Per rimanere aggiornati su cambiamenti in merito è possibile fare riferimento alla pagina degli Azure Updates.

 

Considerazioni

Per la gestione di Log Analytics è consigliabile utilizzare fin da oggi il portale Azure, il quale consente di adottare nuovi strumenti, di beneficiare della migliore experience offerta, e di usufruire delle funzionalità note del portale, come le dashboards, le ricerche, e il tagging per la gestione delle risorse. Il portale OMS è destinato a breve alla dismissione definitiva, ma può essere ancora necessario utilizzarlo nel caso si debbano utilizzare le solution non ancora compatibili (sopra riportate), in attesa di un loro imminente aggiornamento che le renderà totalmente funzionanti con il portale Azure.