System Center 2016: What’s new in Data Protection Manager

Con il rilascio di System Center 2016 uno dei componenti che ha visto il maggior numero di novità è sicuramente Data Protection Manager. DPM 2016 introduce infatti importanti miglioramenti in termini di performance e cambiamenti per quanto riguarda la gestione dello storage e in ambito sicurezza. Il tutto viene poi ulteriormente arricchito grazie al supporto delle nuove funzionalità di Hyper-V in Windows Server 2016.

Modern Backup Storage

DPM 2016 introduce un nuovo meccanismo di gestione dello storage definito Modern Backup Storage il quale utilizza una tecnologia di block-cloning basata su Resilient File System (ReFS).

Grazie all’utilizzo del Modern Backup Storage è possibile ottenere i seguenti benefici:

  • Ottimizzazione dello spazio disco: Modern Backup Storage consente di risparmiare circa il 30-40% dello storage e di avere una elevata flessibilità nella gestione dello stesso grazie all’utilizzo di volumi ReFS ed al salvataggio dei backup su VHDX. In DPM 2016 viene a mancare la necessità di allocare a priori lo spazio da dedicare alla protezione delle risorse ed è in grado di adeguare l’occupazione dello storage per i backup in modo dinamico in base alla dimensione della fonte da proteggere.
  • Miglioramento delle performance: DPM 2016 per il salvataggio dei dati su volumi ReFS fa uso di una tecnologia block-cloning basata sul metodo allocate-on-write anziché copy-on-write (utilizzato da VolSnap in DPM 2012 R2). Questo cambiamento consente di avere un incremento di performance che può raggiungere il 70%.
  • Diminuzione dei costi: grazie alla funzionalità workload-aware storage DPM introduce una flessibilità ulteriore nella scelta dello storage per la protezione dei differenti workload che ci sconsente di ridurre i relativi costi. DPM è in grado di utilizzare storage ad alte performance e più costoso per workload con elevati IO, i quali possono essere ad esempio SQL oppure Sharepoint, e storage meno performante per workload con ridotti IO.

Per poter utilizzare Modern Backup Storage è necessario che DPM venga installato su Windows Server 2016.

Per maggiori dettagli relativi al Modern Backup Stoarge è possibile consultare l’articolo Introducing DPM 2016 Modern Backup Storage.

Hyper-V protection

Le seguenti novità riguardano la protezione delle macchine virtuali con DPM 2016.

  • Resilient change tracking (RCT) – DPM utilizza ora il nuovo meccanismo nativo di change tracking introdotto in Hyper-V denominato Resilient Change Tracking (RCT). RCT aumenta notevolmente la resilienza del dato rispetto al precedente meccanismo di change tracking basato su tecnologia VSS e di conseguenza consente di ridurre la necessità di consistency check e quindi di risparmiare tempo. DPM durante i backup differenziali è in grado di individuare e trasferire solamente i blocchi che hanno subito modifiche e che gli vengono indicati dal change tracker.

Le macchine virtuali create direttamente su Windows Server 2016 e protette da DPM 2016 utilizzano di default RCT e di conseguenza è possibile usufruire dei seguenti benefici in termini di protezione:

  • Maggiore affidabilità: non vengono richiesti consistency check in seguito a migrazioni di macchine virtuali;
  • Elevata scalabilità: si possono avere un numero superiore di job di backup in parallelo e un impatto inferiore sull’utilizzo dello storage;
  • Performance superiori: backup più veloci e un impatto inferiore sulla fabric.

Se si vuole utilizzare la funzionalità di RCT per macchine virtuali create su versioni precedenti dell’hypervisor è richiesto l’aggiornamento della versione del file di configurazione delle VMs (per maggiori dettagli consultare il documento upgrading virtual machine version to Windows Server 2016) e sul server DPM 2016 è necessario fermare la protezione delle macchine virtuali selezionando l’opzione Retain Data e creare un nuovo Protection Group.

  • Continued protection during cluster aware updates – Windows Server 2016 ha introdotto la possibilità di aggiungere un nodo Windows Server 2016 a un cluster Hyper-V già esistente costituito da nodi Windows Server 2012 R2. Questa funzionalità consente di aggiornare i sistemi cluster senza avere nessun downtime. DPM 2016 è in grado di proteggere le machine virtuali anche durante il processo di aggiornamento continuando così ad aderire agli SLA stabiliti.
  • Secure VM Backups – DPM 2016 supporta il backup ed il recovery delle Shielded VMs mantenendo lo stesso livello di security. A tal proposito è bene specificare che in questo scenario le funzionalità di Item Level Recovery (ILR) e Alternate Location Recovery (ALR) verso una location al di fuori della “guarded fabric” non sono consentite.
  • Hyper-V with ReFS SOFS Cluster – DPM 2016 è in grado di proteggere macchine virtuali Hyper-V che si trovano su cluster SOFS che utilizzano ReFS. Il backup ed il recovery è supportato anche per macchine virtuali che non utilizzano RCT.
  • Hyper-V with Storage Spaces Direct – DPM ha la possibilità di rilevare e proteggere macchine virtuali che utilizzano la funzionalità di Storage Space Direct in differenti scenari, ad esempio nello scenario Hyper-converged dove sia Hyper-V (compute) che Storage Space Direct (storage) risiedono sullo stesso cluster. Per ulteriori dettagli relativi a Storage Spaces Direct in Windows Server 2016 vi rimando a questo articolo.

Conclusioni

Viste le importanti novità e i numerosi vantaggi che si possono ottenere passando a Data Protection Manager 2016 tutti gli attuali utilizzatori della soluzione dovrebbero prendere in seria considerazione l’aggiornamento. Per chi vuole invece approfondire e valutare DPM 2016 può scaricare la versione di prova dal Microsoft Evaluation Center di System Center.

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